Ferrari SF-26 Test Barcellona
Lewis Hamilton impegnato durante i test di Barcellona

La seconda giornata di lavoro della Ferrari a Barcellona (la quarta in totale per i team, ndr) ha fornito indicazioni più strutturate rispetto a un avvio inevitabilmente condizionato dal meteo. Dopo un primo giorno segnato dalla pioggia battente, almeno per Hamilton che martedì aveva girato in un pomeriggio piovoso, il giovedì mattina ha finalmente permesso alla Scuderia di lavorare su pista asciutta, anche se con temperature molto basse che hanno influenzato in modo sensibile il comportamento degli pneumatici. Il programma portato avanti da Lewis Hamilton ha avuto valore soprattutto metodologico: accumulare chilometri, verificare l’affidabilità complessiva e iniziare a costruire un riferimento tecnico attendibile.

Ferrari, Hamilton: quando mancano i numeri, parlano le sensazioni
Lewis Hamilton nel box del Montmelò durante i test invernali

Hamilton finalmente su pista asciutta a bordo della Ferrari SF-26

Il sette volte campione del mondo ha sottolineato proprio l’importanza di poter finalmente girare in condizioni più rappresentative rispetto all’esordio: "È stato bello poter girare su una pista asciutta, perché la nostra prima giornata si era svolta ovviamente sotto una pioggia battente. Avevo fatto solo due giri a Fiorano per prendere confidenza con la vettura, quindi è stato ottimo poter girare un po’ e capire meglio le gomme". Una dichiarazione che chiarisce come il lavoro di Barcellona rappresenti, per Hamilton, il primo vero contatto operativo con la nuova Ferrari, al di là di un battesimo estremamente limitato sul tracciato di casa seguito dalla sessione dell'altro ieri.

Dal punto di vista tecnico, la giornata si è sviluppata su mescole dure, con l’utilizzo delle C2 e delle C1. Una scelta obbligata sia dal programma Pirelli sia dalle condizioni ambientali, che hanno reso complessa la finestra di funzionamento degli pneumatici. Hamilton non ha nascosto le difficoltà incontrate: "Abbiamo utilizzato le C2 e le C1. Faceva talmente freddo che gli pneumatici non funzionavano davvero bene, ma siamo riusciti a portare a termine il nostro programma e a capire un po’ meglio a che punto è la vettura e cosa dobbiamo migliorare". Parole che restituiscono l’immagine di una Ferrari ancora in fase di lettura, più che di ricerca della prestazione, concentrata nel raccogliere dati utili per orientare lo sviluppo.

Test F1, Ferrari punta sull'affidabilità: "Il cronometro può aspettare"
Charles Leclerc testa la Ferrari SF-26 in una Montmelò bagnata

Ferrari SF-26: Hamilton soddisfatto del chilometraggio

Il dato più rilevante della giornata resta però il chilometraggio. In una fase regolamentare completamente nuova, la capacità di girare senza interruzioni è un fattore determinante, spesso più significativo del tempo sul giro. Hamilton ha completato 85 giri nella sola mattinata, un numero che testimonia la solidità del pacchetto e la qualità del lavoro svolto a monte dal team di Maranello. "Quando si arriva ai test si vuole sempre accumulare molti chilometri. Oggi ho completato 85 giri nella mattinata, il che è incredibile. È davvero merito di tutte le persone in fabbrica che hanno fatto un lavoro straordinario per assicurarsi che la vettura fosse, finora, davvero affidabile".

Il riferimento al passato non è casuale. Il britannico ha voluto mettere in prospettiva l’attuale avvio di stagione con quanto vissuto dodici mesi fa, quando i problemi emersi nei primi test avevano compromesso la preparazione iniziale. "L’anno scorso abbiamo vissuto un inizio di test catastrofico. Quindi, considerando che si tratta di un regolamento completamente nuovo, è meglio di quanto abbiamo vissuto in passato e ho davvero molta fiducia che questo continui". Una valutazione che, pur mantenendo un profilo prudente, evidenzia un netto cambio di passo sul piano dell’organizzazione e dell’esecuzione.

Il recap della giornata Ferrari a Barcellona restituisce il seguente quadro: poche indicazioni sul potenziale assoluto, ma segnali incoraggianti sul fronte dell’affidabilità e della capacità di seguire il programma senza intoppi. In una fase in cui la comprensione della vettura conta più del cronometro, Maranello esce dal giovedì con una base di lavoro solida e con la sensazione, confermata dalle parole di Hamilton, di aver imboccato una direzione tecnica più ordinata rispetto al recente passato.


Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui