F1 Aston Martin Adrian Newey
Le due Aston Martin di Stroll ed Alonso, in Austria

La Formula 1 insegna che il confine tra un progetto destinato a rimanere nell'anonimato e uno capace di rilanciarsi può essere estremamente sottile. Basta un aggiornamento finalmente efficace (e in questo caso l'update dovrà essere enorme) per cambiare completamente la traiettoria di una stagione. È questo il concetto che Jenson Button ha voluto trasmettere ad Aston Martin alla vigilia del Gran Premio d'Ungheria, appuntamento destinato a rappresentare uno spartiacque per la squadra britannica.

L'ex iridato conosce bene quanto possa essere lunga l'attesa prima di raccogliere i frutti del lavoro. Prima di conquistare il suo primo successo in Formula 1 dovette convivere per anni con piazzamenti importanti e occasioni sfumate. Per questo motivo ritiene che il momento vissuto oggi dalla scuderia di Silverstone non debba essere interpretato come un punto di arrivo, bensì come una fase di transizione che potrebbe precedere un'inversione di tendenza.

Aston Martin AMR26
Aston Martin AMR26 nella pit lane di Spa-Francorchamps

L'Ungheria come simbolo di una possibile rinascita

Non è casuale che Button abbia scelto proprio l'Hungaroring per lanciare il suo messaggio. Sul tracciato magiaro, vent'anni fa, arrivò la prima vittoria della sua carriera, al termine di una gara imprevedibile nella quale strategia, meteo e capacità di cogliere ogni occasione finirono per ribaltare ogni pronostico.

Il britannico partiva da una situazione tutt'altro che favorevole. Dopo aver ottenuto il quarto tempo in qualifica, una penalità per la sostituzione del motore lo costrinse a scattare dalla settima fila. Nessuno immaginava che potesse lottare per il successo, ma una corsa ricca di colpi di scena cambiò completamente lo scenario.

Ripensando a quel pomeriggio, Button ha spiegato come quella vittoria sia arrivata proprio quando sembrava ormai difficile credere che il momento tanto atteso sarebbe realmente arrivato.

"Nel 2006 ero già salito numerose volte sul podio, abbastanza vicino alla vittoria senza però riuscire a conquistarla. A un certo punto inizi a domandarti se quel giorno arriverà davvero. È una sensazione che ogni pilota e ogni squadra che rincorre una svolta conosce molto bene. Poi, improvvisamente, tutti i tasselli si incastrano. Per me accadde in circostanze straordinarie proprio al Gran Premio d'Ungheria del 2006".

Jenson Button
Jenson Button

La AMR26B rappresenta il primo vero banco di prova

Il parallelismo con Aston Martin nasce soprattutto dal momento tecnico attraversato dalla squadra. L'Hungaroring segnerà infatti l'esordio della AMR26B, evoluzione profondamente rivista della monoposto utilizzata nella prima parte del campionato. A Silverstone questo appuntamento è stato preparato per settimane nella convinzione che possa rappresentare il primo concreto tentativo di invertire una stagione finora estremamente deludente.

La versione iniziale della AMR26 ha mostrato limiti praticamente in ogni area della vettura. Il telaio non ha mai raggiunto il livello prestazionale previsto, l'aerodinamica si è dimostrata poco efficace e nemmeno l'integrazione con la power unit Honda ha consentito di colmare il divario dai diretti concorrenti. Il weekend di Spa ha certificato ulteriormente tutte queste difficoltà, con Aston Martin stabilmente relegata nelle ultime posizioni della griglia e Fernando Alonso addirittura tra i pochissimi piloti doppiati dal vincitore.

La monoposto che debutterà in Ungheria rappresenta quindi un primo passaggio del piano di sviluppo. Il pacchetto definitivo dovrebbe essere completato soltanto dopo la pausa estiva, quando arriveranno ulteriori aggiornamenti insieme alla nuova specifica della power unit Honda prevista per Zandvoort.

F1 Aston Martin Honda
Alonso appiedato dalla sua Aston Martin, a Barcellona

La fiducia nasce dal lavoro quotidiano, non dai miracoli

Per Button, però, il percorso di crescita di una squadra non si misura esclusivamente con il cronometro di un singolo weekend. L'ex pilota britannico sottolinea come ogni progresso, anche minimo, contribuisca a costruire fiducia all'interno del gruppo, creando le condizioni perché il progetto possa finalmente decollare.

"Dobbiamo continuare a credere nel lavoro che stiamo facendo. È ciò che vedo oggi in Aston Martin. In questo momento il traguardo può sembrare lontano, ma ho già vissuto una situazione simile. A volte il salto di qualità arriva proprio quando meno te lo aspetti".

Button insiste anche su un aspetto spesso sottovalutato nello sviluppo di una monoposto.

“Ogni aggiornamento e ogni piccolo passo avanti rafforzano la convinzione dell'intera squadra. In Formula 1 i progressi raramente sono improvvisi: si costruiscono nel tempo, mese dopo mese, finché dall'esterno sembrano trasformarsi in un successo arrivato all'improvviso”.

Infine, tornando ancora una volta al 2006, ricorda come quella vittoria all'Hungaroring cambiò completamente il corso della sua stagione.

“Ho visto personalmente quanto rapidamente possa cambiare l'inerzia di un campionato. L'Ungheria fu il punto di svolta. Fino a quel momento era stata una stagione complicata, ma da quella vittoria in poi non uscii più dalla top five fino alla fine dell'anno”.

È esattamente questo il messaggio che Aston Martin spera di trasformare in realtà. I riscontri della prima metà del mondiale raccontano una squadra lontanissima dagli obiettivi prefissati, ma il debutto della AMR26B rappresenta la prima vera occasione per verificare se il lavoro svolto negli ultimi mesi sia finalmente in grado di modificare una stagione fin qui profondamente deludente.


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