Ferrari S-26 Barcellona
Lewis Hamilton testa la Ferrari SF-26 su un Montmelò bagnato

Lewis Hamilton non la tocca piano. Dopo la prima mattinata di test a Sakhir al volante della Ferrari, il pilota britannico ha espresso il proprio disappunto per la direzione intrapresa dalla Formula 1 con le nuove specifiche tecniche 2025. "È ridicolmente complesso", ha dichiarato, aggiungendo una considerazione che dovrebbe far riflettere: "Nessuno dei tifosi capirà cosa sta succedendo".

Il riferimento di Hamilton è alla gestione energetica richiesta dalle nuove power unit, che hanno portato a una distribuzione quasi paritaria della potenza tra motore a combustione interna e componenti elettrici. Una suddivisione 50-50 che sulla carta prometteva efficienza e modernità, ma che nella pratica rischia di trasformare ogni giro in un esercizio di calcolo matematico più che in una manifestazione di pilotaggio puro.

"L'altro giorno ho partecipato a una riunione in cui ci spiegavano come comportarci in pista", ha raccontato Hamilton ai media presenti. "Ti serve praticamente una laurea per capire tutto quanto". Parole che pesano, soprattutto quando arrivano da un pilota con oltre 300 Gran Premi all'attivo e sette titoli mondiali in bacheca.

Ferrari SF-26 Hamilton
Lewis Hamilton striglia la Ferrari SF-26 nei test del Bahrain

Lewis Hamilton sottolinea il paradosso delle nuove regole

La situazione che si è creata è, sotto certi aspetti, paradossale. I motori si trovano frequentemente in carenza di energia, costringendo team e piloti a massimizzare ogni singola opportunità di recupero. Il risultato? Strategie energetiche e tecniche di guida che poco hanno a che fare con l'immagine tradizionale della Formula 1.

Hamilton ha fornito un esempio concreto: "Se guardate Barcellona, per esempio, dobbiamo fare 600 metri di lift and coast in un giro di qualifica. Questo non è ciò che dovrebbe essere il racing. Qui in Bahrain non dobbiamo farlo perché ci sono molte zone di frenata".

Tradotto: in qualifica, quando teoricamente i piloti dovrebbero spingere al massimo, si ritrovano invece a sollevare il piede dall'acceleratore per centinaia di metri, non per gestire le gomme o la temperatura, ma semplicemente per non esaurire l'energia disponibile.

Lewis Hamilton al bloccaggio con la sua SF26
Lewis Hamilton al bloccaggio con la sua SF26

Quattro modi per recuperare energia, infinite complicazioni

Le nuove regole hanno introdotto quattro diverse modalità di recupero energetico, ciascuna con le proprie implicazioni. La frenata rigenerativa, dove il motore elettrico recupera energia in fase di rallentamento. Il cosiddetto "part-throttle overload", in cui la batteria preleva potenza dal motore termico nelle zone del tracciato dove il pilota non necessita di piena potenza, come le curve, dove i motori possono girare ad alti regimi anche senza che il pilota sia sull'acceleratore. 

Il lift and coast, ovvero sollevare il piede prima delle curve permettendo al motore elettrico di lavorare contro il motore termico. E infine il "superclip", dove la centralina elettronica devia energia alla batteria anche quando il pilota è ancora a pieno gas sul rettilineo.

A tutto questo si aggiunge il pulsante del boost, che i piloti possono utilizzare per avere potenza extra in sorpasso, ma col rischio di trovarsi poi a corto di energia e vulnerabili al controsorpasso nel rettilineo successivo.

Marce basse e regimi altissimi: la F1 snaturata

Un altro aspetto che Hamilton ha evidenziato riguarda l'uso delle marce. "Dobbiamo scalare a rapporti molto più bassi di quanto vorremmo solo per aiutare il recupero energetico", ha spiegato. "Non riusciamo a recuperare abbastanza energia dalla batteria, quindi dobbiamo portare il motore termico a regimi altissimi. Stiamo scalando in seconda e addirittura in prima in alcuni punti solo per cercare di recuperare quel po' di potenza in più".

Un'immagine se vogliamo straniante: monoposto che viaggiano con rapporti più bassi del solito non per affrontare una curva particolarmente lenta, ma semplicemente per ottimizzare il recupero energetico. È difficile immaginare cosa possa significare tutto questo per gli appassionati che seguono la gara da casa o dalle tribune.

test Bahrain 2026
Prove di pit stop per Lewis Hamilton durante i test del Bahrain

Va precisato che i team stanno appena iniziando a comprendere le nuove vetture e che il vero banco di prova sarà l'inizio della stagione. È altrettanto vero che alcune di queste strategie di gestione energetica, come il lift and coast, erano già utilizzate lo scorso anno con i motori precedenti. I legislatori tecnici, verosimilmente, lasceranno decantare la situazione prima di trarre conclusioni definitive o apportare modifiche affrettate.

Tuttavia, le parole di Hamilton non vanno sottovalutate. Se un pilota del suo calibro, con la sua esperienza e intelligenza tecnica, fatica a vedere il senso di questa complessità, cosa dovrebbero pensare gli appassionati? La Formula 1 ha sempre camminato sul filo sottile tra innovazione tecnologica e spettacolo, ma quando l'innovazione rende lo sport incomprensibile anche agli addetti ai lavori, forse è il momento di fare un profondo respiro a riflettere sulla direzione intrapresa. La domanda resta aperta: questa è ancora la Formula 1 che vogliamo vedere?


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