Fred Vasseur Ferrari
Fred Vasseur, Scuderia Ferrari. Crediti foto: Getty Images

La prima gara del mondiale 2026 ha consegnato alla Ferrari un risultato complessivamente buono, ma non del tutto soddisfacente. Il terzo e il quarto posto ottenuti a Melbourne hanno lasciato nel team la sensazione di aver raccolto meno di quanto il potenziale della SF-26 avrebbe potuto offrire. Alla vigilia del Gran Premio della Cina, Fred Vasseur ha analizzato quanto accaduto, cercando di separare i dati tecnici dalle impressioni di un primo weekend stagionale ancora condizionato da molte incognite.

Il team principal francese non nasconde che, almeno nella gara inaugurale, la Mercedes abbia mostrato qualcosa in più. Tuttavia, la distanza non sarebbe quella percepita osservando la classifica finale del sabato. Vasseur ha spiegato che la superiorità vista in qualifica non corrisponde a un abisso tecnico tra le due vetture. Secondo la sua lettura, il divario reale sarebbe stato di pochi decimi: “più che altro di tre o quattro”, e non di otto come qualcuno ha suggerito nel paddock.

Fred Vasseur Ferrari
Fred Vasseur, team principal Ferrari

Il dato più rilevante, però, riguarda il contesto in cui si è disputata la gara australiana. Melbourne è uno dei circuiti più severi dal punto di vista della gestione energetica, un fattore che può alterare in modo significativo gli equilibri tra le monoposto. Per questo motivo Vasseur invita a non trarre conclusioni premature: “È l’inizio della stagione. Sta a noi migliorare e non ripetere gli stessi errori”, ha spiegato in una chiacchierata esclusiva con AutoHebdo.

Nel weekend australiano, Ferrari ha sofferto soprattutto nella sessione decisiva del sabato. Un limite che, secondo il dirigente di Draveil, potrebbe essere legato proprio alle caratteristiche del tracciato e alla lunga sezione ad alta velocità in cui la monoposto resta per quasi mezzo minuto senza grandi frenate, riducendo le possibilità di recupero energetico.

La frustrazione di Melbourne e i margini della SF-26

Se la gara della domenica ha restituito un quadro più incoraggiante, la qualifica rimane il punto su cui a Maranello si concentra l’analisi. Vasseur ha ammesso di essere rimasto deluso non tanto dalla prestazione-monstre della Mercedes, quanto dal fatto che la Ferrari non sia riuscita a esprimere tutto il proprio potenziale.

Il quarto e il settimo posto non rappresentano infatti, nella lettura interna del team, il vero valore della SF-26. Il francese ha spiegato che la frustrazione nasceva dalla convinzione che il risultato potesse essere migliore: “Sentivo davvero che avremmo potuto fare più del quarto e del settimo posto”.

Ferrari SF-26 Australia
La Ferrari AF-26 in azione

La gara ha mostrato segnali differenti. Il passo domenicale è apparso più consistente, e questo ha permesso al team di guardare al bilancio del weekend con un certo equilibrio. Nonostante le difficoltà iniziali, il comportamento della vettura in configurazione gara ha lasciato intravedere una base tecnica su cui lavorare.

Secondo Vasseur, è anche importante non isolare i singoli elementi del progetto quando si analizza la competitività di una monoposto moderna. Il rendimento non dipende esclusivamente dal motore o dal telaio, ma dal compromesso complessivo tra le due componenti. Per questo il francese sottolinea che ogni scelta progettuale implica inevitabilmente un equilibrio tra architettura della power unit e caratteristiche della vettura.

A Melbourne, Mercedes sembrava avere qualcosa in più soprattutto nella fase iniziale del weekend, in particolare nella potenza erogata. Ma questo non significa, secondo il dirigente ferrarista, che il motore sia l’unico elemento determinante.

GP Cina - Ferrari, Shanghai come banco di prova reale

Il GP della Cina potrebbe offrire una fotografia più rappresentativa dei valori in campo. Shanghai presenta infatti caratteristiche tecniche molto diverse rispetto al circuito cittadino australiano, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’energia.

Il lungo rettilineo seguito da una frenata violenta crea condizioni più simili a quelle viste nei test invernali del Bahrain, un contesto in cui Ferrari aveva mostrato un comportamento più convincente. Anche le temperature potrebbero giocare un ruolo importanti: secondo le previsioni, si correrà con meno gradi rispetto a Melbourne.

Ferrari: altre due gare per delineare i valori

Per questo Vasseur invita a considerare le prossime gare come parte di una fase di analisi ancora aperta. Il vero quadro competitivo emergerà soltanto dopo un trittico di circuiti molto diversi tra loro: Australia, Cina e Giappone. Tre piste che mettono alla prova aspetti differenti della monoposto e che permetteranno ai team di comprendere meglio il comportamento delle nuove vetture.

Gp Australia Ferrari - Merceds
La Mercedes W17 stretta nella morsa delle Ferrari SF-26

Al momento, la percezione interna del team è quella di una griglia molto compatta. Vasseur colloca la Ferrari in una posizione intermedia: Mercedes leggermente davanti, con Red Bull e McLaren immediatamente dietro. Ma si tratta di equilibri estremamente sensibili alle condizioni del weekend.

Secondo il francese, variazioni di “tre o quattro decimi” possono cambiare radicalmente la gerarchia tra le squadre da una sessione all’altra. Ed è proprio questo il motivo per cui il team principal invita a mantenere prudenza nelle valutazioni di inizio mondiale.

La stagione è appena iniziata, e il ritmo di sviluppo delle squadre è destinato a essere molto rapido. Vasseur lo sa bene e lo ammette con una certa ironia: “Spero per il nostro bene che la Mercedes non rimanga al vertice”.

È una battuta, ma anche la sintesi di una convinzione diffusa nel paddock. Nei primi mesi dell’anno, i valori tecnici possono cambiare rapidamente. E proprio per questo Shanghai rappresenta molto più di una semplice seconda gara del mondiale: sarà il primo vero test per capire se la Ferrari vista a Melbourne è stata un’eccezione legata al circuito o l’indizio di un equilibrio ancora da costruire.

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui