Cadillac slitta al 2029, ma il vero terremoto è oggi: F1 a un bivio tecnico
Lo raccontavamo nella giornata di ieri: oggi, giovedì 24 aprile 2025, si segnerà un momento importante per la Formula 1. È prevista una riunione tra i team in cui si proverà a trovare la quadratura riguardo ai rapporti di potenza elettrico-endotermico delle Power Unit 2026.
C’è tensione nella massima serie, visto che da una parte vi sono i costruttori più conservatori come Honda, Mercedes e Audi, che non vogliono sentir parlare di rivisitare le norme attuali; dall’altra, Red Bull, che sarebbe favorevole a una drastica redistribuzione delle quote di potenza. Ferrari si pone nel mezzo, aperta a ogni soluzione, probabilmente perché si sente sicura al verificarsi di qualunque scenario tecnico.
Russ O’ Blenes, Chief Executive Officer di GM Performance Power Units LLC[/caption]
Cadillac in F1 come motorista dal 2029
Questo importante meeting arriva il giorno successivo a un’altra notizia altrettanto rilevante: Cadillac ha ufficialmente avuto il via libera per entrare in Formula 1, ma dal 2029 e non più dal 2028 come inizialmente previsto. Ciò significa che Maranello fornirà i propri propulsori V6 turbo ibridi alla nascente realtà americana per un anno in più. Il 2029 dovrebbe essere la penultima annata in cui vigerà il contesto normativo che sarà imposto tra pochi mesi. Questo potrebbe indicare che le speranze di rivedere ancor più drasticamente le norme motoristiche si stanno riducendo al lumicino. Qualcuno riteneva che l’incontro odierno potesse anche essere l’occasione per iniziare a dibattere di un cambio di architettura, con il ritorno ai propulsori plurifrazionati aspirati. Inizialmente si era parlato proprio del 2028 come data chiave, ma il fatto che Cadillac abbia siglato un accordo con Ferrari per una stagione in più significa sostanzialmente che il congelamento è stato già decretato e risulta altamente improbabile che si possa passare a una nuova geometria motoristica destinata a durare soltanto due stagioni. Il rinvio al 2029 del debutto delle unità propulsive americane sancisce quindi che questo quadro normativo non verrà toccato per il prossimo lustro, come da accordi presi mesi fa. Restano intatte, ovviamente, le possibilità che già oggi vengano stabilite nuove percentuali di potenza, magari per dare una mano a quei motoristi che sono rimasti indietro. Questa prospettiva, ovviamente, non piace a chi è forse più avanti, come Mercedes e Honda, e a chi ha deciso di scendere in campo sapendo precisamente su cosa poteva contare: è il caso di Audi. La forte insistenza di Red Bull nel rivedere le quote propulsive indica forse una certa insicurezza circa il motore che sta nascendo nei capannoni di Milton Keynes, con la collaborazione della Ford, che si occuperà prevalentemente della parte elettrica.
Crediti foto: Cadillac, Oracle Red Bull Racing