Aston Martin AMR26: i primi passi del nuovo corso
Debutto in ritardo a Barcellona, ma clima costruttivo: tra nuovo progetto, partnership con Honda e prime tornate senza intoppi, la vettura di Newey inizia la fase di svezzamento.

Il debutto in pista della Aston Martin AMR26, è cosa nota, è arrivato con ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale. quello di ieri, quando la session a Barcellona stava per concludersi, ha rappresentato un passaggio simbolicamente rilevante per la squadra di Silverstone. Non tanto per i numeri cronometrici inevitabilmente secondari in questa fase (l’auto ha fatto una sgambata, nulla più), quanto per il valore strutturale di una vettura che inaugura un ciclo tecnico completamente nuovo.
Mike Krack, riflettendo sulla giornata, ha sottolineato prima di tutto l’aspetto umano ed emotivo legato alla messa in pista di una nuova monoposto. "Come ogni volta che hai una nuova auto, è sempre emotivo, un momento molto emozionante. Negli ultimi giorni ci è stato messo molto duro lavoro. C'è ancora molto lavoro da fare, ma penso che oggi possiamo fare un respiro e essere felici di aver fatto uscire la macchina".
Un sentimento condiviso all’interno di una squadra che ha vissuto settimane particolarmente intense sul piano operativo. "È stato davvero emozionante, un bel momento per la squadra e un tributo al duro lavoro che tutti hanno messo. La F1 è implacabile, bisogna sempre guardare avanti, e ci sarà molto altro lavoro duro da fare, ma non vediamo l'ora".

Aston Martin AMR26: un debutto che apre una nuova era
Il contesto nel quale nasce la AMR26 è però ciò che rende questo progetto particolarmente complesso da decifrare. Aston Martin si trova ad affrontare contemporaneamente il cambio di regolamento tecnico, l’ingresso di Honda come fornitore ufficiale di power unit, la realizzazione di un cambio progettato internamente dopo molti anni nei quali si era affidata a Mercedes e una nuova struttura tecnica rafforzata da innesti di primo piano.
Krack non ha nascosto l’eccezionalità del momento. "Ovviamente ci troviamo in una situazione un po' unica. Accogliamo Honda, il nostro nuovo partner per le unità di potenza, abbiamo realizzato il nostro primo cambio da molti, molti anni, e a questo si aggiungono nuove normative sul telaio, nuove normative sulle unità di potenza".
Una convergenza di fattori che rende il progetto AMR26 tanto ambizioso quanto delicato. "Fondamentalmente, si potrebbe dire che è il peggior o il migliore, ma è un cambiamento enorme per noi come squadra, essere una squadra ufficiale insieme a queste regole. Poi abbiamo Adrian a bordo, quindi è tutto molto emozionante e con molti cambiamenti".
In questo scenario, il ritardo accumulato nei test non viene letto come un fallimento, ma come una difficoltà gestita all’interno di un percorso più ampio. "La F1 non ti aspetta, quindi devi essere pronto. Siamo arrivati un po' in ritardo, ma siamo arrivati a questo test, quindi penso che possiamo essere orgogliosi e felici di questo risultato".

Particolarmente significativa anche la fase iniziale di integrazione con Honda, partner tecnico con cui Aston Martin ha avviato un rapporto completamente nuovo. "È ancora fresco, ovviamente, e anche quando hai un rapporto così lungo con il partner precedente, devi conoscere le persone, imparare i nomi, come lavorate insieme, quali sono le vostre aspettative, quali sono le responsabilità".
Nonostante questo, i primi riscontri umani e operativi sembrano incoraggianti. "È stato un buon inizio, qualche sorriso tra noi e loro. Il nostro obiettivo è usare questo tempo per integrare il più possibile, per imparare a lavorare insieme. Sono molto sicuro di me. Sono piloti, molto aperti, puoi metterli alla prova. È davvero bello e non vedo l'ora di continuare quella relazione".
Aston Martin AMR26, le primissime sensazioni di Lance Stroll
Dal cockpit, Lance Stroll ha confermato sensazioni iniziali positive, pur senza forzare letture premature. "Mi è sembrato bene. È stato bello tornare in macchina dopo qualche settimana di pausa". Il canadese ha voluto sottolineare soprattutto lo sforzo collettivo del team. "Oggi tutti hanno fatto un buon lavoro a preparare la macchina. È stata una lunga giornata per tutti i meccanici e per tutti i membri del team, che hanno spinto a tutto per preparare la vettura".
I primi run della giornata hanno restituito un quadro di normalità tecnica. "Abbiamo fatto qualche giro a fine giornata, e stavamo bene. Sono state dedicate molte ore a questa macchina, quindi è stato bello mettermi al volante, abituarmi alla nuova unità motrice Honda e a queste nuove auto".

Nella giornata odierna la AMR26 è tornata in pista con maggiore continuità, accumulando chilometri utili e senza evidenziare criticità evidenti sul piano dell’affidabilità. Stamattina, Fernando Alonso è arrivato a un cinquantina di passaggi. In questo momento la futura “Verdona” (ora è rigorosamente total black) è in pista e si conta di aggiungere chilometri aumentando gradualmente la potenza della power unit visto che all’inizio si è usata una modalità molto blanda.
I riscontri, per quanto preliminari, vanno letti come segnali di incoraggianti dopo l’oggettivo ritardo accumulato in fase di delibera-produzione degli ultimi pezzi dell’auto. È ancora troppo presto per trarre bilanci prestazionali o per collocare Aston Martin all’interno delle gerarchie, ma la priorità in questa fase resta una sola: mettere la macchina in condizione di lavorare, raccogliere dati e costruire, passo dopo passo, la base di una stagione che per il team rappresenta molto più di un semplice cambio di regolamento.
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