Ferrari SF-26 test Barcellona
Charles Leclerc macina chilometri a bordo della Ferrari SF-26

Dopo due giornate di lavoro intenso al Circuit de Barcelona-Catalunya - con la terza destinata a chiudere il primo ciclo di cinque giorni di shakedown collettivo - in casa Ferrari inizia a consolidarsi un cauto ma concreto ottimismo. Non legato alle prestazioni pure, volutamente messe in secondo piano in questa fase, ma a un indicatore molto più rilevante nel contesto del nuovo regolamento tecnico: l’affidabilità complessiva della Ferrari SF-26 e, soprattutto, della nuova power unit.

Il quadro che emerge dal lavoro svolto a Barcellona è quello di una squadra che ha potuto seguire il programma senza interruzioni sostanziali, accumulando chilometraggio in maniera continua e soprattutto rispettando il programma imposto a tavolino. Un aspetto tutt’altro che secondario in una fase storica in cui la Formula 1 affronta un cambio regolamentare profondo, con vetture concettualmente diverse dal passato e una componente ibrida della power unit più centrale nel bilancio prestazionale e gestionale.

Ferrari test Barcellona
Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26durante i test invernali di Barcellona

La seconda giornata di attività (quarta in totale, ndr) ha rappresentato, sotto questo profilo, un passo in avanti netto rispetto a un avvio condizionato dal meteo. La SF-26 è scesa in pista alle 9 del mattino con Lewis Hamilton, impegnato in un lavoro di mappatura e raccolta dati che ha richiesto lunghi run a carico costante. Oltre sessanta giri consecutivi con la stessa mescola C2, seguiti da un passaggio alle Hard, hanno permesso alla squadra di testare la vettura in condizioni ripetitive, ideali per verificare la stabilità dei sistemi e il comportamento della nuova unità ibrida sul lungo stint. Il bilancio mattutino, 85 giri e quasi 400 chilometri, è già di per sé indicativo.

Nel pomeriggio il testimone è passato a Charles Leclerc, con una SF-26 ovviamente adattata alle sue misure (la pausa tra le sedute non è tale per i meccanici impegnati a “rifare l’ufficio”) e impostata su un programma altrettanto orientato alla comprensione. Altri 89 giri, distribuiti tra C2 e C1, hanno portato il totale giornaliero a 174 tornate, oltre 800 chilometri complessivi. Numeri che, in uno shakedown, valgono più di qualsiasi riferimento cronometrico.

È proprio in questa continuità di esercizio che si innesta il primo vero segnale incoraggiante. Con regolamenti nuovi, vetture alleggerite dal punto di vista aerodinamico e sistemi elettrici più "invasivi" nella gestione complessiva, riuscire a completare il programma senza intoppi diventa il prerequisito per qualsiasi sviluppo futuro. Ferrari, almeno in questa fase iniziale, sembra aver centrato l’obiettivo.

Ferrari, Hamilton: quando mancano i numeri, parlano le sensazioni
Lewis Hamilton nel box del Montmelò durante i test invernali

Ferrari SF-26, test Barcellona: parlano Hamilton e Leclerc

Hamilton ha sottolineato più volte questo aspetto, legando il lavoro in pista alla solidità del progetto emerso finora: “È stato positivo poter finalmente girare sull’asciutto e continuare a portare avanti il nostro programma. Con questi regolamenti tutto è nuovo e le vetture sono molto diverse rispetto a quelle a cui eravamo abituati, con un carico aerodinamico inferiore, quindi c’è molto da imparare”. 

L’aspetto più positivo finora è stato il numero di giri che siamo riusciti a completare, e per questo il merito va ai ragazzi in fabbrica, che hanno fatto un grande lavoro. Abbiamo potuto raccogliere dati preziosi, capire meglio la vettura e iniziare ad andare in una direzione chiara. È ancora presto, ma il processo è stato fin qui produttivo: continuiamo a imparare, ad affinare e a progredire passo dopo passo", ha chiuso il sette volte iridato.

Parole che restituiscono bene la priorità attuale del progetto: costruire una base tecnica stabile prima di spingere sulla prestazione. Un approccio condiviso anche da Leclerc, che ha evidenziato come la sfida principale non sia il tempo sul giro, ma la comprensione profonda di una vettura radicalmente diversa: "È stato positivo poter avere una giornata completa in condizioni più rappresentative. Con questi regolamenti tutto è nuovo, quindi c’è molto da imparare e da scoprire, e il modo di guidare la vettura è piuttosto diverso rispetto a quanto a cui eravamo abituati negli ultimi anni”. 

Leclerc, GP Austria 2025

“È una vera sfida, ma anche un’opportunità per affrontare le cose in modo diverso. Mi sento sempre più a mio agio in macchina, anche se la gestione dei nuovi sistemi, in particolare con il maggiore contributo della parte elettrica della power unit, è impegnativa. In questa fase non guardiamo alle prestazioni, ma al completamento della nostra checklist e alla comprensione della vettura nel modo più approfondito possibile. C’è ancora molto da fare, ma siamo in linea con il nostro programma, e questo è incoraggiante nel nostro lavoro in vista del prossimo test in Bahrain", ha osservato il monegasco all'ottavo anno in rosso.

Il riferimento all'unità motrice non è casuale. Il nuovo regolamento affida alla parte elettrica un ruolo centrale, non solo in termini di potenza, ma anche di integrazione con telaio, gestione energetica e guidabilità. Portare a termine run lunghi senza problemi diventa quindi un indicatore chiave della bontà del lavoro svolto a monte, a Maranello.

Ferrari SF-26, test Barcellona: il punto di vista del team principal

Fred Vasseur ha riassunto con chiarezza il senso di queste giornate, riportando il discorso su un piano metodologico più che emotivo: “Finora il nostro è stato uno shakedown produttivo. Dopo una prima giornata difficile a causa delle condizioni meteo, siamo riusciti a girare con continuità e, soprattutto, ad accumulare chilometri, che è l’obiettivo principale”.

"Affidabilità e apprendimento sono le priorità in questa fase, soprattutto in presenza di un cambiamento regolamentare così significativo. Abbiamo raccolto molti dati e seguito il programma previsto. C’è ancora molta strada da fare prima dell’inizio della stagione, ma è esattamente questo lo scopo di queste giornate: capire la vettura, analizzare ogni area nel dettaglio e continuare a migliorare passo dopo passo in vista del Bahrain".

Fred Vasseur, team principal Scuderia Ferrari HP

In sintesi, dopo due giorni di lavoro serrato e una terza giornata che inizia tra poco chiamata a completare il quadro, il team di Maranello esce da Barcellona con un messaggio incoraggiante: la SF-26 nasce robusta, la nuova power unit risponde alle sollecitazioni e il metodo di lavoro è coerente con la complessità della sfida tecnica. Non è ancora tempo di giudizi, ma l’affidabilità dimostrata finora rappresenta un punto di partenza credibile su cui costruire il prosieguo della stagione.


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