F1 - Ferrari spinge Mercedes sull’orlo della crisi di nervi
La SF-26 cresce grazie agli sviluppi e costringe la Mercedes a spingere oltre il limite. I cedimenti tecnici potrebbero cambiare il corso della stagione.

Due vittorie su nove. Questo è il bottino della Ferrari nel Mondiale di Formula 1 2026. Le altre sette le ha conquistate la Mercedes W17.
Osservando questi numeri in maniera fredda, senza approfondire ciò che c'è dietro le statistiche, si potrebbe pensare che la Mercedes sia una vettura quasi dominante, capace di lasciare soltanto le briciole alla concorrenza. La realtà, però, racconta qualcosa di diverso. Dietro ai numeri ci sono le dinamiche, le tendenze e l'evoluzione della stagione.

La Ferrari, infatti, ha intrapreso da qualche gara un percorso di crescita. È vero, non sono mancate battute d'arresto, come quella del Gran Premio d'Austria, ma la SF-26 sta progressivamente diventando una vera e propria spina nel fianco delle Frecce d'Argento, quasi invertendo i ruoli. Oggi è il Cavallino Rampante a pungere, mentre la Mercedes non riesce più a gestire i weekend con la tranquillità mostrata nella prima parte del campionato.
In tre gare la Ferrari ha conquistato due successi, a Barcellona e Silverstone, due circuiti estremamente tecnici, con caratteristiche non perfettamente sovrapponibili ma comunque simili. Caratteristiche che ritroveremo anche in appuntamenti come Spa-Francorchamps, in programma tra due settimane.
Ferrari cresce e costringe Mercedes a spingere oltre il limite
Quello che la Ferrari sta mostrando in questa fase della stagione non è soltanto l'efficacia degli sviluppi introdotti sulla SF26. C'è un altro elemento che sta emergendo con forza: la monoposto di Maranello è riuscita a mettere pressione alla sucderia anglotedesca. Ed è proprio questa la vera discriminante.
La Mercedes non riesce più ad avere la stessa affidabilità di inizio stagione. In questo campionato la Ferrari si è fermata per problemi tecnici una sola volta: è successo a Leclerc nel Gran Premio di Barcellona-Catalogna, proprio mentre Hamilton stava andando a conquistare la vittoria. Un ritiro che ha comunque avuto un peso nella classifica, ma che non ha provocato un'emorragia di punti, perché il monegasco si trovava fuori dalla zona podio.

Diversa, invece, la situazione vissuta ieri da Kimi Antonelli. Il pilota italiano ha perso un podio e, probabilmente, anche una possibile vittoria, considerando il ritmo mostrato negli ultimi giri e la netta differenza nella freschezza degli pneumatici rispetto ai rivali. Antonelli era protagonista di una rimonta furiosa e questo lo aveva inevitabilmente costretto a stressare la monoposto.
Una dinamica molto simile si era già verificata a Barcellona, quando il bolognese stava recuperando terreno sul compagno di squadra mentre Lewis Hamilton era al comando della gara. Anche in quell'occasione la Ferrari aveva imposto un ritmo tale da mettere la Mercedes sotto stress tecnico.
I cedimenti della W17 possono cambiare il campionato
Solo in queste due circostanze Antonelli ha lasciato per strada 43 punti complessivi: 25 per una possibile vittoria e 18 per un podio sfumato. Un bottino pesantissimo.
Ancora prima era arrivato anche il ritiro di George Russell nel duello interno con Antonelli durante il Gran Premio del Canada. Tre ritiri estremamente costosi, che hanno inciso in maniera pesante sulla classifica del Mondiale.
In nove gare, tre cedimenti così importanti possono certamente essere ricondotti a una fragilità della vettura progettata da James Allison e spinta dalla power unit realizzata a Brixworth. Ma c'è anche un'altra spiegazione.
Negli ultimi appuntamenti la Ferrari ha alzato sensibilmente l'asticella. La Mercedes non può più permettersi di amministrare il vantaggio, di correre nella propria comfort zone o di gestire il passo. È costretta a spingere costantemente al massimo delle proprie possibilità e, talvolta, anche oltre il limite. È proprio in queste condizioni che stanno emergendo problemi di affidabilità sempre più manifesti.

Ferrari, dunque, sta costruendo la propria possibilità di rientrare nella lotta per il Mondiale non soltanto attraverso le prestazioni della SF-26 e l'efficacia degli aggiornamenti. La sta costruendo anche grazie a due piloti che sembravano essersi smarriti: Hamilton dopo il difficile 2025 e Leclerc in questo avvio di 2026. Entrambi hanno ritrovato competitività proprio mentre la vettura ha compiuto un deciso passo avanti.
Soprattutto, però, Ferrari sta riuscendo a mettere la Mercedes in una condizione completamente nuova. Gli uomini di Brackley non possono più gestire, devono continuamente stressare materiali e componenti, arrivando a problemi tecnici come quelli emersi ieri e nelle gare precedenti.
Se questa tendenza dovesse proseguire, e se i prossimi sviluppi della SF-26 dovessero confermare i progressi già visti, Ferrari potrà realmente pensare di infastidire pesantemente la Mercedes nella corsa ai titoli mondiali.
Poi arriverà anche il momento di affrontare un altro tema: capire quale dei due piloti Ferrari diventerà l'eventuale riferimento nella lotta iridata. Ma questo è un discorso che appartiene alle prossime settimane.
Oggi la fotografia del campionato racconta una Ferrari in evidente crescita, una squadra in salute e una Mercedes ancora velocissima, ma sempre più vulnerabile sul fronte dell'affidabilità.
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