Mercedes riparte dalla rivoluzione tecnica per tornare al vertice della Formula 1
Dopo le difficoltà dell’era a effetto Venturi, il team punta su una nuova power unit e su un progetto totale per ridisegnare gli equilibri della prossima F1

Per Mercedes la stagione 2026 rappresenta una vera e propria linea di demarcazione tra due ere tecniche profondamente diverse. Dopo anni complessi, segnati da difficoltà mai del tutto superate nell’interpretazione dell’Effetto Venturi e da una rincorsa mai del tutto completata ai riferimenti aerodinamici della griglia, il team di Brackley guarda al prossimo ciclo regolamentare come a un’occasione di ripartenza totale.
Il nuovo quadro normativo della Formula 1 impone una trasformazione simultanea di power unit, telaio, aerodinamica, carburanti e filosofia di integrazione complessiva. Un contesto che, storicamente, ha spesso premiato Mercedes. Non sorprende quindi che il costruttore anglo-tedesco abbia accolto la rivoluzione 2026 con un approccio che unisce consapevolezza delle difficoltà e fiducia nel proprio capitale tecnico.
A chiarire la portata della sfida è stato Hywel Thomas, Amministratore Delegato di Mercedes-AMG High Performance Powertrains, che, a margine della presentazione odierna della stagione 2026, ha inquadrato il nuovo scenario come qualcosa di inedito anche per una struttura abituata a guidare i cambiamenti regolamentari.

“La stagione 2026 di Formula Uno segna un capitolo completamente nuovo per lo sport in generale e in particolare per chi si trova all'avanguardia dello sviluppo dei motori. Come Amministratore Delegato di Mercedes-AMG High Performance Powertrains, non ho mai visto una sfida come questa: nuova architettura delle Power Unit, carburanti sostenibili, maggiore enfasi sull'ibrido. Tutto convergente insieme a un'auto completamente nuova. Non è semplicemente un'evoluzione; È una rivoluzione”.
Mercedes: nuove metodologie di lavoro per affrontare le sfide della F1
L'unità motrice turbo-ibrida 2026-2030 nascono da un compromesso completamente diverso rispetto al passato: meno dipendenza dall’energia termica tradizionale, maggiore peso strategico dell’elettrico, integrazione con carburanti sostenibili avanzati e una gestione energetica che diventa parte integrante della performance sul giro. Secondo Thomas, a cambiare radicalmente è anche il metodo di lavoro, con cicli di sviluppo molto più rapidi e una dipendenza crescente da simulazione e validazione virtuale.
“Ciò che distingue questa epoca è il ritmo con cui dobbiamo imparare. L'integrazione di carburanti sostenibili avanzati, l'aumento dell'ibridazione elettrica e le nuove strategie di distribuzione energetica richiedono un ciclo di retroazione più rapido. Non possiamo affidarci a lunghi cicli di test per perfezionare le soluzioni; Dobbiamo progettare, simulare, validare e perfezionare a intervalli più stretti. L'efficienza non è solo una parola d'ordine; È fondamentale per la missione, sia sul banco dinamico che in pista”.
In questo quadro, la collaborazione con Petronas assume un ruolo ancora più centrale rispetto al passato. Il carburante non è più soltanto una variabile prestazionale, ma un elemento strutturale del progetto power unit, pensato come sistema integrato.
Datuk Sazali, Vicepresidente Esecutivo e CEO del gruppo petrolchimico malese, ha sottolineato come le normative 2026 abbiano imposto una revisione completa del processo di formulazione. “Il carburante è fondamentale per le prestazioni in F1, poiché guida ogni giro e ogni accelerazione in pista. Per Petronas, le normative del 2026 hanno rafforzato la necessità di formulare i carburanti in modo diverso, con prestazioni insieme, efficienza e sostenibilità. I nostri carburanti avanzati e sostenibili su misura sono il risultato di anni di lavoro di formulazione e test continui del motore, garantendo che soddisfino le estreme esigenze delle corse”.

L’aspetto più rilevante, dal punto di vista tecnico, è però l’approccio sistemico adottato dal partner storico di Mercedes, che tratta carburanti, lubrificanti e fluidi come un unico ecosistema prestazionale.
“Ciò che differenzia il nostro approccio è come formuliamo carburanti, lubrificanti e fluidi come un unico sistema di prestazioni completo. Dal carburante all'olio motore al fluido idraulico, ogni formulazione è progettata appositamente per sbloccare il pieno potenziale dell'auto. Questo riflette il nostro ruolo di lunga data nel motorsport e il nostro forte impegno nell'applicare gli apprendimenti della F1 per contribuire a plasmare la prossima generazione di tecnologie per carburante e fluidi”.
Mercedes: la power unit non basta
Se la power unit viene indicata da molti addetti ai lavori come uno dei possibili punti di riferimento della F1 2026, il lavoro a Brackley non è certo meno impegnativo. Il cambio regolamentare investe infatti ogni area della vettura, come ha ricordato il Direttore Tecnico James Allison, evidenziando la natura trasversale della trasformazione in atto.
“La stagione 2026 rappresenta un momento significativo nella storia del nostro sport. Per chi di noi vive e respira ingegneria, è allo stesso tempo esaltante e impegnativo. Non si tratta solo di una modifica al regolamento, è una trasformazione totale di quasi ogni aspetto dell'auto. Unità di potenza, telaio, aerodinamica, pneumatici: tutto viene cambiato contemporaneamente”.

Un passaggio che assume un valore particolare se letto alla luce delle difficoltà incontrate da Mercedes nell’era a effetto suolo. Un periodo in cui il team ha spesso faticato a trovare una correlazione stabile tra teoria e pista, pagando scelte concettuali che non hanno prodotto i vantaggi attesi.
Allison non nasconde la portata della scommessa tecnica, ma rivendica la volontà del gruppo di affrontarla con decisione e spirito innovativo.
“Speriamo di aver portato il coraggio e l'impegno necessari per rendere il progetto un successo. Abbiamo preso i nostri migliori giudizi durante la fase di progettazione e continueremo a innovare incessantemente ora che le auto sono in funzione. Personalmente, apprezzo questi momenti".
"I cambiamenti regolamentari - prosegue l'ingegnere - sono il motore dei progressi in F1. Mettono in discussione ogni supposizione e premiano il lavoro di squadra e l'ingegnosità. Portano alti livelli di stress, ma portano anche opportunità. Se usciremo da questa transizione con un'auto competitiva, sarà uno dei traguardi più soddisfacenti immaginabili”.
Il 2026, per Mercedes, non è quindi solo l’anno di un nuovo regolamento, ma il punto di ripartenza di un progetto che ambisce a riportare il team nella posizione di riferimento tecnico della Formula 1. Una sfida complessa, totale e ad alto rischio, ma che sembra parlare il linguaggio che, in passato, ha permesso alla Stella a Tre Punte di costruire i suoi cicli più vincenti. Barcellona ha dato indicazioni incoraggianti, in Bahrain servono conferme ulteriori che solo l’Australia potrà poi certificare.
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