Ferrari SF-26 Bahrain
Lewis Hamilton nel suo ultimo giorno di test invernali in Bahrain

Consueto recap serale per quel che concerne la Ferrari dopo un'altra giornata ricca di lavoro in Bahrain. Oggi è stato il solo Lewis Hamilton ad operare al volante della SF-26 incamerando meno chilometri rispetto alle sessioni più prolifiche dei giorni scorsi. Domani, per l'ultimo spezzone di test a Sakhir, il testimone passa a Charles Leclerc per la validazione finale dell'autovettura.

Test Bahrain day 2, Ferrari SF-26: tra novità e problemi

Dopo aver sopreso ieri con un'inedita soluzione nella zona dello scarico, il team di tecnici ha introdotto un'ala posteriore che ha fatto molto discutere. Nel paddock. Per saperne di più leggi il focus dedicato: clicca qui. La soluzione è stata usata solo al mattino, per cinque giri. Uno score che rappresenta il modesto bottino nelle prime quattro ore poiché la SF-26 è rimasta per tutta la seduta ai box per un problema al telaio.

L'ala posteriore rotante della Ferrari SF-26

Non c'è da fare allarmismo, ma la seconda giornata di test di Sakhir  (leggi il recap) ha rappresentato il passaggio più complesso del programma Ferrari da quando la SF-26 ha messo per la prima volta le ruote in pista in quel di Fiorano. Verifiche tecniche, valutazioni aerodinamiche e il lavoro di messa a punto sono stati condizionati dall'imprevisto (pare) al telaio nella prima parte della mattinata.

Lewis Hamilton ha aperto il lavoro utilizzando pneumatici C3 (medie), concentrandosi su una serie di prove comparative dedicate alla nuova soluzioni aerodinamica che, a detta di Fred Vasseur (da prendere con le pinze, potrebbe essere un bluff strategico) non dovrebbe essere usata in Australia

L’obiettivo era raccogliere dati incrociati su differenti configurazioni di carico e bilanciamento, ma il problema tecnico che ha costretto la SF-26 a una sosta prolungata in garage ha di fatto stoppato il programma condizionandolo pesantemente nel resto della giornata. L’intervento ha richiesto tempo e coordinamento, comprimendo il cronoprogramma originariamente pianificato.

Risolta l’anomalia, il sette volte campione del mondo è tornato in pista prima della pausa pranzo, completando anche una prova di partenza dalla griglia, utile per validare le procedure operative in vista dell’esordio stagionale. E su questo fronte, invece, c'è da sorridere: grazie un turbo più più compatto e reattivo, i motorizzati del Cavallino Rampante sono sempre protagonisti di standing start a fionda. Un ottimo segnale in vista dell'avvio del mondiale.   

Lewis Hamilton a bordo della SF26
Lewis Hamilton a bordo della SF26

Nel pomeriggio il lavoro si è spostato su una progressione più metodica: ancora C3 nella fase iniziale, poi il passaggio alle mescole più dure, C2 e C1, per simulazioni di long run e valutazioni sulla stabilità del passo con pista sempre più gommata e temperature in calo. L’analisi si è concentrata sull’evoluzione del bilanciamento e sulla gestione del degrado, in un contesto che richiedeva adattamenti continui di assetto. A poco più di un'ora dal termine, infatti, i meccanici hanno lavorato alle barre di torsione anteriori e posteriori per ricalibrare il setup

Test Bahrain day 2, Ferrari: le impressioni di Lewis Hamilton

Nel finale, con alcuni treni nuovi di C3, Hamilton ha stampato il proprio miglior riferimento in 1’33”408. Una giornata che lui stesso ha sintetizzato con realismo: "Non è stata una giornata perfetta la nostra, perché non siamo riusciti a completare tutto il programma previsto"

Il britannico ha però sottolineato la reazione del team: "Abbiamo avuto una grande prova di squadra in garage, dove tutti i ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico per sistemare la vettura e permettermi di tornare in pista". E ancora: "Sono davvero grato per i giri che siamo riusciti a completare e i dati raccolti saranno importanti per continuare a prepararci per la stagione".

Lewis Hamilton Test Bahrain
Lewis Hamilton in Bahrain

Sul piano cronometrico, il quadro resta meno lineare. Nel giro push Hamilton ha incontrato diverse difficoltà, dovendo ripetere il tentativo per ben tre volte senza riuscire a mettere insieme un riferimento pienamente pulito. Alla fine è rimasto staccato di sei decimi da Andrea Kimi Antonelli, autore del miglior tempo complessivo dei tre giorni.

Da annotare, sottolineando quanto i team stiano lavorando a mappare motori e cambi in base alle nuove modalità di delibera della potenza elettrica, che il sette volte iridato, nei tentativi push, non ha mai usato l'ottava marcia. Espediente tramite il quale si tengono elevati i giri motore per permettere una migliore ricarica del motogeneratore elettrico

Per la Scuderia di Maranello, quella odierna è stata la giornata più difficile dell’intera sessione di test, tra imprevisti tecnici e una performance sul giro secco che non ha ancora restituito un quadro definitivo del potenziale. Domani il testimone passa a Charles Leclerc che guiderà la vettura sia al mattino che al pomeriggio.

 

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