Test Bahrain, tutti gli sguardi sulla Ferrari SF-26
La vettura rossa prosegue nel suo programma di sviluppo e comprensione. Un particolare ha attirato l’interesse dei rivali e potrebbe far scuola nella Formula 1 del 2026

Quella di ieri è stata una giornata proficua per la Ferrari. La SF-26, alla cui guida si sono alternati Charles Leclerc e Lewis Hamilton per un totale di 117 giri (qualche problemino nel pomeriggio con la vettura rimasta ai box per oltre un’ora per la sostituzione di alcuni sensori bizzosi, ndr). Grande mole di dati raccolti, affidabilità in linea con quanto visto nelle precedenti sedute operative e lavoro sull’assetto che si sta provando ad affinare sempre di più in vista del debutto stagionale di Melbourne previsto per il 6-7-8 Marzo.
Ma non solo. Nel garage di Maranello si è lavorato parecchio sulla sfera gestionale della nuova power unit andando a “mappare” l'ibrido che ha bisogno di modalità di guida inedite per ricaricare la parte elettrica, che quest'anno fornisce un apporto di potenza pari al 50%. Da qui un lavoro svolto esclusivamente su gomma C3, quella mediana delle cinque portate dalla Pirelli per l’occasione. Ma ciò che ha davvero catturato lo sguardo degli addetti ai lavori è stata la parte posteriore della Rossa che ha presentato una soluzione inedita e molto spinta sul fronte regolamentare che potrebbe fare scuola in questo campionato.

Ferrari SF-26, debutta il nuovo diffusore: lettura del regolamento di alto profilo tecnico
La Ferrari ha portato in pista il primo pacchetto evolutivo dell’anno facendo leva su una lettura particolarmente raffinata del regolamento tecnico. L’intervento riguarda principalmente l’ampliamento funzionale del diffusore: il team ha sfruttato i volumi concessi dalla normativa in corrispondenza dei piloni dell’ala posteriore e della struttura di assorbimento dell’urto, intervenendo anche sulla posizione dell’asse posteriore con un conseguente incremento del passo.
Si tratta di una soluzione ingegneristicamente sofisticata, pensata per generare ulteriore spazio utile all’inserimento di elementi aerodinamici capaci di estendere, di fatto, il volume operativo dell’estrattore e aumentarne l’efficienza nella gestione dei flussi. I tecnici hanno inoltre unificato in un’unica superficie profili che in precedenza erano separati, vincolandoli lateralmente alla crash structure, come si può vedere dall'immagine in alto.
È plausibile che i gas di scarico, contraddistinti da elevata energia, vengano indirizzati verso questa nuova superficie, contribuendo ad accrescere la depressione nella zona posteriore e, di conseguenza, il carico generato. L’architettura sviluppata dalla Scuderia rappresenta un intervento di notevole interesse tecnico e, qualora i riscontri in pista ne confermassero la bontà, potrebbe tradursi in un incremento significativo dell’efficienza aerodinamica del retrotreno.

Ferrari SF-26: una soluzione che fa scuola
Nel paddock sono iniziati a girare i numeri di un ipotetico guadagno cronometrico. Prematuro parlare di cifre, oggi sarebbe mero sciacallaggio in favore di tifosi assetati di speranze dopo un anno sportivamente drammatico per il Cavallino Rampante.
Di certo l’espediente introdotto dagli aerodinamici guidati da Diego Tondi, che risponde al capo-progetto Loic Serra, ha attirato gli sguardi dei rivali che da ora iniziano a studiare la fattibilità relativa alla replica di un'interpretazione spinta ma che rientra nell’alveo delle norme visto che la FIA ha dato l'ok definitivo.