L'ADUO rischia di essere una grande illusione. Anche per la Ferrari
Il meccanismo di riequilibrio delle power unit è al centro del dibattito. Ferrari attende gli sviluppi, ma il recupero richiederà tempo.

Oramai da mesi si discute insistentemente del meccanismo di bilanciamento delle prestazioni delle power unit, il tema che sta caratterizzando questa fase del Mondiale di Formula 1. Siamo ancora in attesa della definizione, anzi della delibera, delle tabelle ufficiali.
La Federazione aveva effettuato le proprie analisi sulla base dei dati forniti dai costruttori e pare che Red Bull sia emersa come il soggetto più performante, il benchmark della Formula 1. A ruota, tutti gli altri costruttori avrebbero ottenuto delle percentuali di sviluppo del proprio propulsore, da utilizzare in uno o due slot annuali in funzione del deficit rispetto al punto di riferimento.
Tutti si aspettavano che il benchmark fosse Mercedes. Invece è emerso che a Milton Keynes hanno lavorato meglio, soprattutto sul versante endotermico, perché il meccanismo dell'ADUO si basa proprio sulle prestazioni del motore termico.

Chiaramente da tutto questo è nata l'ennesima battaglia politica della Formula 1. In Red Bull Ford Powertrains non ci stanno, poiché avere un endotermico più performante non significa necessariamente possedere la migliore power unit. Quel motore, infatti, è integrato a un sistema elettrico e ciò che conta è l'efficienza dell'intero pacchetto. In questo momento sembra evidente che sia Mercedes ad avere il complesso propulsivo più competitivo.
Mentre la FIA cerca di ascoltare tutte le istanze dei costruttori, comprendendone le ragioni e valutando con attenzione come evitare di sfavorire qualcuno o favorire chi è già avvantaggiato, il tempo continua a passare.
Le tabelle ADUO avrebbero dovuto essere deliberate all'inizio di giugno, ma così non è stato. Si era detto che sarebbero arrivate subito dopo il Gran Premio di Monaco, ma anche quella scadenza è passata senza novità. Ora siamo al Gran Premio di Barcellona e ancora non si vede l'ombra di un comunicato ufficiale da parte della Federazione Internazionale, se non quello relativo al 2027 e al 2028, che nulla ha a che vedere con l'ADUO e riguarda esclusivamente la ripartizione tra potenza endotermica e potenza elettrica.
ADUO tra aspettative e realtà
L'ADUO è quel meccanismo al quale molti costruttori si stanno aggrappando per dare un senso alla propria esperienza in questa nuova era regolamentare della Formula 1.
Un punto di vista particolarmente realistico è quello espresso da Mattia Binotto, responsabile del progetto Audi, che ha sottolineato come questo sistema di aggiustamento, una sorta di Balance of Performance applicato alle power unit, non produrrà benefici immediati.
Binotto ha spiegato che si tratta di uno strumento destinato a incidere nel medio-lungo termine e che Audi non si aspetta vantaggi istantanei. L'obiettivo della Casa dei Quattro Anelli resta quello di arrivare al vertice nel 2030.
Audi stessa, dunque, evidenzia come gli aggiustamenti concessi dall'ADUO non debbano essere considerati la panacea di tutti i mali o quell'ancora di salvezza capace di cambiare radicalmente una stagione nel giro di poche settimane.

Ferrari, gli sviluppi attesi e i limiti del sistema
Ed è proprio in questo contesto che si inserisce il discorso Ferrari. Anche durante le prove libere del Gran Premio di Barcellona è emerso come, dal punto di vista del deployment elettrico, l'unità motrice della Rossa continui a mostrare evidenti difficoltà rispetto ai principali concorrenti. Lo abbiamo evidenziato nella nostra analisi, nella quale emergeva come in alcuni punti del tracciato il V6 Ferrari fosse particolarmente in affanno.
Qualora le tabelle ADUO venissero finalmente pubblicate e rese operative, si ritiene che Ferrari possa intervenire attraverso due step di sviluppo. Il primo potrebbe arrivare già in Austria con una versione aggiornata della power unit, mentre il secondo sarebbe previsto a Monza con la configurazione completa del motore 2026, prima di passare agli sviluppi destinati alla stagione successiva.
Tuttavia, anche questi due aggiornamenti non devono essere interpretati come una soluzione definitiva. Innanzitutto perché anche Mercedes dovrebbe beneficiare di una quota di sviluppo ADUO, probabilmente attorno al 2%, e in secondo luogo perché non è affatto scontato che tutte le migliorie attualmente allo studio si traducano automaticamente in un recupero del divario.

In definitiva, l'ADUO è il grande tema che sta caratterizzando la narrazione attuale della Formula 1, ma con il passare dei mesi potrebbe rivelarsi una classica bolla di sapone. L'impressione è che per colmare alcuni gap che oggi appaiono strutturali serva molto più tempo di quello di un singolo Gran Premio.
Forse non il tempo indicato da Binotto per il progetto Audi, ma certamente non quello immaginato da chi ritiene che il debutto del nuovo motore Ferrari, qualora avvenisse davvero già in Austria, possa essere sufficiente per portare la Scuderia allo stesso livello della Mercedes.
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