F1 - Aston Martin AMR26 e Honda: l’unione fa la forza
Il Presidente di HRC, Koji Watanabe, ha indicato la via per la risalita della scuderia inglese e della sua problematica power unit.

Honda Racing Corporation ha analizzato attentamente i test pre-stagionali del Campionato Mondiale di F1 effettuati con Aston Martin ha identificato con chiarezza le aree prioritarie su cui intervenire.
Durante lo shakedown a Barcellona e soprattutto nei test di Bahrain, la power unit Honda e il telaio AMR26 non hanno raggiunto i livelli di chilometraggio e di prestazioni attesi. I problemi di affidabilità hanno limitato notevolmente il tempo in pista, impedendo un rodaggio adeguato in condizioni di gara reale.
La squadra ha completato pochissime tornate, con sessioni compromesse da guasti ricorrenti legati principalmente alla batteria e all’integrazione complessiva del sistema ibrido. Le vibrazioni anomale hanno causato danni al sistema batteria, costringendo a fermate frequenti e a un programma di prove fortemente ridotto.

Dichiarazioni del Presidente Koji Watanabe
Il Presidente di HRC Koji Watanabe al quotidiano sportivo spagnolo AS, ha rilasciato delle dichiarazioni sul momento che stanno vivendo le due aziende. Ha dichiarato: “Guardando allo shakedown di Barcellona e ai test in Bahrain, non siamo al livello che volevamo raggiungere prima di andare in Australia".
"Non abbiamo raggiunto il chilometraggio previsto e non siamo riusciti a sfruttare appieno il potenziale del propulsore AMR26 e del telaio nel suo complesso. Ora sappiamo dove dobbiamo migliorare in termini di affidabilità e prestazioni del propulsore. La nostra priorità è colmare il più possibile il divario in questi due ambiti. Gara dopo gara, dobbiamo perfezionare e ottimizzare”.
Per poi aggiungere: “Al momento, il nostro obiettivo è migliorare l'affidabilità del propulsore. Successivamente, stiamo lavorando a stretto contatto con il team sulla guidabilità, dove c'è molto che possiamo fare per quanto riguarda l'integrazione del propulsore nella AMR26”.
Watanabe ha sottolineato: “Stiamo dando priorità ai problemi e cercando di risolverli passo dopo passo. Sarà un processo continuo che richiederà del tempo. Affronteremo ogni gara all'inizio della stagione per imparare a conoscere la power unit, la sua integrazione nel telaio e come ottimizzare la gestione dell'energia”. Riguardo alla collaborazione col gruppo di Silverstone ha affermato: “Sono convinto che col tempo anche questa collaborazione avrà successo”.

Parlando di Fernando Alonso, visto anche il pessimo passato con la McLaren motorizzata Honda, ha detto: “È un pilota assoluto con una sete insaziabile di vittoria. È feroce e siamo felici e orgogliosi di correre al suo fianco. Sappiamo che l'inizio della stagione non è stato quello che volevamo per nessuno dei due. Ma non vediamo l'ora di scrivere un nuovo capitolo di grande successo con Fernando”.
Sulle prospettive future ha concluso: “Ci concentreremo su un solo team finché non avremo una power unit competitiva. Nel medio termine, se riterremo che fornire più team sia più efficace per la raccolta dati e abbia un impatto sulla competitività, allora valuteremo la possibilità”.

Focus sugli interventi principali
L’attenzione primaria resta sul miglioramento dell’affidabilità del motore, considerata la base indispensabile per progredire. Successivamente il lavoro si concentrerà sulla collaborazione con Aston Martin per ottimizzare la guidabilità e l’integrazione complessiva del motore nel telaio.
Gli ingegneri di Sakura stanno conducendo test costanti sul banco prova per analizzare e correggere le criticità emerse, in particolare le vibrazioni che hanno danneggiato la batteria, mentre sul circuito il dialogo quotidiano con il team serve a definire interventi a breve e medio termine.
Al momento Honda si concentra esclusivamente su Aston Martin fino a quando la power unit non raggiungerà un livello di competitività soddisfacente. In futuro valuterà l’eventuale fornitura a più team, ma solo se questo permetterà di raccogliere ulteriori dati utili a migliorare le prestazioni complessive. L’impegno resta massimo per trasformare le difficoltà iniziali in una base solida per il futuro, con aggiornamenti e ottimizzazioni continui già in corso dopo i test problematici.
Crediti foto: Getty Images, Race Pictures