F1 – Jean Todt lancia la candidatura di Kimi Antonelli
L’ex team principal della Ferrari ha parlato dello stato della massima categoria, della sua ex scuderia e dell’attuale leader del mondiale.

Jean Todt passeggia nel paddock di Montmelò con l’esperienza di chi ha vissuto a lungo le strade della massima serie. In occasione della presentazione del libro “Emozioni. I 500 GP di Pirelli nel Campionato del Mondo di F1”, l’ex direttore generale della Ferrari e presidente della FIA, oggi Inviato Speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, riflette sul presente e sul passato del motorsport.
Todt osserva che molti parlano di rivoluzione nella Formula 1, ma per lui si tratta invece di un’evoluzione naturale, a La Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “In molti parlano di rivoluzione in F1, come se fossimo davanti a qualcosa di completamente diverso rispetto al passato. Ma per me non è così. È un’evoluzione, non una rivoluzione. Ci sono stati cambiamenti che hanno portato a grandi successi, di cui sono felice, ma il cuore della Formula 1 rimane lo stesso”.
Non prova nostalgia per il passato perché “la vita va avanti e si possono fare grandi cose ogni giorno”. La vita è come un film in continuo movimento: chi smette di seguire i cambiamenti rischia di perdersi. Si considera fortunato per aver vissuto fasi diverse, tutte amate e con successo, che oggi gli consentono di impegnarsi con la stessa passione in altri ambiti. “Io mi ritengo un uomo molto fortunato perché ho potuto trascorrere la mia vita facendo cose che ho amato molto, in diversi settori e dove ho avuto anche un certo successo”.

Gli anni alla Ferrari
Todt definisce gli anni in Ferrari come il capitolo più importante della sua vita lavorativa. “Lavorare in Ferrari è stato il capitolo più importante della mia storia lavorativa. 16 anni della mia vita passati a lavorare tanto, anche 16 ore al giorno, senza mai mancare un singolo giorno. Tante fatiche ma indimenticabili soddisfazioni. Ferrari è unica nel suo genere: vincere con la rossa forse è più difficile, ma sicuramente più gratificante”.
Tra le maggiori soddisfazioni ricorda di aver riportato una squadra importante come la Ferrari a vincere. “Tante cose, partendo dal fatto di aver portato una squadra importante come la Ferrari a tornare a vincere. E poi sicuramente vedere molti ragazzi che hanno lavorato con me che oggi si sono guadagnati delle posizioni di grande importanza in Formula 1: vedere Stefano Domenicali a capo della F1 è un orgoglio incredibile, così come Laurent Mekies alla guida della Red Bull, Mattia Binotto dell’Audi e Andrea Stella della McLaren. Non mi prendo meriti su di loro, ma sono felice di aver condiviso parte del loro viaggio”.
Sulla Ferrari attuale preferisce non esprimersi per evitare paragoni, ma augura sempre ogni bene alla scuderia. “Preferisco non parlarne, perché non ha senso creare paragoni. L’unica cosa che voglio dire è che auguro, e augurerò sempre, ogni bene alla Ferrari. Qui nel paddock, passando davanti alla loro hospitality, ho notato alcuni ragazzi del team che appena mi hanno visto mi hanno sorriso. È speciale per me aver potuto contribuire a questa grande storia”.

Kimi Antonelli, un fenomeno per l’Italia
Jean Todt parla con entusiasmo del giovane Kimi Antonelli, che guida attualmente la classifica mondiale. Non lo conosce personalmente, ma lo definisce un ragazzo di enorme talento. “Non conosco Kimi Antonelli personalmente ma è un ragazzo di enorme talento, e lo dicono i risultati. Sicuramente bisogna dare merito anche alla macchina che guida, perché la Mercedes quest’anno è fantastica, ma le cose in F1 vanno sempre insieme: un grande pilota su una grande macchina”.
Antonelli ha faticato di più l’anno scorso, ma è cresciuto nel modo giusto e ha saputo reggere bene la pressione delle attese. “L’anno scorso faticava di più, ma è cresciuto nel modo giusto, e ha resistito molto bene a una situazione anche non semplice psicologicamente. Lo vedo educato, gentile, umile, quindi gli faccio i miei più sinceri auguri. Penso che sia molto bello per voi in Italia, perché sognavate di avere un pilota di livello da tantissimo tempo, e ora ce l’avete finalmente”. Per l’Italia è bellissimo avere finalmente un pilota di questo livello dopo tanto tempo di attesa: il Paese può finalmente sognare.
Crediti foto: BRS Agency, XPB, McLaren