Cadillac Hertz Jota numero 38 - crediti Dailysportscar
Cadillac Hertz Jota numero 38 - crediti Dailysportscar

6 Ore di San Paolo 2026: analisi delle Free Practice - Le prime due sessioni di prove libere della 6 Ore di San Paolo hanno fornito indicazioni molto interessanti, anche se tutt’altro che definitive. Le FP1 e le FP2 si sono disputate in condizioni meteo stabili, con cielo prevalentemente sereno, una temperatura dell’aria attorno ai 25°C e un asfalto passato dai 34°C delle FP1 ai circa 25°C della sessione serale.

L’assenza di interruzioni significative ha permesso ai team di completare un numero elevatissimo di giri, un aspetto particolarmente prezioso su un circuito corto come Interlagos, dove il traffico rappresenta una delle variabili più difficili da gestire. Come già accade a Imola, il secondo settore è quello più critico: tra Pinheirinho e Bico de Pato le Hypercar finiscono frequentemente alle spalle delle LMGT3, perdendo diversi decimi. Riuscire a completare run consecutivi senza traffico è quindi estremamente complicato e questo spiega le continue oscillazioni dei tempi sul giro.

Ferrari sorprende nelle FP1

La prima sessione ha regalato una classifica decisamente insolita. L’Aston Martin Valkyrie #007 ha chiuso al comando, ma la vera notizia è stata vedere le tre Ferrari 499P occupare immediatamente le posizioni successive.

Risultati Fp1 6 ore San Paolo Hypercar
Risultati Fp1 6 ore San Paolo Hypercar

Un risultato in netta controtendenza rispetto alle ultime due stagioni. A Interlagos la squadra di Maranello aveva infatti sempre sofferto soprattutto nel secondo settore e nella fase iniziale del terzo, in uscita dalla Juncao che immette sul lunghissimo rettilineo in salita verso il traguardo. Le difficoltà erano riconducibili sia alle caratteristiche della 499P, meno efficaci nelle curve lente, sia a un Balance of Performance che limitava fortemente il rapporto peso-potenza sotto i 250 km/h.

Vedere quindi Ferrari nelle primissime posizioni rappresenta una sorpresa. Purtroppo, la decisione di FIA e ACO di non pubblicare più i valori del BoP nel 2026 rende impossibile stabilire quanto questo salto in avanti sia frutto di un diverso bilanciamento delle prestazioni oppure della nuova omologazione aerodinamica introdotta quest’anno. Quel che è certo è che le 499P sono sembrate decisamente più competitive tra le curve lente di Interlagos rispetto al passato.

FP2: Cadillac convince sul passo, Ferrari risponde

La seconda sessione ha raccontato una storia differente, con gran parte dei costruttori impegnati in programmi di lavoro molto diversificati.

La Ferrari #83 è scesa in pista con pneumatici medi nuovi, risultando l’unica vettura realmente vicina ai migliori sul giro veloce, chiudendo a circa sei decimi dalla Genesis e restando comunque a ridosso delle Cadillac, assolute dominatrici dell’edizione 2025.

Ferrari 499 - crediti Ferrari Media Centre
Ferrari 499 - crediti Ferrari Media Centre

Diverso il programma delle Ferrari #50 e #51, entrambe impegnate nella simulazione di stint molto lunghi. La #50 ha addirittura iniziato il lavoro con un set di gomme già sensibilmente più utilizzato rispetto alla #51, accumulando una quindicina di giri supplementari.

Proprio la vettura di Nicklas Nielsen ha impressionato maggiormente: pur con pneumatici molto usurati è riuscita a mantenere un ritmo estremamente competitivo e, nella parte finale dello stint, è scesa sotto il muro dell’1’26”, praticamente sugli stessi riferimenti cronometrici mostrati dalle Cadillac.

Raffronto Stint Cadillac vs Ferrari
Raffronto Stint Cadillac vs Ferrari - crediti FIAWEC+

Le impressioni raccolte dalle FP2 restituiscono quindi l’immagine di una Cadillac ancora fortissima sul passo gara, ma con Ferrari molto più vicina rispetto a quanto visto negli anni precedenti.

Toyota e BMW si nascondono, Aston Martin e Genesis puntano sulla qualifica

Anche Toyota, in particolare la vettura numero 7, ha concentrato gran parte del lavoro sui long run senza cercare il tempo assoluto. Le sensazioni sono positive e il costruttore giapponese sembra pienamente in grado di inserirsi nella lotta con Cadillac e Ferrari.

Toyota TR010 Hybrid vincitrice Le Mans 2026 -  crediti Dailysportscar
Toyota TR010 Hybrid vincitrice a Le Mans 2026 -  crediti Dailysportscar

Molto interessante anche il lavoro della BMW #15, che ha mostrato un passo medio competitivo e non troppo distante dai riferimenti delle Cadillac e delle Ferrari.

Discorso diverso invece per Genesis e Aston Martin. Entrambe sembrano aver privilegiato il giro secco nella prima parte delle FP2, probabilmente con l’obiettivo di preparare una qualifica fondamentale su un circuito dove sorpassare è estremamente complicato. Partire davanti potrebbe consentire loro di limitare il ritorno dei rivali, anche considerando che entrambe le vetture sembrano ancora dover migliorare nella gestione del degrado degli pneumatici rispetto ai costruttori di riferimento.

Alpine meno brillante, Peugeot resta nelle retrovie

Qualche dubbio in più arriva invece da Alpine. La A424 non è sembrata efficace quanto nelle precedenti gare del campionato, anche se confrontarne il passo non è semplice. I francesi hanno infatti impostato uno stint differente rispetto agli avversari, iniziando il lavoro con gomme nuove e mantenendo sempre un differenziale di circa venti giri sugli pneumatici rispetto agli altri costruttori. Un confronto diretto diventa quindi poco significativo, anche se la sensazione generale non è stata brillante come nelle precedenti prove libere stagionali.

Alpine Endurance Team - A424

Più complicata la situazione della Peugeot. Dopo aver mostrato spunti interessanti nelle passate edizioni di Interlagos, spesso anche grazie a un Balance of Performance favorevole, quest’anno la 9X8 sembra decisamente più lontana dalle posizioni di vertice e, almeno per il momento, non appare in grado di inserirsi nella lotta per il podio.

FP3 decisiva prima della qualifica

Le indicazioni emerse finora restano inevitabilmente parziali. La terza sessione di prove libere dovrebbe rappresentare il momento in cui i programmi dei vari costruttori inizieranno finalmente a convergere, permettendo di capire con maggiore precisione chi abbia realmente nascosto il proprio potenziale e chi invece abbia già mostrato tutte le proprie carte.

La qualifica, su un circuito come Interlagos, avrà probabilmente un peso superiore alla media. Viaggiare in aria pulita non significa soltanto evitare il traffico, ma anche gestire meglio il consumo degli pneumatici, un aspetto che abbiamo visto fare la differenza anche in altre gare della stagione.

A rendere ancora più incerto il quadro c’è infine il meteo: se venerdì e sabato sono previsti in condizioni stabili, per la gara di domenica le previsioni indicano cielo più coperto e temperature sensibilmente inferiori. Uno scenario che potrebbe modificare gli equilibri emersi nelle prove e rimescolare ancora una volta le carte in una 6 Ore di San Paolo che, dopo le prime due sessioni, promette di essere una delle gare più combattute dell’intera stagione.


Clicca qui per aggiungere Formulacritica come fonte preferita su Google Discover 

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui