Mercedes - Kimi Antonelli e “l’uomo ombra” dietro i suoi successi
Toto Wolff spiega l’importanza di Peter Bonnington nello sviluppo di Antonelli dopo il tris di vittorie consecutive.

La crescita di Andrea Kimi Antonelli continua a impressionare. In casa Mercedes c’è una convinzione sempre più forte: dietro l’esplosione del giovane italiano c’è anche il lavoro quotidiano di Peter “Bono” Bonnington. Dopo il successo ottenuto a Miami, il Team Principal Toto Wolff ha voluto sottolineare pubblicamente il peso dell’ingegnere britannico nel percorso di maturazione del diciannovenne bolognese.
Bonnington rappresenta una delle figure tecniche più autorevoli e preparate all’interno della squadra di Brackley. Prima il lavoro al fianco di Michael Schumacher durante il ritorno del tedesco in Formula 1, poi la lunga e vincente collaborazione con Lewis Hamilton, diventata uno dei sodalizi più redditizi della categoria. Dopo il passaggio di Lewis alla Ferrari, la Stella a Tre Punte ha deciso di affidare proprio a Bonnington la gestione tecnica di Antonelli nel suo approdo in Formula 1.
La scelta, almeno osservando i risultati, sta pagando. Antonelli, dopo un anno di noviziato non esente da fisiologici errori, è reduce da tre vittorie consecutive e ha già riscritto diversi primati legati alla precocità, diventando il più giovane leader del mondiale nella storia della categoria.

Il lavoro di Peter Bonnington dietro la crescita di Antonelli
Nel post gara del gran premio della Florida, Wolff ha spiegato come il contributo di Bonnington vada ben oltre la semplice gestione radio durante il Gran Premio. Il manager austriaco ha evidenziato soprattutto la capacità dell’ingegnere di accompagnare Antonelli nella gestione della pressione e degli errori.
“Bono ha imparato dai più grandi, da Schumacher fino a Hamilton, e ora sta lavorando con Kimi. È stato un ottimo mentore per lui, ma anche una figura autorevole quando necessario”, ha dichiarato Wolff.
Un esempio concreto è arrivato proprio durante la gara in Florida, quando Antonelli si è trovato vicino al limite per le infrazioni relative ai track limits. Wolff ha raccontato un retroscena interessante sul modo in cui Bonnington abbia preferito gestire direttamente il pilota senza ulteriori interferenze dal muretto.
“C’erano un paio di situazioni delicate con i limiti della pista. Io avevo detto a Bono che sarei intervenuto via radio al prossimo episodio, ma lui mi ha fermato dicendo di lasciare fare a lui. Questo dimostra quanto conosca il modo corretto di gestire un pilota”, ha aggiunto il manager di Vienna.

Wolff: “Antonelli va accompagnato, il percorso è ancora lungo”
Nonostante l’entusiasmo per i risultati ottenuti in questa prima parte di stagione, Wolff mantiene una linea prudente nella gestione del talento italiano. Per il dirigente Mercedes, il processo di crescita non può essere accelerato artificialmente, soprattutto in una categoria complessa e logorante come la Formula 1.
Secondo Wolff, il percorso del driver felsineo ricalca esattamente quanto il team si aspettava già nelle categorie propedeutiche: lampi di talento purissimo alternati a inevitabili errori di gioventù. La chiave, per Mercedes, resta quella di costruire il pilota senza soffocarlo con aspettative eccessive.
“Nel karting e nelle formule minori è sempre stato eccezionale. Abbiamo visto momenti straordinari ma anche errori necessari nel suo processo di apprendimento”, ha spiegato Wolff.
L’aspetto che più convince Mercedes riguarda però la maturità mentale mostrata da Antonelli nella gestione delle difficoltà. Il pilota italiano, secondo il suo Team Principal, ha già sviluppato una capacità rara: analizzare l’errore senza lasciarsi trascinare emotivamente dall’episodio.
“Riesce a metabolizzare ciò che accade senza portarselo dietro troppo a lungo. Capisce l’errore e poi va avanti. Però tutti noi dobbiamo continuare a guidarlo, perché questa è una partita lunga”, ha concluso Wolff.