Ferrari SF-26 Gp Monaco
Charles Leclerc tra i guard rail del Principato di Monaco 2026

C'è qualcosa che non torna nel problema ai freni accusato da Charles Leclerc, o almeno in quello che il pilota monegasco ha riferito di aver avvertito nelle fasi finali del Gran Premio di Montecarlo (leggi la cronaca della gara), mentre occupava la terza posizione.

I dubbi su un problema che emerge solo adesso

Leclerc da qualche gara si lamenta di uno scarso feeling con l'impianto frenante della Ferrari, qualcosa che lo limiterebbe nelle prestazioni. Sia chiaro: questo pezzo non ha alcuna ambizione tecnica. Non vuole spiegare nel dettaglio quali siano le difficoltà che sta incontrando il ferrarista, né intende entrare nel merito delle forniture Carbon Industries, di Brembo (che ieri sera si è prodotta in una nota urticante dopo le parole del pilota di casa) o degli altri soggetti coinvolti. 

Non si vuole discutere della meccanica dell'impianto frenante o del sistema di recupero energetico della SF-26. Si intende semplicemente sottolineare un aspetto che, forse, è anche il più importante: perché Leclerc ha iniziato a lamentarsi dei freni soltanto da un paio di gare, considerando che Lewis Hamilton adotta presunte soluzioni differenti ormai dall'inizio della stagione o da un paio di gare dopo? E perché lo stesso Charles ha dichiarato di aver individuato insieme al team la natura della difficoltà, scegliendo però di non introdurre a Montecarlo i correttivi che sarebbero già stati individuati?

GP Monaco: il ritiro di Charles Leclerc non è come sembra
Leclerc a Monte Carlo

Pare ormai evidente che, a un certo punto della stagione, Hamilton e Leclerc abbiano intrapreso due strade diverse. La biforcazione sembra essere arrivata dopo il Gran Premio di Miami, durante la pausa forzata primaverile della Formula 1 dovuta alle tensioni in Medio Oriente. In quel periodo, Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno lavorato intensamente al simulatore di Maranello.

Proprio a Miami era stato introdotto il primo pacchetto di aggiornamenti della SF-26 e forse è lì che si è incrinato qualcosa nel rapporto tra Leclerc e la vettura. Hamilton non disputò una gara memorabile in America e da quel momento dichiarò di non voler più lavorare in maniera così intensiva al simulatore, preferendo affidarsi maggiormente alle sensazioni della pista.

Da allora sono arrivati due podi, quello in Canada, il primo in rosso, e quello di Montecarlo. Più in generale, si è visto un Hamilton sempre più a proprio agio sulla SF-26, una monoposto che aveva apprezzato fin dall'inizio e con la quale si è trovato decisamente meglio rispetto alla SF-25, una vettura con cui non si era mai realmente accesa la scintilla.

Lewis Hamilton Ferrari
Lewis Hamilton scherza con i suoi meccanici

Ferrari: Hamilton cresce, Leclerc si interroga

Paradossalmente, proprio dall'introduzione di quel pacchetto di aggiornamenti sembra essersi spezzato qualcosa nelle sensazioni di Leclerc. Come se il feeling con la SF-26 si fosse improvvisamente inaridito. Ed è proprio da quel momento che sono emersi anche i presunti problemi ai freni.

Ferrari, per quanto risulta, non ha operato modifiche sostanziali al sistema frenante contestualmente all'introduzione degli aggiornamenti. Le soluzioni adottate in precedenza dovrebbero essere rimaste invariate nella macrostruttura, con soli adattamenti peculiari tra i piloti. Forse ciò che sta mancando in questo momento a Charles Leclerc è soprattutto la serenità mentale.

Forse il ritorno prorompente di Lewis Hamilton (che ora precede il collega-rivale in classifica di 15 punti), il fatto che per la prima volta dopo oltre un anno il britannico sembri proporsi come punto di riferimento, forse anche come guida tecnica del team, come indicatore delle strade da percorrere, sta mettendo in difficoltà un Leclerc che fino a poco tempo fa era il centro assoluto del progetto Ferrari.

È come se Hamilton, dopo un anno di apprendistato, avesse iniziato davvero a incidere all'interno della squadra. E questa situazione potrebbe aver alterato alcuni equilibri, generando una certa insofferenza nel monegasco. Una sensazione che emerge anche attraverso team radio spesso polemici, talvolta lamentosi, atteggiamenti che normalmente non siamo abituati ad associare a Leclerc, peraltro fresco di rinnovo contrattuale.

Naturalmente potrebbe trattarsi soltanto di una fase. Potrebbe bastare l'introduzione sulla vettura di Leclerc degli stessi accorgimenti utilizzati da Hamilton per riportare tutto alla normalità. Tuttavia, sarebbe un errore sottovalutare i segnali o ignorare il fatto che esista una sofferenza che appare non soltanto tecnica, ma probabilmente anche mentale.

GP Monaco: una Ferrari a due facce che non vuole crearsi aspettative
Ferrari tra le stradine del Principato

L'incidente di ieri, per esempio, è apparso anomalo. Non sarebbe stato provocato da una differenza di grip, come ha spiegato lo stesso Leclerc, ma da un malfunzionamento che, nei fatti, non è stato ancora riscontrato. La sensazione è che possa essere stato coinvolto il bilanciamento della frenata e che, in quella fase, la vettura non abbia risposto come previsto.

Il confine tra una reale difficoltà tecnica e un errore del pilota è estremamente sottile. Soltanto i dati che in queste ore vengono analizzati nel a Maranello nei sistemi computazionali che hanno ricevuto tutte le informazioni raccolte in pista potranno fugare ogni dubbio.

Tra quattro giorni la Formula 1 tornerà in pista per il Gran Premio di Catalunya a Barcellona, un tracciato che da sempre mette in evidenza pregi e difetti delle vetture, pur non essendo una pista che sottopone l'impianto frenante a uno stress particolarmente elevato.

Sarà però un appuntamento fondamentale per capire se Leclerc avrà risolto i suoi problemi e se riuscirà a interrompere il vortice nel quale sembra essere precipitato, tornando a essere il pilota che abbiamo sempre conosciuto. Per Charles Leclerc, il mondiale 2026 comincia a Montmeló dove la Ferrari porterà un altro importante pacchetto di aggiornamenti. E chissà che stavolta le novità possano adare in direzione delle preferenze di Charles.


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