Mercedes Gp Canada 2026
Il duello canadese tra Kimi Antonelli e e George Russell

Il Gran Premio del Canada avrebbe dovuto rappresentare un punto nodale nella stagione 2026 per Mercedes. La scuderia di Brackley si presentava a Montreal con il primo importante pacchetto evolutivo della stagione, convinta di poter incrementare il potenziale della W17 che ha dominato in lungo e in largo nelle prime quattro gare stagionali. 

Dal punto di vista della prestazione, i segnali sono stati effettivamente incoraggianti. A trasformare un fine settimana promettente in una parziale delusione è stato però il ritiro di George Russell quando il britannico si trovava al comando della corsa.

Mercedes, Antonelli vs Russell: torna lo spettro del 2016
Russell e Antonelli a Montréal

Mercedes W17: da Montreal emerge un problema più profondo del previsto?

In un primo momento il cedimento appariva riconducibile a un generico problema meccanico. L'analisi svolta nei giorni successivi ha invece evidenziato uno scenario più complesso e, potenzialmente, più preoccupante. A chiarire la natura dell'avaria è stato il direttore tecnico James Allison, direttore tecnico del team, che ha individuato nella batteria dell'unità motrice l'origine del collasso che ha spento improvvisamente la monoposto numero 63.

Secondo il tecnico britannico, il sistema ha subito un cedimento totale quando la gara era giunta appena al primo terzo della sua percorrenza totale. Un guasto irreversibile, tale da provocare l'immediata perdita di potenza e l'impossibilità di proseguire la corsa.

“È stato un weekend importante per noi. Era il primo appuntamento in cui introducevamo un aggiornamento significativo e ci aspettavamo di vedere la vettura esprimere il proprio potenziale. Le prestazioni sono state buone, ma tutto è stato oscurato dalla delusione per quanto accaduto a George”, ha spiegato Allison.

Parole che spiegano bene il momento vissuto dalla squadra tedesca. Da un lato la soddisfazione per i progressi mostrati dalla vettura, dall'altro la necessità di comprendere rapidamente le cause di un problema che potrebbe avere conseguenze ben più ampie di un singolo ritiro.

James Allison, direttore tecnico del team Mercedes

Il surriscaldamento preoccupa Mercedes

L'aspetto che genera maggiore inquietudine all'interno del team non è tanto il guasto in sé, quanto la sua possibile origine. Le verifiche effettuate dopo la gara hanno infatti evidenziato danni riconducibili a un eccessivo innalzamento delle temperature all'interno dell'accumulatore.

“Era evidente che la batteria non stava funzionando correttamente. Ha riportato danni da surriscaldamento e dovremo capire con precisione che cosa abbia provocato questo fenomeno per eliminarne la causa”, ha aggiunto Allison.

Un dettaglio che assume un peso particolare osservando il calendario. Con la conclusione della trasferta nordamericana, la Formula 1 entra nella sua tradizionale fase europea, caratterizzata da temperature sensibilmente più elevate e da circuiti che spesso mettono a dura prova i sistemi di raffreddamento delle monoposto.

Per la franchigia anglotedesca il rischio è evidente. Se il problema dovesse essere legato a una criticità strutturale nella gestione termica del sistema elettrico, quanto accaduto a Montreal potrebbe rappresentare soltanto il primo campanello d'allarme. Ecco perché a Brackley la priorità assoluta delle prossime settimane sarà comprendere se si sia trattato di un episodio isolato oppure del sintomo di una vulnerabilità sistemica.

Le conseguenze sportive, nel frattempo, sono già tangibili. Il ritiro canadese ha privato Russell di una vittoria che sembrava alla sua portata e ha consentito a Kimi Antonelli di consolidare ulteriormente la propria leadership nel mondiale. Un colpo pesante per un pilota che nel corso della stagione ha già visto sfumare occasioni importanti.

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Kimi vince il GP del Canada

Lo stesso Russell, al termine della gara, non ha nascosto il proprio scoramento. Il britannico ha ammesso che la lotta per il titolo appare ormai sempre più complicata, ricordando una serie di episodi che hanno limitato il suo cammino, dalla safety car sfavorevole in Giappone al problema accusato in qualifica in Cina, fino al cedimento tecnico di Montreal.

Nonostante ciò, il pilota inglese ha scelto di affrontare il prosieguo della stagione con un approccio differente. Meno pressione, maggiore libertà mentale e l'obiettivo di massimizzare ogni singola opportunità che si presenterà da qui alla fine del campionato.

Resta però una questione che incombe su tutto il progetto. Prima ancora di pensare alla rincorsa iridata, il team dovrà risolvere un interrogativo fondamentale: il Canada è stato un episodio sfortunato destinato a restare isolato oppure il primo segnale di un problema che potrebbe riemergere nel momento più delicato della stagione? Le prossime gare europee forniranno una risposta.


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