George Russell, Mercedes
George Russell

Sono passati cinque mesi dall'inizio del nuovo anno. A gennaio, sulle bocche di tutti c'era una persona: George Russell. I rumors sulla superiorità di Mercedes con il nuovo regolamento stavano spopolando più che mai e, insieme a questi, anche la previsione di un campionato dominato dal pilota inglese. 

Nel confronto con il giovanissimo e inesperto Andrea Kimi Antonelli era logico pensare a una gerarchia di performance con George davanti all'italiano. Eppure, la logica non ha funzionato. Dopo quattro gare e due sprint il pilota con più punti in classifica e tre vittorie in bacheca non è Russell, bensì Antonelli. Ecco cosa non ha funzionato nel box del #63 della Mercedes.

F1 GP Miami McLaren Mercedes
Kimi Antonelli vince il GP di Miami

Russell e l'inizio del 2026: tra sfortuna e passi falsi

La stagione del preconizzato alla vittoria del titolo è iniziata come previsto: dominio totale in Australia davanti al compagno di squadra e alla coppia Ferrari. Nonostante la brutta partenza, il passo gara di Russell è incontrastato e supera la Rossa di Charles Leclerc in scioltezza dopo pochi giri. Se le gare successive fossero state come Melbourne, le previsioni di dominio sarebbero state assolutamente perfette.

Tuttavia, dal GP di Cina al GP di Miami i punti persi da Kimi sono stati tanti. Tre pole position consecutive trasformate in altrettante vittorie da Antonelli nonostante la pausa di un mese tra il Giappone e gli Stati Uniti. Cos'è successo a Russell? Non ha perso performance come molti dicono, ma si sono concatenati un insieme di eventi sfortunati e un unico weekend sottotono a Miami, un circuito che odia.

In Cina la monoposto del britannico ha avuto un doppio problema in Q2 e in Q3. Nonostante ciò, è riuscito a ripartire e con non poche difficoltà ha concluso in seconda posizione dietro all'italiano; in gara ha poi accusato il confronto con il compagno di squadra. In Giappone sembrava essere tornato il Russell di Melbourne, ma il sabato il compagno di box ha fatto una qualifica magistrale. Successivamente, la domenica è stato molto sfortunato con il tempismo del pit stop avvenuto esattamente un giro prima del subentro della Safety Car. Vittoria di Antonelli più che meritata, ma la fortuna ha giocato una buona parte del merito.

Ferrari Martin Brundle Mercedes
Le Ferrari in lotta con Russell in Cina

Russell e il resto del 2026: cosa fare per battere Antonelli?

L'unico gran premio sottotono è stato a Miami la scorsa settimana. Tante difficoltà nel trovare il setup giusto in un tracciato detestato dal driver inglese. Un pilota che vuole aspirare a diventare campione del mondo, però, non può permettersi di avere circuiti sì e circuiti no, ma è normale avere poco feeling in alcune piste del calendario. 

Il Canada sarà la prova del nove: layout adorato da Russell, clima perfetto per la W17 e ottimi risultati sia nel 2025 che nel 2024. Se Antonelli finisce davanti a George anche a Montréal, Toto Wolff (team principal della squadra) inizierà a domandarsi se ha senso concentrare le risorse e gli aggiornamenti principalmente su Kimi, il pilota “numero 1”. In poche parole, l’obiettivo sarebbe garantire che almeno uno dei due piloti possa esprimersi al meglio, stesso ragionamento adottato da Red Bull, ormai da anni, nella scelta del setup sempre vicina alle preferenze di Max Verstappen.

Russell vuole dimostrare al mondo che è migliore di Antonelli e che merita di vincere il mondiale. La prima cosa da fare è non farsi prendere dall'ansia e dalla frustrazione nel vedere il compagno di squadra vincere gara su gara. Lavorare sodo sul setup e sulle partenze e prepararsi psicologicamente per una battaglia mondiale che sarà quasi sicuramente interna a Mercedes. Le capacità fisiche e tecniche per vincere ci sono, serve la testa.

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