Gp Gran Bretagna 2026, strategia gara: la sfida è il degrado
Antonelli e Leclerc partono davanti, ma sarà la lettura della gara a fare la differenza. Pirelli punta sul singolo pit-stop, mentre vento e degrado potrebbero cambiare ogni scenario.

Gp Gran Bretagna, Strategia gara - La pole position conquistata da Kimi Antonelli, affiancato in prima fila da Charles Leclerc, ha definito soltanto il punto di partenza di un Gran Premio che promette di essere molto più complesso di quanto racconti la griglia. Alle loro spalle scatteranno Lewis Hamilton e George Russell, davanti a Red Bull (con Hadjar e non con Verstappen) e McLaren che, pur non avendo massimizzato il proprio potenziale in qualifica, hanno mostrato un passo sufficiente per inserirsi nella lotta durante la gara.
Silverstone, tuttavia, è uno dei circuiti nei quali la posizione di partenza pesa meno rispetto ad altri appuntamenti del calendario. L'elevata velocità media, la natura delle curve e la difficoltà nel prevedere il comportamento degli pneumatici lungo gli stint rendono la strategia uno degli elementi destinati ad assumere un ruolo determinante.
Con condizioni meteo finalmente stabili dopo due edizioni caratterizzate dalla pioggia, il Gran Premio britannico torna a offrire un riferimento tecnico comparabile con quello del 2023, ultimo appuntamento disputato interamente sull'asciutto.

Pirelli vede una gara a una sola sosta
Le indicazioni emerse durante il weekend convergono tutte nella stessa direzione. La Sprint disputata sabato ha evidenziato un comportamento estremamente lineare degli pneumatici, soprattutto della mescola media, che ha mostrato un degrado molto basso.
Il direttore motorsport di Pirelli, Dario Marrafuschi, ha confermato come l'analisi delle coperture al termine della Sprint abbia escluso la presenza di graining penalizzante. Un dato ulteriormente rafforzato dal fatto che Antonelli sia riuscito a realizzare il giro più veloce proprio all'ultima tornata della corsa breve, segnale evidente di una gomma ancora in piena efficienza.
Proprio questa caratteristica indirizza le simulazioni verso una strategia a singolo pit stop. Secondo i modelli della casa italiana, qualsiasi variante su due soste risulterebbe mediamente oltre tredici secondi più lenta nell'arco della distanza di gara.
L'opzione considerata più competitiva prevede la partenza con la Medium C2 e il successivo passaggio alla Hard C1, con una finestra ideale per il pit stop collocata tra il giro 24 e il giro 30. La scelta della Hard appare più razionale rispetto alla Soft, anche perché le monoposto attuali generano un livello di carico aerodinamico inferiore rispetto alle vetture viste tre anni fa e tendono a muoversi maggiormente nelle curve veloci, aumentando il lavoro richiesto agli pneumatici posteriori.

Il precedente del 2023 resta il principale riferimento
L'ultima gara disputata sull'asciutto a Silverstone rappresenta ancora il miglior termine di paragone disponibile. Nel 2023 Max Verstappen costruì il proprio successo grazie a una strategia Medium-Soft. La maggior parte dei piloti di vertice allungò il primo stint fino a sfiorare il trentesimo giro, cercando di sfruttare la mescola morbida nella fase conclusiva della corsa.
L'ingresso della Safety Car al giro 33 modificò però completamente il quadro strategico. Verstappen e Hamilton sfruttarono immediatamente la neutralizzazione per montare la Soft, mentre Lando Norris preferì passare direttamente alla Hard. George Russell optò invece per una soluzione meno convenzionale anticipando la sosta al giro 28 per effettuare un Soft-Medium.
Ancora più articolata fu la gara di Charles Leclerc. Il ferrarista anticipò tutti fermandosi già al giro 18 per passare dalla Medium alla Hard, salvo effettuare una seconda sosta durante la Safety Car per montare nuovamente la Medium. Una strategia che non produsse i risultati sperati e lo relegò fuori dalla lotta per le posizioni di vertice.
Medium-Soft resta un'alternativa, ma presenta rischi elevati
Sebbene la soluzione Medium-Hard sia oggi considerata la più veloce, esiste un'alternativa che potrebbe attirare alcune squadre di vertice.
Prolungando il primo stint fino ai giri 29-35 sarebbe possibile montare la Soft per la parte finale della gara. Le simulazioni indicano però un ritardo di circa sei secondi rispetto alla strategia principale e soprattutto richiedono di percorrere tra venti e ventitré giri con la C3.
Secondo Marrafuschi si tratta di un utilizzo "al limite" delle possibilità della mescola. In compenso, chi riuscisse ad arrivare negli ultimi giri con una Soft ancora efficiente potrebbe beneficiare di un vantaggio prestazionale importante nel momento decisivo della gara.
La scelta potrebbe risultare particolarmente interessante per le squadre di testa, capaci di costruire rapidamente un margine sul centro gruppo e quindi meno esposte al rischio di perdere posizione durante la sosta.

Le strategie alternative possono favorire chi parte dietro
Per chi scatterà lontano dalle prime posizioni il discorso cambia sensibilmente. Silverstone non offre molte opportunità di sorpasso. Le curve ad altissima velocità rendono difficile seguire da vicino un'altra monoposto e le poche frenate importanti non garantiscono gli stessi margini di attacco osservati una settimana fa in Austria.
In questo contesto una strategia Hard-Medium potrebbe diventare particolarmente interessante. Allungando il primo stint fino ai giri 28-34, i piloti avrebbero maggiori possibilità di sfruttare un'eventuale Safety Car, storicamente piuttosto frequente sul tracciato inglese.
Tra coloro che potrebbero valutare questa soluzione figura Pierre Gasly, costretto a recuperare dopo la penalità in griglia. Partire con la Hard limita le possibilità di attacco nelle primissime fasi, ma offre una maggiore elasticità tattica nella seconda metà della corsa.
Esiste infine una terza opzione, molto più aggressiva, che prevede l'utilizzo iniziale della Soft seguito dal passaggio alla Hard tra il giro 16 e il giro 22. Gli strateghi la considerano però poco probabile, soprattutto considerando l'attuale gestione energetica delle monoposto 2026 e la difficoltà nel trovare aria pulita durante il primo stint.
Il vento resta la variabile che nessuno può controllare
Se la pioggia non dovesse rappresentare un fattore, il meteo continuerà comunque a influenzare profondamente il comportamento delle vetture. Le previsioni indicano temperature dell'aria intorno ai 25°C e una pista prossima ai 42°C, condizioni ideali per gareggiare.
L'elemento più delicato resta però il vento. Silverstone è costruita su un altopiano completamente esposto e le raffiche, previste tra i 20 e i 40 km/h, cambieranno intensità e direzione lungo tutto l'arco del Gran Premio.
Con vento in coda ad Abbey e Copse e contrario in ingresso a Stowe, ogni giro potrebbe presentare condizioni differenti. Questo renderà estremamente complicata la gestione degli pneumatici, soprattutto per chi tenterà di completare la gara con un'unica sosta.
Le improvvise perdite del posteriore e i piccoli sovrasterzi provocati dalle raffiche aumenteranno infatti lo stress sulle coperture, trasformando la capacità dei piloti di preservare le coperture in uno dei fattori più importanti per il risultato finale. Più ancora della pole position, sarà probabilmente questo equilibrio tra ritmo e gestione a decidere il vincitore del Gran Premio di Gran Bretagna.
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