GP Canada, Hamilton: il piano quinquennale che spegne le voci di corridoio
Dalla smentita sui rumors del ritiro al problema di correlazione dati del simulatore: l'analisi della conferenza stampa di Lewis Hamilton in Canada.

Nella serata italiana di ieri è andata in scena la consueta conferenza stampa della F1 in vista del GP del Canada. Tra i protagonisti del classico “divano bianco” c’era anche Lewis Hamilton. Con il pilota Ferrari si è avuto modo di toccare diverse tematiche, alcune più attuali, altre legate ai ricordi della sua carriera sul circuito di Montréal, passando per quelle che sono le sue sensazioni in vista del weekend canadese e, per concludere, per alcuni aspetti più personali.
Ma soprattutto, non si poteva evitare di affrontare l’argomento che ha monopolizzato queste due settimane di pausa, ossia le indiscrezioni - perché tali si sono rivelate - emerse attorno al futuro di Lewis Hamilton.
La voce che ha fatto più rumore e che ha inevitabilmente riacceso il dibattito tra addetti ai lavori e non solo, riguarda il clamoroso possibile ritiro del driver inglese dalla F1. Scenario che avrebbe di fatto liberato un sedile alla Ferrari, scelto il suo successore, con un annuncio nel weekend di Silverstone.
Ancora, un’indiscrezione che ha dato vita a tutta una serie di riflessioni sulla situazione che Hamilton sta vivendo con il team di Maranello. Si è tornati infatti a parlare delle differenze tra l’inizio di stagione 2025 e quello del 2026, del gap che sembra essersi creato con Charles Leclerc negli ultimi due Gran Premi e, soprattutto, delle risposte che devono ancora arrivare. Queste ultime non solo dal pilota, ma soprattutto dalla squadra.

GP Canada, Hamilton: “Sto pianificando i prossimi anni”
Le prime parole espresse da Lewis Hamilton, fanno capo a quelli che possiamo definire “convenevoli”. Infatti, esordisce con un accenno al meteo, alla sensazione fantastica che il posto sa dare e di come il GP del Canada offra una pista che si classifica tra le sue favorite. E, prima di addentrarsi nell’attualità, ci rende partecipi dell’arrivo di sua madre durante i giorni a seguire.
Dopodiché, si entra subito nel vivo. Tra le domande - ovviamente - che più hanno interessato il sette volte campione del mondo, sono state quelle inerenti al suo fantomatico ritiro. Difficile dire se Lewis sia stato infastidito dalla cosa, ma ad ogni modo ha lanciato una frecciatina a chi ne ha dato “notizia” e di chi ne ha espresso opinioni.
“Ho ancora un contratto, quindi per me è tutto assolutamente chiaro”, ha dichiarato il britannico. “Sono ancora concentrato, motivato e amo quello che faccio con tutto il cuore. Rimarrò qui ancora per parecchio tempo, quindi fateci l’abitudine”. Parole che non solo mettono a tacere tutte le voci, ma soprattutto che chiariscono il suo futuro, in F1 chiaro, ma specialmente con Ferrari.
Ed in merito alla frecciatina citata in precedenza, Hamilton dice: “Ci sono tante persone che stanno cercando di mandarmi in pensione, ma sinceramente non è minimamente nei miei pensieri. Sto già pensando a ciò che verrà dopo e sto pianificando i prossimi cinque anni. Quindi sì, conto di restare qui ancora per un bel po”.

GP Canada: Hamilton, Ferrari e gli altri team
Messe a tacere le voci e stabiliti gli obiettivi a lungo termine, con Lewis Hamilton si passa alla stagione in corso e a quello che sta affrontando. Ferrari al momento non rappresenta la prima forza in campo, ed è “costretta” a tenere salda la seconda posizione non solo da una McLaren in netta ripresa, ma anche da Red Bull che inizia a manifestarsi con gli upgrade apportati.
Secondo Lewis, la situazione di vertice “cambierà ogni weekend”. E commentando la situazione dei team in pista, afferma: “La Mercedes è al top, la McLaren è sembrata molto forte nell’ultima gara e la Red Bull ha fatto un grande passo avanti. Quindi noi siamo lì attorno a McLaren e Red Bull”.
E per quel che riguarda il team, aggiunge: “La Mercedes ha portato un grande aggiornamento questo weekend, quindi… Il nostro focus sarà semplicemente su noi stessi”. L’obiettivo quindi, appare quello di essere concentrati - per citare Vasseur - sulla loro esecuzione, senza però perdere di vista la concorrenza:
“Guardo sempre gli altri leader e il modo in cui lavorano con le rispettive squadre, così posso imparare a essere un compagno migliore e a tirare fuori di più dalle persone che mi circondano. Sento di essere in un ottimo momento con il mio team e sono davvero felice”.

GP Canada, Hamilton: “Arrivi in pista e trovi tutto al contrario”
Lewis Hamilton nelle ultime due gare stagionali, ha fatto riemergere un po’ le vicissitudini affrontate nel 2025. Durante il weekend di Miami, ha dichiarato di non voler più dedicare del tempo al simulatore, non perché non sia performante, ma perché i dati non sono proprio in linea con la realtà offerta dalla pista.
“È uno strumento molto potente e qualcosa che come squadra continuiamo a sviluppare”, ha spiegato Hamilton. “Da quando sono arrivato ho dato molti input per la sua evoluzione e il team ha risposto apportando tantissimi cambiamenti. Stiamo continuando a migliorarlo”.
È pur vero che il nativo di Stevenage non ha mai amato particolarmente il lavoro al simulatore nel corso della carriera, pur riconoscendo la sua utilità e la straordinarietà di quello Ferrari. Il problema, appunto, è la poca coerenza: “Arrivi in pista e trovi tutto al contrario”.
E ancora: “Nell’ultimo anno ho usato il simulatore praticamente ogni settimana. Però molto spesso fai tutto il lavoro lì, trovi un setup che ti piace, poi arrivi in pista ed è tutto il contrario. Quindi devi annullare ciò che hai imparato, cambiare il modo di affrontare le curve e modificare un setup che al simulatore sembrava ottimo ma che in pista non funziona. A volte coincide, altre no. È un po’ un terno al lotto”.
Questa la spiegazione di Hamilton, che rende noto il suo voler porre maggiore attenzione sui dati. “Abbiamo analizzato” continua l’inglese, “in profondità il bilanciamento in curva, il bilanciamento meccanico, l’approccio alle curve, la distribuzione della frenata e l’ottimizzazione dei freni, che per me è stato un problema per diverso tempo. Questo ci ha permesso di creare un’ottima sintonia con gli ingegneri”.
Infine, Lewis precisa che il lavoro al simulatore è importante ed è chiaro che tornerà ad utilizzarlo, ma è anche necessario approcciarsi ai weekend in diversi modi per capire qual'è quello giusto per poter disputare un weekend di gara ottimale.
“Negli ultimi sei mesi, dopo ogni weekend, lavoravamo soprattutto sulla correlazione dei dati. Ma poi vai sulla pista successiva e a volte tutto cambia di nuovo. Vedremo come andrà questo weekend. Per esempio, in Cina non avevo fatto lo stesso tipo di lavoro ed è stato il mio miglior fine settimana”.