IndyCar - Ecco come la gara di Washington può influenzare il dibattito politico
Il 18 agosto Washington sarà il teatro della Freedom 250, gara fortemente voluta da Trump in persona. Sicurezza e politica i temi più scottanti.

Si avvicina il grande evento della Freedom 250, la gara aggiunta al calendario della IndyCar Series e fortemente voluta dal presidente statunitense Donald Trump per celebrare i 250 anni dell’Indipendenza americana.
I problemi organizzativi nella capitale americana
L’idea di organizzare un gran premio nella capitale degli Stati Uniti nasce già un anno fa, quando Bud Denker, presidente della Penske Corporation, una società di trasporti che possiede anche squadre di sport motoristici, aveva lanciato questo suggerimento durante una cena di lavoro.
Ma il progetto partiva in salita: poiché il percorso proposto da Denker includeva i terreni del Campidoglio, era necessaria l’approvazione bipartisan del Congresso, un’impresa praticamente impossibile nell’attuale clima altamente polarizzato.
Per aggirare il Congresso, Denker ha progettato un nuovo tracciato, spostando il percorso di un isolato a ovest del Campidoglio e fuori dalla giurisdizione del Parlamento a stelle e strisce. In questo modo, il presidente Trump ha dato il via libera all’evento con un ordine esecutivo a gennaio.

Ma la preparazione è stata senza dubbio l’impegno più difficile da rispettare, dato che Denker ha dovuto risolvere questioni di sicurezza affinché Trump e i membri del suo gabinetto potessero eventualmente presenziare all’evento.
Ha inoltre dovuto negoziare per ottenere il consenso dei funzionari municipali e dei residenti di Washington DC per un evento che dovrebbe comportare significative chiusure stradali per un periodo fino a due mesi in uno dei centri urbani più congestionati della nazione.
Il dibattito politico al centro delle polemiche
Ovviamente poi, meno evidente dal punto di vista pratico ma molto di più da quello ideologico, c’è una forte implicazione politica, sia per i tifosi dell’IndyCar ma soprattutto per alcuni piloti. Come notato dallo stesso Pato O’Ward, una sua eventuale vittoria nella Freedom 250 sarebbe quantomeno “ironica”, essendo l’unico messicano in griglia.
Inoltre Denker ha dovuto vincere le resistenze della sindaca di Washington D.C. Muriel Bowser, democratica. Il presidente della Penske Corporation ha dovuto insistere sul fatto che la gara di agosto potrebbe portare notevoli benefici economici alla città in un periodo dell’anno altrimenti fiacco.
Elliott Ferguson, presidente e amministratore delegato di Destination DC, l’ente di promozione turistica della città, ha dichiarato alla CNN che le strutture alberghiere con cui collaborano stanno registrando un aumento delle prenotazioni in vista dell'evento del 18 agosto; tuttavia, l’impatto economico non sarà chiaro fino a dopo l’evento.
Washington sarà blindata durante l’evento
Una delle richieste avanzate da Washington al governo federale era quella di designare il Gran Premio come “Evento Nazionale a Sicurezza Speciale”, uno status riservato agli eventi di maggiore rilievo e a più alto rischio del Paese, come le cerimonie di insediamento presidenziale e i funerali di Stato, anche se tale richiesta è stata respinta.
Denker, che ad aprile ha partecipato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, durante la quale un presunto uomo armato è stato arrestato proprio fuori dalla sala da ballo dove erano presenti Trump e altri membri del Gabinetto, ha affermato che le considerazioni relative alla sicurezza hanno rappresentato la sfida più significativa nella pianificazione.
L’evento di Washington è ormai alle porte. Ma la portata dell’evento sia dal punto di vista politico che dal punto di vista della sicurezza rischia di far passare in secondo piano l’azione in pista, l’elemento più importante da considerare nel motorsport. Ciò che è certo è che ancora una volta, gli Stati Uniti vogliono fare le cose in grande.
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