ESCLUSIVA - Paul Hembery a Formulacritica: dall'impresa in Pirelli al nuovo ruolo in SRO
L'ingegnere britannico si è concesso ai microfoni di Formulacritica per un'intervista utile a far conoscere quello che è stato (ed è tutt'ora) un gran personaggio del mondo del motorsport.

Da Monza - Formulacritica, in occasione della terza tappa del GT World Challenge Europe in quel di Monza, ha avuto l'opportunità e l'onore di intervistare Paul Hembery, ex Direttore della sezione Motorsport di Pirelli e tutt'oggi Global Chief Marketing Officer nell'organigramma SRO.
L'ingegnere britannico ha raccontato le tappe principali della sua carriera, dalla storia legata al gommista italiano, all'avventura americana e arrivando al ruolo attuale in SRO, con uno sguardo al futuro delle competizioni mondiali GT.
Paul Hembery a Formulacritica: l'esperienza in Pirelli tra pista e rally
Hembery è stato dal 2005 al 2017 Direttore di Pirelli Motorsport, passando dall'attività in pista alle prove speciali del WRC. Iniziando dalla prima citata, la sfida intrapresa col costruttore milanese non è stata di certo semplice. Prima di passare al lato sportivo e umano dell'impresa, l'ingegnere ci ricorda quanto siano importanti gli pneumatici nel motorsport.
Nel corso della sua carriera ha lavorato per molti anni in Pirelli. Molto spesso, noi spettatori, sentiamo parlare di finestra di utilizzo delle gomme. Ci riesce a spiegare come mai è così complesso rimanere entro questi valori, soprattutto in Formula 1?
“Maggiormente in Formula 1 questo aspetto è estremamente delicato e complicato, visti i carichi aerodinamici enormi a cui sono sottoposte le gomme. Si tratta principalmente di raggiungere il corretto equilibrio tra asse anteriore e posteriore, dove emergono le differenze tra il bilanciamento delle diverse vetture. L’obiettivo resta centrare al meglio la finestra di utilizzo, che corrisponde ad un range di temperature nelle quali lo pneumatico performa al meglio, estremamente influenzato dal carico aerodinamico. Quando sentiamo i piloti alla radio dire alla squadra che le gomme non stanno funzionando è perché quest'ultime non sono in temperatura. Ci sono altri fattori, come il degrado o il cliff della gomma, che si verifica quando lo pneumatico perde più o meno improvvisamente prestazione”.

Hembery ha lavorato nel Circus dal 2011 al 2017, ritrovandois subito dopo l'esperienza nel Mondiale Rally a creare una squadra dal nulla con cui affrontare l'impegno in Formula 1.Alla domanda di quale fosse stato il momento più importante a livello emotivo della sua carriera, il diretto interessato ha risposto in tale modo.
“Probabilmente l’ultima gara della prima stagione di Pirelli in F1 è stato il momento più importante. In soli sette mesi abbiamo formato una squadra: non esisteva nulla al momento della finalizzazione dell’accordo. Ho formato il mio team lavorando 24 ore al giorno e 7 giorni su 7; è stata quasi una mission impossibile! Sono stato fortunato ad avere a disposizione una squadra del genere, e reputo che questo sia stato il mio più grande successo".
Delle parole che trasmettono la valenza e l'importanza di tale traguardo, alla luce di ciò che quella squadra di persone è diventata tutt'oggi. Prima della parentesi in Formula 1, sempre assieme al produttore italiano, Hembery ha lavorato in qualità di ingegnere nel Mondiale WRC. Paul è stato leader del programma rally dal 2005 al 2010, per poi tornare dal 2014 al 2016 come fornitore di alcuni costruttori, in concorrenza con Michelin.
Lei ha ricoperto il ruolo di direttore del programma Pirelli nel Mondiale Rally per molti anni. Ci potrebbe illustrare le principali differenze tra la gestione degli pneumatici e delle situazioni sull'asfalto e sulle numerose superfici a cui sono sottoposte le vetture da rally?
“Il rally è un altro mondo: ci ho lavorato molti anni ed è una tipologia di motorsport che apprezzo ancora moltissimo. In questo caso hai superfici per nulla precise che molto spesso subiscono l’azione di pioggia, ghiaccio e sabbia, rendendo il tutto poco controllabile. Il prodotto rally è molto differente, deve essere più aggressivo; probabilmente solamente nella mescola da asciutto si è in grado di salvare qualche somiglianza con i prodotti da pista, ma restano gomme piccole, che devono essere usate in condizioni di prova molto ridotte rispetto a quanto succede in pista. E’ sicuramente una grande sfida, con tante tipologie di prodotto che ho sempre trovato stimolante. Personalmente ho apprezzato molto la neve come tipologia di superficie, visto che in quel caso erano necessari i chiodi dentro gli pneumatici. Integrarli è stata una sfida importante e molto interessante”.
Hembery continua:
“Puoi giocare con la gestione di temperature e pressioni, soprattutto su asfalto, anche se la paura principale è avere delle pressioni troppo alte. Problema che viene gestito molto bene grazie alle pause tra una prova e l’altra, che permette un raffreddamento generale della vettura”.
Un mondo diverso da quello a cui siamo abituati, ma che presenta delle sfide interessanti allo stesso modo, con storie di corse altrettanto affascinanti. Tornando alla domanda sui momenti più belli della sua carriera, Paul ci racconta anche delle vittorie con i vari Colin McRae, Richards Burns e Petter Solberg.
“Ci sono stati altri momenti, come quando abbiamo vinto il Mondiale Rally con Richard Burns, Petter Solberg o Colin McRae. Il motorsport ha rappresentato una parte fondamentale della mia vita, e riconosco che è estremamente complesso e difficile parlare delle perdite che hanno colpito questo mondo".

Paul Hembery a Formulacritica: la nuova avventura in SRO
Dal dicembre 2025, Paul Hembery è diventato ufficialmente Global Chief Marketing Official del SRO Motorsport Group. Un ruolo inedito per l'organigramma di Stephane Ratel, dimostrandone la crescita continua.
Attualmente si trova in un ruolo leggermente più staccato dalla pista, ma che resta di estrema rilevanza, soprattutto nell’organigramma SRO. Ci spiega in cosa consiste il ruolo di Global Chief Marketing Officer?
“Quello che sto facendo è sviluppare l’organo GT World: ad oggi abbiamo quattro campionati, divisi nei quattro continenti: America, Asia, Europe e Australia. L’obiettivo di SRO è quello di diventare il principale campionato GT3 al mondo, essendo gli altri di impronta più regionale e basati su delle gare internazionali, come per il DTM o l’IMSA. L’importante per noi è non rendere la GT3 una sottoclasse di un altro campionato, lavorando per aumentarne la visibilità in tutto il mondo”.
L'obiettivo resta quello di generare un sistema di eventi non solamente legato alla pista, ma da collegare anche ad una vera e propria festa. Una filosofia di pensiero simile a quella del motorsport americano, esperienza collezionata dallo stesso Hembery. L'ingegnere ha partecipato al campionato Sportscar americano dell'epoca, paragonabile all'IMSA di oggi.
Pirelli, all'epoca, forniva gli pneumatici alla storica Ferrari 333SP, con cui vinsero i campionati 1995 e 1996. Lo stesso ha sperimentato la vera e propria cultura americana delle gare, come in occasione della 12 Ore di Sebring o della 24 Ore di Daytona.
Ha avuto la fortuna di passare parte della sua carriera in America, vivendo il motorsport da un’altra prospettiva. Quali sono, a livello sportivo, le differenze principali che sono emerse rispetto agli eventi europei?
“Sicuramente c’è una mentalità diversa: il fine settimana non deve essere solamente circoscritto alla pista, ma deve essere un vero e proprio evento. In alcune occasioni si sono presentati i dirigenti di alcuni costruttori, che tendono ad apprezzare maggiormente i weekend nei quali l’evento viene celebrato come una festa, con tanto di attività extra-pista. In Europa questo approccio non manca, come alla 24 Ore di Spa, alla 24 Ore di Le Mans. Gli eventi di Formula 1 sono molto più vicini all’america: c’è un paddock club, la super vip area, le hospitality, e i prezzi riflettono quanto si osserva negli USA. In entrambi i luoghi si distingue una forte passione per il motorsport, che è sempre il fattore principale. In Europa il mondo GT sta riscontrando un grandissimo successo, grazie anche a quello che sta facendo Verstappen, che lo scorso mese ha partecipato alla 24 Ore del Nurburgring”.
Proprio questo è ciò per cui SRO, e tutta l'organizzazione GT World, sta lavorando. Il fine settimana di Monza ha registrato 46.000 presenze nei due giorni (da segnalare che le sessioni ufficiali si sono svolte tutte di domenica), il che è sinonimo della bontà dell'operato portato a termine fino ad ora. Tra pochi mesi sarà la volta della 24 Ore di Spa, similmente alla 24 Ore del Nurburgring una vera e propria festa di 24 ore.
Hembery ha persino sottolineato che quanto fatto da Verstappen sia stato estremamente utile, aiutando la visibilità delle competizioni GT.
Ringraziamo di nuovo Paul per la disponibilità.
Crediti Foto: Pirelli, SRO