GP Ungheria, Ferrari: beffata in qualifica ma occhi puntati sulla gara
Norris conquista la pole position per la gara, ma occhio alle rosse, che sembrano avere un equilibrio ottimale per la gara.

GP Ungheria, Ferrari - Norris beffa la Ferrari di Hamilton (che però è stato penalizzato) conquistando la pole position per la gara di domani. Su una pista in cui la track position risulta essere fondamentale il pilota inglese si pone di forza tra i contendenti della vittoria.
Tutto sommato bene le Ferrari, il cui venerdì è stato elevato dalle condizioni pessime della pista ungherese. La seconda e la terza posizione è un ottimo punto di partenza, ragionando soprattutto per quanto riguarda la non sempre ottimale gestione del degrado delle McLaren.
GP Ungheria, Ferrari: l'ultimo settore non basta a Hamilton
Sin dalla sessione mattutina è stato ben visibile il passo avanti effettuato dalla concorrenza, sicuramente atteso dopo la giornata di venerdì. Norris aveva già firmato degli ottimi intertempi nella FP2, per poi abortire il giro (strategia già vista in passato) non regalando agli avversari un riferimento concreto.
La vettura inglese, come a Spa, nelle mani di Norris conferma ottimi livelli di carico aerodinamico, rappresentando il riferimento assoluto nel secondo settore, ricco di curve da media-alta velocità. Le SF-26 verosimilmente hanno viaggiato leggermente più cariche di benzina nell'ultima sessione di libere, perdendo molto tempo laddove era necessario un anteriore preciso (alla variante 6-7 e proprio nel settore 2).
Il terreno di caccia delle vetture italiane è rimasto il terzo settore, con Leclerc e Hamilton i soli in grado di giungere a fine giro con le coperture ancora in vita. Questo aspetto è stato mascherato dall'evoluzione della pista, ma nonostante ciò Hamilton ha mantenuto il primato in tale area.
Interessante considerare anche il lavoro svolto nella mattinata dai due piloti Ferrari, impegnati in dei run ad alto quantitativo di carburante con gomma morbida, probabilmente per verificare il lungo lavoro portato a termine nella notte (rompendo il coprifuoco), sia a livello di gestione energetica per la gara che di messa a punto.
La sensazione è di una Ferrari focalizzata sull'estrarre il massimo potenziale della macchina, senza lasciarsi ‘impietosire’ dalle prestazioni del venerdì, come detto ‘gonfiate’ dalle condizioni esterne. Mercedes sembra non aver massimizzato il rendimento della monoposto, con Antonelli costretto ad alzare il piede a causa della bandiera gialla esposta alla 14.
GP Ungheria, Ferrari: SF-26 in difficoltà ancora nella variante
Osservando i giri migliori dei piloti di vertice al termine della qualifica, emerge il vantaggio di Hamilton alla 1, capace di mettere tra se e il proprio compagno di squadra un decimo e mezzo. Il britannico perde principalmente alla 6-7, con la differenza di velocità che si protrae nel settore successivo, soprattutto rispetto a Norris e Antonelli.
Ferrari sembra aver trovato un compromesso energetico migliore per quanto riguarda i rettifili del secondo settore, con gli unici punti critici che sono rimasti in approccio alla variante e alla 11. Gli alfieri Ferrari sono rimasti gli unici a cercare in maniera davvero evidente la rotazione del posteriore a centro curva col gas, come ben visibile in percorrenza alla 14.
Leclerc ha ricercato maggiormente questo comportamento rispetto a Hamilton, come alla 11 o alla 10, dove guadagna su tutti gli avversari interessati a centro curva. Questo stile di guida però non sembra premiare il monegasco, soprattutto con una vettura così al limite sull'asse posteriore, ben piantato anche in qualifica.
Ciò che serve è una gestione davvero maniacale dell'acceleratore, con delle vetture che premiano un approccio più cauto al posteriore. Da segnalare la perdita di velocità di Kimi in approccio alla 12, verosimilmente causata dalla gialla in tale zona. Alla 12 e alla 13 Norris e Antonelli soffrono una costante perdita di grip (col dubbio della gialla esposta per Antonelli).

GP Ungheria, Ferrari: McLaren farà fatica con le gomme?
La gara sarà giocata principalmente sulle gestione dell'asse posteriore, messo a dura prova lungo il tracciato ungherese. Pirelli nella giornata di venerdì ha sottolineato come la C4 potrà risultare più complessa da gestire a livello di graining, avendo un range operativo diverso della C5, dimostratasi meglio del previsto.
Le temperature più alte saranno complesse da gestire, soprattutto a causa della difficoltà dei piloti nel mettere energia nelle gomme. Lo stesso Antonelli ha avuto problemi nel corso delle sessioni del weekend, optando per un doppio giro di preparazione. Il venerdì le Mercedes soffrivano un riscaldamento carente delle gomme, arrivando a fine giro con noie di surriscaldamento.
Lo stesso Russell soffriva un gran sottosterzo nel settore veloce, cosa che poi generava una nociva perdita di grip e di energia. In gara Ferrari si piazza sicuramente tra le favorite, combattendo con una McLaren mai davvero incisiva sulla gestione delle gomme, da verificare col nuovo pacchetto di aggiornamenti.
La SF-26 funziona in un modo tutto suo nel guidato: la gara sarà una grande prova dopo la deludente trasferta austriaca, dove molti fattori hanno contribuito alla disfatta sulla pista di Spielberg. Da tenere bene a mente la poca efficacia della Overtake Mode, su una pista ad alta densità energetica e poco severa su questo aspetto.
Crediti Foto: Scuderia Ferrari HP