Aston Martin AMR26-B: gli aggiornamenti convincono, ora la palla passa a Honda
Dopo mesi di difficoltà, il team di Silverstone trova la conferma che cercava: il nuovo pacchetto aerodinamico funziona. A Zandvoort toccherà alla power unit completare il quadro

Per Aston Martin il Gran Premio d'Ungheria potrebbe aver rappresentato più di una tappa iridata. Se la classifica continua a raccontare di una squadra ancora distante dalle posizioni che contano, i dati raccolti all'Hungaroring hanno mostrato un segnale incoraggiante: gli sviluppi introdotti sulla AMR26 hanno prodotto in pista gli effetti previsti dagli strumenti di simulazione.
È proprio questo l'aspetto che, all'interno della scuderia di Silverstone, viene considerato il vero successo del fine settimana. Dopo una prima parte di stagione disastrosa, la correlazione tra fabbrica, simulatore e circuito sembra essersi allineata. Un passaggio fondamentale per chi sta costruendo il proprio rilancio tecnico.

Aston Martin - Il valore della correlazione supera quello del risultato
Il pacchetto evolutivo portato in Ungheria comprendeva sedici componenti riviste, un intervento estremamente ampio che aveva l'obiettivo di correggere alcune delle principali criticità della monoposto. Il riscontro ottenuto non viene misurato soltanto in termini cronometrici, ma soprattutto nella capacità della vettura di comportarsi esattamente come previsto durante la fase di progettazione.
Quando un team ritrova una correlazione affidabile tra i modelli virtuali e la pista, ogni sviluppo successivo può essere pianificato con un grado di affidabilità superiore. Aston Martin ha ritrovato uno strumento di sviluppo preziosissimo.
Anche Lance Stroll ha percepito immediatamente questo cambiamento. Nonostante un venerdì complicato, condizionato da un problema alla sospensione, il canadese è riuscito a disputare una gara consistente, sottolineando come la monoposto trasmetta sensazioni completamente diverse rispetto agli appuntamenti precedenti.
Secondo il pilota, la squadra ha compiuto un progresso concreto che consente almeno di inserirsi nella battaglia del centro gruppo, pur riconoscendo che il lavoro da completare resta ancora importante. L'obiettivo rimane quello di incrementare il carico aerodinamico e recuperare terreno anche sul fronte della potenza disponibile.
"Abbiamo fatto un grande passo avanti. Non siamo ancora davanti al centro gruppo, ma siamo tornati a lottare. Servono ancora più carico aerodinamico e più potenza, però questa è la direzione giusta", ha spiegato il pilota canadese.

Zandvoort sarà il primo vero banco di prova
L'entusiasmo resta comunque accompagnato da una buona dose di prudenza. Il canadese sa bene che l'Hungaroring è un circuito con caratteristiche molto specifiche e che i prossimi appuntamenti offriranno un quadro decisamente più completo.
Il riferimento è soprattutto a Zandvoort, dove Aston Martin introdurrà la nuova evoluzione della power unit Honda. Sarà proprio l'aggiornamento del motore a chiarire quanto il pacchetto tecnico possa diventare realmente competitivo anche su piste nelle quali la prestazione del propulsore assume un peso maggiore.
Successivamente arriveranno tracciati come Monza e Baku, dove la velocità di punta rappresenta il fattore determinante. Proprio per questo motivo il team considera fondamentale verificare se ai progressi ottenuti dal telaio riuscirà ad affiancarsi anche un salto prestazionale della componente motoristica.
Stroll non ha celato il proprio ottimismo, arrivando a definire quello un passaggio senza precedenti per la squadra. "È probabilmente il miglior progresso che abbiamo visto da moltissimo tempo, forse addirittura nella storia di questo team".

Lawrence Stroll: "È soltanto l'inizio"
Lo stesso clima di fiducia emerge anche dalle parole di Lawrence Stroll. Il proprietario della squadra ha vissuto una stagione molto al di sotto delle aspettative costruite negli ultimi anni, ma considera quanto visto in terra magiara il primo riscontro concreto del lavoro sviluppato nella sede di Silverstone.
Per il manager canadese il weekend di Budapest rappresenta soltanto l'inizio di un percorso destinato a proseguire nei prossimi mesi, motivo per cui ha voluto ringraziare pubblicamente tutto il personale coinvolto nello sviluppo della monoposto.
"Abbiamo compiuto un passo avanti importante. È soltanto il primo di una serie di progressi che arriveranno. Voglio ringraziare tutti i nostri dipendenti per il lavoro svolto giorno e notte nel portare questi aggiornamenti in pista".
La cautela resta comunque d'obbligo. Aston Martin è ancora lontana dai riferimenti del centro gruppo e sa che il deficit di potenza continua a rappresentare uno dei principali limiti della AMR26. Tuttavia, il weekend dell'Hungaroring ha lasciato in eredità un elemento che vale quasi quanto una prestazione di vertice: la certezza che il processo di sviluppo abbia finalmente ritrovato credibilità.
Se anche il debutto della nuova specifica Honda confermerà le aspettative, allora il progetto tecnico della squadra di Silverstone potrebbe davvero iniziare una fase completamente diversa rispetto a quella vissuta nella prima parte della stagione.
Clicca qui per aggiungere Formulacritica come fonte preferita su Google Discover