F1, Pirelli già guarda al 2027: la parola chiave è continuità
Dario Marrafuschi conferma che la struttura del progetto è stata delineata: cinque mescole, nuova scalatura prestazionale e strategie già orientate verso le esigenze delle monoposto 2027.
La stagione di F1 2026 è ancora nel vivo, ma in casa Pirelli il calendario tecnico è già proiettato ben oltre l'attualità. Lo sviluppo degli pneumatici destinati al campionato 2027 è infatti entrato in una fase avanzata, tanto che le linee guida del progetto risultano ormai definite. Non si tratta soltanto di affinare le caratteristiche delle coperture, bensì di costruire un pacchetto capace di adattarsi al nuovo contesto regolamentare senza alterare la filosofia strategica che la Formula 1 ha consolidato negli ultimi anni.
L'indicazione più significativa riguarda proprio la composizione della gamma. Nonostante le valutazioni effettuate durante i mesi di sviluppo, la “P Lunga” ha deciso di mantenere invariata l'architettura delle mescole, confermando cinque livelli di durezza. Cambieranno le prestazioni relative di ciascun compound, ma non la logica di utilizzo che accompagna i weekend di gara.

Pirelli ha già definito la direzione tecnica per il 2027
A spiegare il lavoro svolto è stato Dario Marrafuschi, direttore del dipartimento Motorsport di Pirelli, che in un'intervista esclusiva concessa a Motorsport.com ha illustrato lo stato di avanzamento del programma.
"Le mescole vengono sempre sviluppate e questo l'abbiamo già fatto nei test precedenti, un lavoro di base, un fondamento a stadio su quello che potrebbero essere i nuovi pacchetti materiali per l'anno prossimo, per quanto concerne le mescole".
L'attività, dunque, non riguarda semplicemente la scelta dei compound, ma coinvolge anche lo sviluppo dei materiali che costituiranno la base delle gomme del futuro. Una volta completata la definizione strutturale dello pneumatico, l'attenzione si sposterà sulla taratura prestazionale delle diverse mescole.
È proprio in questa fase che emerge una delle decisioni più importanti già prese da Pirelli. "Con la finalizzazione della struttura andremo poi a ottimizzare, sulla base dei risultati già ottenuti, la scalatura mescole per l'anno prossimo. Posso già anticipare che saranno ancora cinque livelli, non aggiungeremo o non toglieremo un livello. Abbiamo pensato e discusso se aggiungere un livello di mescole, però citando Monaco, alla fine abbiamo visto che la maggior parte delle vetture sono partite con la C4, ossia la media".

Nessuna C6: la strategia resta basata su cinque livelli
L'ipotesi di ampliare la gamma era stata presa in considerazione durante le simulazioni interne, ma l'analisi dei dati raccolti ha suggerito una direzione diversa. Secondo il gommista italiano, introdurre una sesta mescola avrebbe comportato benefici limitati, concentrati su pochissimi appuntamenti del calendario.
Marrafuschi ha spiegato la logica della scelta prendendo come esempio il Gran Premio di Monaco. "Abbiamo visto un’ottima gara anche a Monaco e se utilizzassimo una C6 su quella pista, sarebbe inutile per il resto della stagione. Per questo, riscaleremo i cinque livelli di mescola sulla base delle prestazioni target che ci sono l'anno prossimo".
La decisione conferma come il costruttore preferisca intervenire sulla distanza prestazionale tra i compound piuttosto che aumentare il numero delle opzioni disponibili. In questo modo ogni pneumatico manterrà una precisa funzione all'interno della stagione, evitando soluzioni troppo specialistiche.
L'obiettivo finale resta quello di offrire ai team la possibilità di costruire strategie differenti senza creare squilibri tra un appuntamento e l'altro del calendario. "Gli obiettivi sono sempre quelli di avere una differenziazione di prestazione fra i cinque livelli, come miglior giro, e un degrado proporzionato, in modo da poter fare scelte che ad ogni Gran Premio generino strategie che siano un po' sovrapponibili".
Le parole del responsabile Motorsport di Pirelli evidenziano quindi come il lavoro sul 2027 sia già impostato nelle sue linee essenziali. La gamma resterà composta dalle tradizionali C1, C2, C3, C4 e C5, ma sarà riprogettata nella propria scalatura prestazionale per rispondere alle caratteristiche delle future monoposto, con l'obiettivo di preservare varietà strategica e coerenza tecnica lungo l'intero campionato.
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