Kimi Antonelli
Lo stemma del Cavallino sulla sede della Gestione Sportiva della Ferrari a Maranello

Lo stiamo raccontando ormai da qualche giorno: la versione di Lewis Hamilton vista in Canada è quella che somiglia più da vicino al pilota ammirato nell'era Mercedes pre-effetto suolo, quello che ha brillato in Formula 1 fino al 2021.

Dal 2022 in poi, però, il contesto tecnico è cambiato radicalmente. Le Frecce d'Argento non sono state più vetture dominante e, soprattutto, Hamilton non è mai riuscito a trovare un feeling completo con le monoposto a effetto suolo. 

Il passaggio alla Ferrari avrebbe potuto rappresentare una nuova vita sportiva, ma nel 2025, ultimo anno delle monoposto ground effect, il sette volte campione del mondo ha incontrato enormi difficoltà dovute sia a una monoposto poco performante sia alla necessità di adattarsi al nuovo ambiente della Scuderia.

Nel 2026, invece, il nuovo scenario regolamentare, un anno di esperienza in rosso e anche la presenza di un nuovo ingegnere di pista, Carlo Santi, subentrato a Riccardo Adami, con il quale Hamilton non aveva sviluppato un rapporto particolarmente solido, sembrano aver restituito maggiore sicurezza al britannico.

Carlo Santi, Ferrari
Carlo Santi, l'ingegnere di pista di Lewis Hamilton

Il Canada ha mostrato il miglior Hamilton dell'era Ferrari

In Nord America si è visto un Hamilton a proprio agio, competitivo sia in qualifica sia in gara. Ricorderete che prima dell'appuntamento canadese il pilota Ferrari arrivava da un Gran Premio di Miami tutt'altro che soddisfacente. Lo stesso Hamilton si era lamentato del fatto che, durante la pausa forzata dovuta alle tensioni internazionali in Medio Oriente, aveva lavorato molto al simulatore. Un lavoro che, a suo dire, lo aveva finito per fuorviare nella definizione del setup della vettura.

Per questo motivo aveva deciso di affrontare il weekend di Montreal con una filosofia completamente diversa: meno simulatore, quasi zero, e maggiore fiducia nelle sensazioni provenienti direttamente dall'asfalto.

I risultati sembrano avergli dato ragione. Nonostante una sola ora di prove libere a disposizione, visto il format Sprint del weekend canadese, Lewis è riuscito a essere competitivo e molto più efficace di Charles Leclerc, che invece aveva svolto il consueto lavoro al simulatore senza riuscire a trovare la quadratura del cerchio.

"Il Ragno", il simulatore della Ferrari

Il caso simulatore resta avvolto nel mistero

Su questa tendenza, e sul fatto che Hamilton non abbia utilizzato il simulatore, si è scritto molto, forse anche troppo, arrivando in alcuni casi a romanzare la vicenda.

Rob Smedley, vecchia conoscenza della Ferrari, intervenendo nel podcast High Performance, ha raccontato di aver provato a fare qualche domanda all'interno del Cavallino Rampante per capire se fosse vero che Hamilton non avesse utilizzato il cosiddetto "ragno". Dalla Ferrari, però, non è arrivata alcuna risposta. Pare che tutti si siano chiusi a riccio, limitandosi a una proverbiale alzata di spalle. Nessuno, dunque, ha confermato né smentito la ricostruzione.

Probabilmente un atteggiamento che, indirettamente, rafforza l'idea di un cambio di approccio da parte del britannico. Ferrari, dal canto suo, ha evitato di fornire spiegazioni, anche per non dover entrare nel merito di eventuali problematiche tecniche che, va sottolineato, restano non confermate.

Insomma, il mistero si infittisce. Lewis Hamilton continua a seguire la propria strada e ora siamo alle porte del Gran Premio di Montecarlo, una pista dove il feeling con la vettura conta più di qualsiasi altra cosa.

Charles Leclerc Gp Canada
Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26, Gp Canada

È verosimile immaginare che anche stavolta Hamilton abbia lavorato poco al simulatore e che proverà ad affidarsi soprattutto alla propria sensibilità per cercare di battere Charles Leclerc. Il monegasco, davanti al pubblico di casa, è tradizionalmente fortissimo e vuole riportare la Ferrari sul gradino più alto del podio.

Un obiettivo che sembra essere pienamente nelle corde della SF26, tanto che anche gli avversari indicano la Ferrari come la principale favorita per la vittoria tra i muretti del Principato.


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