24 Ore Le Mans 2026, analisi dei test: Toyota consistente, Ferrari in difficoltà
Prima giornata di azione in pista sul circuito de la Sarthe, con due sessioni di test da tre ore ciascuna. I primi riscontri cronometrici e le prime impressioni dai dati vedono una Ferrari lontana dai primi

24 ore Le Mans, analisi test - È finalmente iniziato l’evento più atteso della stagione Endurance 2026: la 24 Ore di Le Mans. La giornata di ieri ha visto le prime attività in pista con due sessioni di test da tre ore ciascuna, che hanno consentito ai team Hypercar, LMP2 e LMGT3 di iniziare il lavoro di preparazione sulla classica francese.
L’attenzione era rivolta in particolare alle nuove gomme Michelin 2026 e alle Hypercar aggiornate secondo la nuova omologazione aerodinamica ad inizio stagione, chiamate ad affrontare i 13,626 chilometri del Circuit de la Sarthe.
Condizioni ideali per raccogliere dati
Le condizioni meteo si sono rivelate particolarmente favorevoli per il lavoro dei team. La prima sessione, disputata dalle 10:00 alle 13:00, si è svolta con temperature in costante crescita: l’aria ha raggiunto i 19°C, mentre l’asfalto ha toccato un picco di 39°C.
Scenario opposto nella seconda sessione, andata in scena dalle 15:30 alle 18:30, quando il progressivo calo delle temperature ha permesso alle squadre di raccogliere dati in condizioni differenti. Un aspetto particolarmente importante considerando che la 24 Ore si svilupperà attraverso variazioni climatiche e termiche molto significative tra giorno e notte.
A firmare i migliori tempi assoluti delle due sessioni sono state rispettivamente la Cadillac numero 101, autrice di un 3:27.011 nella mattinata, e l’Aston Martin Valkyrie numero 009, capace di abbassare ulteriormente il riferimento nel pomeriggio fino a 3:26.293.
Ferrari in affanno nelle classifiche e sul passo
Osservando le classifiche combinate delle due sessioni emergono segnali incoraggianti per Cadillac, Aston Martin, Toyota e Alpine, tutte stabilmente nelle posizioni di vertice. Più complessa, invece, la situazione della Ferrari. Le tre 499P, vincitrici delle ultime tre edizioni della 24 Ore di Le Mans, sono apparse meno competitive rispetto ai principali rivali. Il miglior risultato della giornata è arrivato dalla numero 50, quinta nella sessione mattutina, mentre nel pomeriggio la migliore delle vetture di Maranello non è andata oltre la nona posizione.
L’impressione di una Ferrari meno brillante rispetto alla concorrenza viene confermata anche dall’analisi dei long run. Considerando i migliori quindici passaggi di ciascuna vettura nelle due sessioni (come mostrato nel grafico allegato), la 499P numero 50 ha chiuso la mattinata con la quinta miglior media, seguita dalla numero 83 in sesta posizione. Più attardata la numero 51, soltanto tredicesima.

Nel turno pomeridiano il quadro è apparso ancora meno favorevole. Nessuna delle Ferrari è riuscita ad abbattere la barriera del 3:29.000 di media, rimanendo alle spalle di Toyota, Cadillac, Alpine, BMW e Peugeot, tutte capaci di mantenersi sotto quella soglia.
Già nei giorni precedenti alla gara sia Antonello Coletta sia Ferdinando Cannizzo avevano lasciato intendere come un quadro prestazionale simile a quello osservato a Imola e soprattutto a Spa avrebbe reso estremamente complicata la difesa del titolo conquistato nelle ultime tre edizioni. I dati raccolti nella giornata di test sembrano, almeno per il momento, confermare queste preoccupazioni.

Anche il riepilogo delle velocità massime medie pubblicato dalla FIA al termine della seconda sessione mostra una Ferrari meno efficace rispetto ad alcuni rivali diretti. Le 499P sono infatti rimaste dietro a Toyota, Alpine e Aston Martin senza riuscire a superare una media di 339 km/h. Pdf in allegato:
Naturalmente si tratta soltanto di test e il lavoro svolto dai team è stato molto differenziato tra programmi, carichi di carburante e configurazioni aerodinamiche. Tuttavia, alla vigilia delle prove ufficiali, la sensazione è che la strada verso una quarta vittoria consecutiva sia decisamente più complessa rispetto agli anni precedenti.
Toyota convince sul ritmo gara
Se Ferrari rappresenta uno dei temi più delicati della giornata, Toyota è probabilmente la squadra che ha impressionato maggiormente sul passo. La casa giapponese ha lavorato quasi esclusivamente con pneumatici Hard sia nella sessione mattutina sia in quella pomeridiana, concentrandosi soprattutto sulla preparazione della gara. Proprio l’analisi delle medie cronometriche evidenzia come la TR010 Hybrid abbia fatto registrare il miglior ritmo complessivo in entrambe le sessioni.

Il pacchetto evolutivo introdotto per la stagione 2026 sembra aver restituito competitività alla squadra campione del mondo e, soprattutto, Toyota continua a distinguersi per una capacità quasi unica di massimizzare strategia, gestione gomme e affidabilità nell’arco delle 24 ore. Alla luce dei dati raccolti nella prima giornata, il costruttore giapponese appare uno dei principali candidati alla vittoria finale.
Aston Martin e Cadillac mostrano il loro potenziale
Molto positiva anche la prestazione di Aston Martin. Le due Valkyrie hanno completato una giornata estremamente solida, sia sul giro secco sia sul passo. Resta però da verificare la loro consistenza sulla distanza di gara, soprattutto sotto il profilo della gestione degli pneumatici e delle scelte strategiche. Va inoltre considerato che Aston Martin è stata tra le poche squadre a utilizzare con una certa frequenza la mescola soft, elemento che potrebbe aver contribuito alle prestazioni osservate durante i test.
Un discorso simile può essere fatto per Cadillac. La velocità non manca e anche il passo gara è apparso competitivo, ma la squadra americana deve ancora dimostrare di saper trasformare il potenziale in risultati concreti nelle gare più lunghe e complesse del calendario.
La doppietta ottenuta in Brasile nel 2025 resta infatti un caso isolato in un percorso caratterizzato da errori di guida, episodi sfortunati e problemi legati alla gestione degli pneumatici. Anche la recente 6 Ore di Spa ha evidenziato alcune fragilità, tra strategie poco efficaci ed errori in pit lane che hanno compromesso un risultato potenzialmente molto importante.
Alpine resta nell’ombra ma può essere della partita
Come spesso accade, Alpine ha affrontato la giornata di test con un approccio particolarmente prudente, evitando di attirare eccessivamente l’attenzione. La A424 continua però a confermare le buone indicazioni mostrate nel corso della stagione e la squadra francese sembra possedere tutte le caratteristiche necessarie per inserirsi nella lotta per il successo.

Nell’ultima stagione da programma ufficiale nel FIA WEC, la casa francese sogna di conquistare la gara più importante davanti al pubblico di casa. Le prestazioni viste nei primi appuntamenti del campionato autorizzano l’ottimismo, ma come per Aston Martin e Cadillac serviranno una gara perfetta, una strategia impeccabile e anche quella dose di fortuna che a Le Mans non guasta mai.
BMW e Peugeot restano nell’ombra, Genesis convince al debutto
E BMW, reduce dalla splendida doppietta ottenuta alla 6 Ore di Spa-Francorchamps? La casa tedesca è sembrata per il momento piuttosto sorniona, stabilmente inserita nel gruppo centrale senza risultati particolarmente significativi. Una situazione simile a quella vista anche per Peugeot: entrambe le squadre sono rimaste agganciate al gruppo dei migliori, ma senza mostrare particolari guizzi né sul giro secco né nelle simulazioni di passo gara.
Naturalmente è ancora presto per trarre conclusioni definitive, soprattutto in una settimana in cui ogni programma di lavoro può essere molto diverso da squadra a squadra. Tuttavia, rispetto a Toyota, Porsche e Cadillac, sia BMW sia Peugeot hanno lasciato l’impressione di aver affrontato la giornata concentrandosi principalmente sul lavoro di preparazione in vista della gara.
Chiude il quadro delle Hypercar la debuttante Genesis. Osservando le tabelle delle medie sia della sessione mattutina sia di quella pomeridiana, il costruttore coreano è riuscito a rimanere costantemente a contatto con il gruppo centrale. Per una squadra all’esordio assoluto, al netto delle incognite legate al BoP e alla limitata esperienza accumulata finora, si tratta già di un risultato di tutto rispetto.
Come accade per tutte le nuove realtà che si affacciano nella categoria regina dell’endurance, l’obiettivo principale non sarà quello di inseguire immediatamente il risultato, ma piuttosto sopravvivere alle difficoltà di una gara lunga 24 ore, evitare errori evitabili, accumulare esperienza e soprattutto scongiurare quei problemi di affidabilità che hanno accompagnato il progetto nelle sue prime uscite. Se Genesis riuscirà a vedere la bandiera a scacchi senza particolari intoppi, il debutto potrà già essere considerato un successo.
Prime indicazioni, ma la settimana è ancora lunga
La prima giornata di test ha fornito indicazioni interessanti ma non definitive. Toyota esce come la squadra che ha impressionato maggiormente sul ritmo gara, mentre Cadillac, Aston Martin e Alpine hanno confermato di possedere il potenziale per inserirsi nella lotta al vertice.

Ferrari, al contrario, sembra partire da una posizione meno favorevole rispetto agli ultimi anni. Le 499P hanno mostrato qualche difficoltà sia sul giro secco sia nelle simulazioni di passo, anche se il lavoro svolto nelle sessioni di test raramente racconta tutta la verità.
Le prossime prove ufficiali permetteranno di capire se quella vista ieri sia stata una semplice fase di preparazione o il primo segnale di una Le Mans che potrebbe riportare Toyota e i suoi rivali al centro della scena nella corsa alla vittoria assoluta.
LMGT3: Ferrari e Mercedes crescono nel pomeriggio, Lexus perde il riferimento
Se nella sessione mattutina la sorpresa era stata la Lexus #78, capace di chiudere con la migliore media in 3’59”549, nel pomeriggio lo scenario è cambiato sensibilmente. Con temperature più basse e pista maggiormente gommata, i tempi medi si sono abbassati per quasi tutti i costruttori e il riferimento è passato alla Mercedes Iron Lynx #61, autrice di una media di 3’57”929.

L’incremento più evidente è quello delle Ferrari. La 296 LMGT3 #54 passa da 4’01”753 a 3’58”211, migliorando di oltre tre secondi e mezzo e chiudendo seconda assoluta nella graduatoria delle medie del pomeriggio. Bene anche la #21, quinta con 3’58”694, mentre la #150 e la #74 si mantengono all’interno di un gruppo molto compatto. Meno convincente la #57, che resta nelle retrovie anche nella seconda sessione.
Equilibrio assoluto tra BMW, McLaren, Ford e Corvette
Alle spalle della Mercedes emerge un gruppo estremamente compatto formato da BMW, McLaren, Ford e Corvette. Le BMW #32 e #69 chiudono entrambe sotto il 3’59”, confermando una buona consistenza sul passo. Molto positive anche le McLaren United Autosports, con la #58 quarta assoluta e la #10 poco distante.
Ford mostra probabilmente una delle migliori regolarità complessive della giornata. Sia la #88 sia la #77 figurano stabilmente nelle prime posizioni delle classifiche delle medie in entrambe le sessioni, senza particolari oscillazioni. Anche Corvette appare competitiva con tutte le vetture schierate da TF Sport raccolte in pochi decimi, segnale di una base tecnica ben compresa sul Circuit de la Sarthe.

Porsche più prudente, Aston Martin in crescita
La situazione Porsche appare meno appariscente sul giro medio. La #91 riesce a inserirsi nella parte alta della classifica pomeridiana con 3’59”160, mentre la #92 rimane più arretrata. Non sembrano però emergere particolari criticità, considerando che nelle giornate di test molti programmi sono orientati soprattutto alla preparazione della gara.
Aston Martin migliora sensibilmente rispetto alla mattina, scendendo con entrambe le vetture sotto il muro dei 4 minuti e un secondo, ma resta ancora leggermente distante dai riferimenti assoluti della categoria.
Cosa suggeriscono i dati
L’aspetto forse più interessante è l’equilibrio generale della classe. Nel pomeriggio ben 15 vetture sono racchiuse in circa un secondo e mezzo di media, un margine estremamente ridotto su un tracciato lungo oltre 13 chilometri.
Sul passo puro emerge una Mercedes particolarmente convincente, ma Ferrari, BMW, McLaren, Ford, Lexus e Corvette appaiono tutte inserite nello stesso gruppo di prestazione. Considerando che molti equipaggi hanno seguito programmi differenti e che i livelli di carburante restano sconosciuti, è ancora prematuro individuare un favorito. Tuttavia i dati del test indicano una LMGT3 più equilibrata che mai, con almeno sei costruttori potenzialmente in grado di giocarsi le posizioni di vertice durante la settimana della 24 Ore di Le Mans.
A questo punto non rimane altro che aspettare mercoledì 10 giugno dove si scenderà di nuovo in pista per i turni di libere ufficiali e soprattutto il primo taglio delle qualifiche, che porterà i migliori 15 di classe a giocarsi l’hyperpole 1 e 2. e vedremo solo allora chi ha giocato a carte scoperte o chi ha giocato a nascondino in queste 6 ore di test della 24 ore di Le Mans 2026.