F1 “Fast & Freak” – Un Gran Premio del Canada tutto da ridere
Tra duelli Mercedes in stile Star Wars, partenze lampo di Norris e podi inattesi, il GP del Canada regala ironia e caos.

Ritorna la consuetudinaria ironica rubrica del lunedì post GP: tra una super partenza di Lando Norris, due Mercedes cariche di duelli “stellari”, 11 titoli mondiali sul podio con Lewis Hamilton argento e Max Verstappen bronzo, un gran premio del Canada durato 68 giri ed altrettanti anni cosmici.
Quando pensavamo di aver costruito una personale opinione scettica in merito al rivoluzionario cambio regolamentare per la stagione 2026, ecco che arriva la tappa canadese a stravolgere tutto: Montreal è una pietra miliare del motorsport, da sempre affascinante cornice dei più storici eventi nel passato di questa disciplina. Non solo l’eterno mito di Gilles Villeneuve, il clima perennemente incerto del Canada, il memorabile gioco delle tre carte di Sebastian Vettel con i cartelloni dei piazzamenti, e le ignare marmotte che prive di ogni spirito di autoconservazione passano a miglior vita attraversando il tracciato, ma anche punto di svolta nella lotta al mondiale 2026.
E così, proprio mentre sembrava che lo spirito competitivo-antagonistico della F1 ci avesse abbandonati, con un salto spazio temporale la Mercedes ci ha riportati nel 2016: ai tempi parlavamo della lotta fratricida tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton, oggi parliamo di George Russell e Kimi Antonelli.

Gp Canada - Mercedes come Star Wars: “L’impero colpisce ancora”
Se lo scorso anno le Papaya Rules hanno vestito di finto buonismo una lotta che avrebbe potuto essere molto più intrigante di quello a cui abbiamo assistito tra Lando Norris e Oscar Piastri, in casa Mercedes si fa fatica a contenere i danni collaterali di una battaglia a nervi tesi e denti stretti.
Il weekend sprint ha evidenziato gli screzi in pista tra l’arrembante Kimi Antonelli ed il solido George Russell, doppio poleman e vincitore della gara di sabato: le loro sfide corpo a corpo hanno avuto importanti ripercussioni non soltanto sull’attività in pista, quanto piuttosto sulla stampa mondiale.
Dopo essersi affiancati ed accompagnati fuori reciprocamente oramai non si sa più quante volte, e qualche serie di team radio al veleno più tardi, l’intervento del team principal Toto Wolff è stato più che necessario, provvidenziale. “Nessuna battaglia in stile Star Wars” è quanto richiesto, e la battaglia in stile Star Wars è invece esattamente ciò che ha ottenuto. Fantastico. Non c’è dubbio che Kimi abbia ricevuto la classica lavata di capo da parte di Toto al termine della giornata di sabato – e l’espressione riluttante con cui lo guarda una volta sceso dalla monoposto lo conferma – ma questo non gli ha impedito di rimanere focalizzato sull’obiettivo e centrare un’ulteriore vittoria.
Certamente il guasto elettrico al trentunesimo giro sulla vettura di Russell che lo ha costretto al ritiro è stato il colpo di grazia per il pilota inglese ed una benedizione per il pilota italiano. Con i “se” non si fa la storia, ma chissà come sarebbe andata a finire. Tuttavia, è solo questione di tempo: d’altronde se gli equilibri Mercedes sono già precari al quinto round stagionale…

Gp Canada - Modalità Lando Norris: “Il mio lavoro qui è finito”
Sapete qual è il colmo per Lando Norris? Riuscire a centrare un’eccellente partenza a fionda su un circuito come quello di Montreal, montando gomme intermedie sotto una debole pioggerellina. Ed essere campione del mondo in carica, ovviamente.
Avete presente il meme dell’uomo con il mantello che va via gloriosamente dopo aver fatto poco e niente? Ecco, esattamente il modus operandi di Lando: una clamorosa partenza gli ha consentito di guadagnare la leadership – durata nemmeno il tempo di una marmotta sul circuito – per poi scivolare nelle retrovie a causa di un pitstop necessario al cambio mescola, per concludere rovinosamente ritirato al quarantesimo per mezzo di un guasto al cambio. Insomma, come canterebbe Salmo: “Entro, spacco, esco, ciao!”.
Finalmente un po’ di rosso sul podio, bravo Lewis!
Lewis Hamilton è stato sul pezzo per tutto il fine settimana: energico, motivante, solare. Se non fosse per le treccine marchio di fabbrica, probabilmente non lo avremmo riconosciuto. Un atteggiamento positivo e vitale così non glielo si vedeva da un po’ (e si spera di rivederlo ancora). Come ha tanto voluto sottolineare durante questo weekend, che la chiave sia stata realmente il suo non-allenamento al simulatore?!
A quanto pare Lewis è il classico compagno di università che dice di non aver studiato, ma poi sostiene l’esame e lo supera con 30…

Menzioni d’onore per talenti incompresi
L’anteriore destra della Cadillac numero 11 di Sergio Perez rappresenta un po’ tutti noi questo lunedì mattina, quando ancora non abbiamo preso neanche un caffè: un cedimento strutturale improvviso, e si lascia andare abbandonata al suo destino. Ironia a parte, è molto probabile che ci sia stato un guasto al tirante della convergenza o che il messicano abbia precedentemente urtato qualcosa che ha poi inevitabilmente portato a questo risultato come conseguenza dell’accumulo di giri su giri.
Altra menzione per il beniamino canadese Lance Stroll: il pilota numero 18 in occasione del suo gran premio di casa ha deciso di partire proprio da casa, qualificando la sua Aston Martin in una rosea ventunesima posizione e sostituendo la power unit. Davvero, più indietro di così c’è solo da ritornare al quarto round a Miami.
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