F1 Aston Martin Honda
L'AMR26 di Stroll a Melbourne

L’avvio della stagione 2026 di Aston Martin continua a lasciare più interrogativi che certezze. Il Gran Premio d’Australia, primo appuntamento iridato, ha evidenziato difficoltà tecniche e organizzative che il team stesso non ha cercato di nascondere. A Melbourne si è verificata una situazione che ha sintetizzato bene le incertezze del momento: la gestione della gara di Fernando Alonso, condizionata da una sosta ai box anticipata e da una serie di decisioni prese senza il necessario coordinamento tra i diversi livelli del muretto.

Il problema non è stato soltanto tecnico. La squadra ha ammesso apertamente che a generare confusione è stato soprattutto un difetto di comunicazione interna, emerso in un momento delicato della gara.

Aston Martin AMR26
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Aston Martin - Comunicazioni spezzate e decisioni in ritardo

L’episodio chiave si è verificato all’undicesimo giro, quando la vettura dello spagnolo è rientrata ai box molto prima del previsto. Da quel momento in poi la gestione della situazione si è complicata, con indicazioni non perfettamente sincronizzate tra il garage e il muretto.

Il responsabile delle operazioni in pista, Mike Krack, ha riconosciuto che proprio la comunicazione tra i diversi canali utilizzati durante la gara ha generato l’incomprensione. “La sosta ai box dell’undicesimo giro è stata un disastro. Non dal garage, ma dal nostro lato sul muretto dei box. La comunicazione non era interconnessa. Ci sono molti canali e a volte le cose possono andare storte”.

Secondo il dirigente lussemburghese, la gestione dell’episodio è stata aggravata anche dal fatto che alcune procedure operative non erano mai state testate in condizioni reali di gara. “Una delle cose che dobbiamo ammettere è che non avevamo fatto molto lavoro su questa situazione. È stata la prima volta che l’abbiamo affrontata dal vivo e non è andata bene. È qualcosa su cui dovremo lavorare”.

In un primo momento sembrava che la vettura non sarebbe tornata in pista. Le vibrazioni che avevano già disturbato la preparazione invernale della Aston Martin AMR26 avevano spinto il team a valutare il ritiro. Alla fine la monoposto è ripartita, ma solo dopo diversi minuti, quando gli altri concorrenti avevano già completato numerosi giri supplementari. Il risultato è stato un weekend compromesso fin dalle prime fasi, culminato con il ritiro di entrambe le vetture, quella di Alonso e quella del compagno di squadra Lance Stroll.

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L'AMR26 di Stroll in uscita dal box

Affidabilità e pochi ricambi: la stagione parte in salita

Le difficoltà operative emerse a Melbourne si intrecciano con un problema più ampio: l’affidabilità della nuova vettura. La monoposto sviluppata per il nuovo ciclo tecnico non ha ancora mostrato la solidità necessaria per affrontare un fine settimana senza intoppi.

Il progetto nasce dalla nuova collaborazione con Honda, partner motoristico con cui la squadra di Silverstone ha iniziato un percorso tecnico completamente nuovo. Ma proprio in questa fase iniziale i problemi sembrano emergere con una certa frequenza.

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche la disponibilità limitata di componenti di ricambio, in particolare per quanto riguarda alcuni elementi del sistema ibrido. Una situazione che ha inevitabilmente influenzato le scelte strategiche durante il weekend australiano.

Krack ha spiegato che, in una fase della gara in cui non c’erano più prospettive concrete di risultato, il team ha preferito preservare il materiale disponibile. “È noto che non abbiamo molti pezzi di ricambio. Non c’era molto da guadagnare dalla nostra situazione e abbiamo deciso insieme di preservare i componenti”. In altre parole, la priorità è diventata la gestione delle risorse tecniche piuttosto che la ricerca di una rimonta ormai improbabile.

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Fernando Alonso, sconsolato dalla situazione che sta vivendo il team

Aston martin, Fernando Alonso: “Siamo ancora al punto di partenza”

La fotografia più chiara del momento la offre proprio Alonso, che alla vigilia del Gran Premio della Cina ha parlato apertamente delle difficoltà incontrate in queste prime settimane di stagione. “Difficile dirlo, davvero non lo so. Abbiamo ancora troppi problemi sconosciuti, situazioni che appaiono dal nulla giorno dopo giorno. Questo rende difficile fare previsioni”.

Il pilota spagnolo sottolinea come il primo obiettivo sia molto semplice: riuscire a completare sessioni e chilometri senza imprevisti. “Spero che tra un paio di gare potremo avere almeno un weekend normale in termini di sessioni completate e giri percorsi. Per essere competitivi servirà più tempo. Anche quando risolveremo i problemi di affidabilità saremo comunque indietro in termini di potenza e ci saranno altri passi da fare”.

Accumularе chilometri è diventato quindi un passaggio fondamentale per comprendere il comportamento della vettura. “Quando riusciamo a fare giri senza problemi sono giri molto importanti. Alcuni nostri rivali hanno accumulato molti più chilometri di noi. Se qualcuno ha fatto mille giri e noi cento, è evidente che siamo molto indietro nello sviluppo”.

L’obiettivo del fine settimana cinese è quindi pragmatico: completare le sessioni, raccogliere dati e, se possibile, vedere la bandiera a scacchi. “Saremmo contenti se lasciassimo la Cina con prove libere più o meno normali, una qualifica più o meno normale e giri accumulati domenica. L’ideale sarebbe riuscire a completare tutta la gara”.

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Tecnici dell'Aston Martin che recuperano la AMR26 di Alonso dopo un guasto in pista durante i test in Bahrain

La lucidità di Alonso davanti alle difficoltà

Nonostante il contesto complicato, Alonso mantiene una visione piuttosto lucida della situazione. Per il due volte campione del mondo la durezza del momento non è qualcosa di straordinario nel contesto della Formula 1. “È meno difficile di quanto si possa pensare. Tutti vogliamo vincere, ma in Formula 1 ogni anno c’è un vincitore e molti altri piloti che non ottengono ciò che vorrebbero”.

La sua prospettiva è maturata dopo una carriera lunga e ricca di risultati. “Per me finire terzo, quinto o diciassettesimo non cambia molto. Ho avuto la fortuna di vivere epoche diverse della Formula 1 e di guidare auto competitive per buona parte della mia carriera. Quando hai più di cento podi, qualsiasi posizione diversa dal primo posto provoca lo stesso tipo di frustrazione”.

Lo spagnolo considera quindi le difficoltà attuali come parte di un percorso tecnico ancora agli inizi: “Siamo all’inizio di un nuovo progetto. È il primo anno di collaborazione tra Aston Martin e Honda e dobbiamo attraversare questi momenti. Io sono pronto ad aiutare il team il più possibile”.

Per la squadra di Silverstone, il vero obiettivo nel breve periodo sembra dunque molto chiaro: ristabilire ordine operativo, migliorare l’affidabilità della vettura e ricominciare ad accumulare chilometri. Solo allora sarà possibile capire dove potrà realmente collocarsi la  Aston Martin nella nuova Formula 1 del 2026.

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