F1 WEC Monza Barcellona
Le Ferrari del WEC e della F1

I calendari della F1 e del WEC per la stagione 2026 sono profondamente influenzati dal protrarsi del conflitto in Medio Oriente. Entrambe le serie devono affrontare cancellazioni e ripensamenti legati alla situazione geopolitica nella regione del Golfo, con ripercussioni su date, logistica e aspetti sportivi.

Il calendario della Formula 1, inizialmente previsto con 24 gare, ha subito la cancellazione definitiva del Gran Premio del Bahrain e di quello dell’Arabia Saudita a seguito dei conflitti esplosi il 28 febbraio tra Stati Uniti, Israele e Iran. F1 era pronta a ufficializzare il rientro del Bahrain tra Singapore e Baku, ma i recenti sviluppi militari, con raid americani intensificati e risposte iraniane che hanno colpito anche basi in Bahrein, hanno reso impossibile il recupero della gara di Sakhir. Il promotore e le squadre lavorano intensamente per ricostruire un calendario coerente, mentre la bandiera del Bahrain continua a sventolare simbolicamente sulla torre di Sakhir senza più una data assegnata.

F1 GP Bahrain Arabia Saudita
Il tracciato del Sakhir di notte

Alternative e resistenze nel calendario F1

Per colmare il vuoto lasciato dal Bahrain emergono soprattutto ipotesi di doppie gare su circuiti già presenti, in particolare Baku o Singapore. I team non gradiscono particolarmente l’idea di raddoppiare una sede, ma questa opzione si rende necessaria per rispettare il numero minimo di appuntamenti richiesto dagli accordi con sponsor e broadcaster. Liberty Media e le scuderie devono infatti assicurare almeno 22 gare per evitare penali. Altre soluzioni come il ritorno di Istanbul Park richiedono importanti lavori di aggiornamento su cordoli e protezioni, subordinati a un intervento governativo del presidente Erdogan. Ipotesi europee quali Portimao o Imola incontrano invece ostacoli logistici legati alla programmazione dei team dopo le trasferte extra-europee, con manutenzione di attrezzature e hospitality che rende difficile inserire eventi supplementari nel Vecchio Continente.

L’instabilità geopolitica si estende anche al termine del campionato. Il Gran Premio del Qatar del 29 novembre e quello di Abu Dhabi del 6 dicembre restano al momento in calendario ma destano forti preoccupazioni. Risposte definitive saranno necessarie al ritorno dalle vacanze estive, con una scadenza indicativa fissata intorno al Gran Premio di Zandvoort che riaprirà la stagione dopo la pausa estiva. La situazione complica anche i calendari di F2 e F3, che seguono le orme della categoria regina, rendendo l’intero quadro particolarmente delicato e soggetto a variabili militari imprevedibili.

F1 Qatar Abu Dhabi
Il circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi

Il nuovo assetto finale per il WEC

Anche il WEC si dirige verso un finale tutto europeo. Le Mans Endurance Management (LMEM) si prepara a modificare nuovamente il calendario, sostituendo Qatar e Bahrain con gare a Barcellona e Monza a causa del conflitto in corso. Il piano di contingenza, illustrato alle squadre durante il round di Interlagos, attende ratifica dal World Motor Sport Council della FIA intorno al 23 luglio, salvo miglioramenti significativi nella sicurezza del Golfo. LMEM ha dovuto tenere conto anche delle restrizioni imposte dalle politiche aziendali di produttori e stakeholder sui viaggi in Medio Oriente.

Nella nuova proposta, dopo le 6 Ore del Fuji il campionato proseguirà a Barcellona il 18 ottobre, seguita dalla conclusione a Monza il 7 novembre, nel weekend originariamente destinato al Bahrain. Entrambe le prove saranno disputate sulla durata di sei ore per ragioni legate alle condizioni stagionali e alle caratteristiche dei circuiti.

F1 WEC Monza Barcellona
La BMW vincitrice della 6 Ore di San Paolo

Sovrapposizioni e impatti sul GT World Challenge

La revisione genera un conflitto di date con la finale del GT World Challenge Europe a Portimão, coinvolgendo fino a 19 piloti impegnati su entrambi i fronti e squadre come Team WRT, Garage 59 e AF Corse. Il gruppo SRO sta cercando soluzioni, tra cui lo spostamento della gara GT al sabato, iniziativa apprezzata da LMEM che non dispone di alternative per la data di Barcellona.

Le gare a Barcellona e Monza assegneranno il punteggio standard di 25 punti per la vittoria, invece del fattore maggiorato previsto per le prove lunghe in Medio Oriente. Questo ridurrà i punti complessivi disponibili nel finale, complicando le rimonte per gli inseguitori. Parallelamente, il conflitto complica anche il calendario 2026-27 dell’Asian Le Mans Series, originariamente basato su eventi a Dubai e Abu Dhabi. Tra le alternative figura un avvio europeo a dicembre seguito da Sepang e Buriram, con l’aggiunta della classe Hypercar che richiede un’attenta pianificazione per i team. Un eventuale round europeo di apertura non si terrà su circuiti già utilizzati dal WEC.

La situazione rimane fluida per entrambe le serie, con decisioni definitive attese nelle prossime settimane in attesa di evoluzioni sul fronte geopolitico.


Crediti foto: Getty Images, DPPI

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