Ferrari SF-26: pregi e difetti visti dalla concorrenza
Oscar Piastri analizza il comportamento della Rossa: competitiva nel misto, ma penalizzata sul fronte power unit. L’ADUO e le nuove verifiche sui rapporti di compressione possono riaprire i giochi?

La lettura più lucida della Ferrari SF-26 arriva da chi la osserva dall’esterno ma con strumenti tecnici adeguati per decifrarla. Oscar Piastri, protagonista non in positivo di questo avvio di stagione, ha fornito una chiave interpretativa estremamente concreta del progetto di Maranello, individuandone con precisione punti di forza e criticità.
Le sue parole, riportate da Planet F1, offrono un’analisi che si colloca esattamente nel solco di quanto emerso nelle prime gare del mondiale 2026: una vettura concreta e veloce nel comportamento dinamico, ma ancora incompleta nel bilanciamento complessivo tra telaio, aerodinamica e power unit.

La Ferrari SF-26 vista da Piastri
“La Ferrari è interessante perché ho la sensazione che sia quasi più veloce in curva della Mercedes, ma forse soffre un po' in termini di power unit o resistenza aerodinamica. La gara della Cina è stata piuttosto interessante, e penso che anche il modo in cui sono riusciti a competere con la Mercedes sia molto interessante, perché non si tratta solo del ritmo in qualifica, dove penso che la Mercedes abbia un netto vantaggio su tutti gli altri, ma il modo in cui la Ferrari riesce a lottare contro di loro e a tenere testa, soprattutto all'inizio delle gare, è molto interessante da vedere. Quindi penso che ci sia qualcosa da imparare da loro”.
Ferrari SF-26: efficace nel misto, ma incompleta nel quadro prestazionale
L’elemento più rilevante dell’analisi del driver australiano è la distinzione netta tra comportamento in curva e performance complessiva. La SF-26 emerge come una monoposto estremamente competitiva nei tratti guidati, capace di generare carico e velocità di percorrenza tali da avvicinarsi, e in alcuni casi superare, la Mercedes.
Questo dato, tutt’altro che marginale, conferma la bontà del lavoro svolto sul telaio e sull’efficienza aerodinamica nelle fasi di inserimento e percorrenza. Tuttavia, il quadro cambia sensibilmente quando si amplia l’analisi all’intero giro.

Il riferimento alla power unit non è casuale. Nel contesto regolamentare 2026, con una componente elettrica estremamente rilevante e l’assenza dell’MGU-H, la gestione dell’energia e l’efficienza complessiva del sistema ibrido diventano determinanti. È qui che la Mercedes W17 sta costruendo il proprio vantaggio.
Il “netto vantaggio” citato da Piastri in qualifica evidenzia proprio questo: la capacità della Mercedes di esprimere picchi prestazionali superiori, soprattutto nelle fasi in cui il deployment elettrico e la resa della parte endotermica devono lavorare in perfetta sinergia. Vantaggio che McLaren, a parità di motore, non riesce ancora a sfruttare per limiti telaistici.
Ferrari, invece, sembra pagare un deficit che può essere ricondotto a due macro-aree: efficienza della power unit e resistenza aerodinamica complessiva, che limita la velocità nei tratti a pieno carico.
ADUO e nuovi rapporti di compressione: le due leve per riaprire il mondiale
Il mondiale 2026, almeno in questa prima fase, ha un padrone chiaro. La Mercedes W17 ha imposto un livello di competitività che, ad oggi, nessun altro team è riuscito a sostenere con continuità. Tuttavia, lo scenario è tutt’altro che statico. Due passaggi tecnici e regolamentari possono rappresentare una svolta concreta per la Ferrari.
Il primo è l’attivazione dell’ADUO. Questo sistema, che permette di intervenire sul recupero e sulla gestione dell’energia, può consentire a Maranello di colmare parte del gap nella fase più critica della prestazione: l’erogazione complessiva lungo il giro. Un miglior utilizzo della componente elettrica, integrato con una strategia più efficiente, potrebbe ridurre sensibilmente il vantaggio della Stella a Tre Punte.

Il secondo punto riguarda la modifica dei rapporti di compressione prevista dal primo giugno. Si tratta di un intervento che incide direttamente sull’efficienza della parte endotermica, con potenziali benefici sia in termini di potenza pura sia di consumo energetico. In un contesto in cui ogni dettaglio della power unit è determinante, questo aggiornamento può rappresentare un punto di svolta.
Se queste due leve tecniche dovessero produrre gli effetti attesi, la Ferrari potrebbe non solo ridurre il distacco, ma iniziare a costruire una pressione costante sul team di Toto Wolff. In quel caso, il campionato assumerebbe una dimensione completamente diversa.
La SF-26, per quanto ancora incompleta, ha già dimostrato di avere fondamenta solide. Se il deficit motoristico verrà ridimensionato, la vettura di Maranello potrà trasformarsi da inseguitrice a elemento destabilizzante, diventando una presenza costante negli specchietti di Antonelli e Russell. E, a quel punto, il mondiale smetterebbe di avere un solo padrone.