Esteban Ocon in pista con la Haas VF26
Esteban Ocon in pista con la Haas VF26

Era scontato pensare che sarebbero arrivate delle lamentele sul nuovo regolamento adottato in Formula 1. Infatti, è stato Esteban Ocon, pilota Haas, a rompere il ghiaccio su un tema così spinoso. 

Lo shakedown avvenuto a Barcellona di due settimane fa ha dato una prima infarinatura sull’utilizzo della nuova aerodinamica attiva. Dopo un primo assaggio in pista, le aspettative di Ocon su questo nuovo strumento si sono abbassate.

Esteban Ocon, pilota Haas
Esteban Ocon, pilota Haas

La tanta esperienza del pilota francese 

Dieci anni fa Esteban ha fatto il suo ingresso nel paddock della F1 per la prima volta. Da allora, viene considerato uno dei piloti più affidabili del centro gruppo. Ocon ha collezionato solo una vittoria, nel 2021, nei dieci anni di carriera fino a oggi. Indubbiamente non si può paragonare a pilastri viventi di questo sport come Lewis Hamilton o Max Verstappen

Tuttavia, ciò che non manca al pilota Haas è l’esperienza, un elemento molto importante per poter giudicare il comportamento dei nuovi elementi del regolamento 2026. Ocon ha totalizzato 239 giri con la VF-26 nei tre giorni (su cinque totali) di test al Montmelò e il team americano si posiziona al terzo posto come squadra che ha completato più giri durante le giornate di shakedown

Nel dettaglio del nuovo regolamento, l’ala mobile anteriore e quella posteriore hanno solo due posizioni consentite: "Corner Mode", flap chiusi durante le curve, e "Straight-Line Mode", flap aperti in pieno rettilineo. Sono disponibili in zone di attivazione specifiche, indipendentemente dal fatto che si trovino entro un secondo dalla vettura che precede. In poche parole, un erede del DRS che, secondo Esteban, non è stato sfruttato a dovere.

Haas VF-26 Barcellona
La Haas VF-26 in azione a Barcellona

Poco spazio di manovra sul nuovo strumento 

Queste le parole del pilota parigino:Certo, ci sono alcune modifiche che possiamo apportare, ma avrei preferito poter regolare il flap anteriore come vogliamo per ogni curva. Questo è ciò che chiamo aerodinamica attiva". 

Aggiunge poi Ocon: "Come la Pagani Huayra di qualche anno fa, quell'auto aveva un'aerodinamica attiva all'anteriore, che la adattava a qualsiasi curva si affrontasse e a ciò di cui si aveva bisogno in termini di equilibrio. Questo è ciò che chiamo aerodinamica attiva, più del DRS che abbiamo all'anteriore. È fantastico, ma penso che potremmo usarlo in modo diverso rispetto a come lo stiamo usando ora". 

Conclude Esteban sull'eventuale possibilità di poter regolare i flap delle ali mobili a piacimento: "No, non credo che sarà possibile con lo strumento che abbiamo ora, perché è o attivo o disattivo. Non è qualcosa che funziona un po' per gli angoli dei flap. Non è così dettagliato. Lo strumento che abbiamo, è fondamentalmente attivo e disattivo. Quindi non credo che sarebbe fattibile". 

Inoltre, sia il pilota parigino che il suo compagno di squadra Ollie Bearman, dopo pochi giorni dai test a Barcellona, si sono trovati d'accordo sulla presunta difficoltà di sorpasso con le nuove vetture. Entrambi i piloti hanno riscontrato che l’aria sporca dell’auto che precede destabilizzi eccessivamente la propria monoposto, rendendo quasi impossibile il sorpasso nonostante l'importante potenza che le nuove PU riescono a produrre. 

Il duo Haas, quindi, non approva a pieno i nuovi sistemi aerodinamici introdotti per la stagione 2026. I prossimi test in Bahrain dell’11 febbraio saranno indispensabili per capire a pieno le vere possibilità e i veri limiti dell’aerodinamica attiva.


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