Partenza della Sprint in Belgio dello scorso anno
Partenza della Sprint in Belgio dello scorso anno

I capisaldi che compongono la Formula 1 che tutti amiamo stanno man mano sparendo. Il nuovo regolamento per il 2026 ha già messo in ginocchio l’amore degli appassionati e degli stessi piloti per questo sport. 

Con l’annuncio avvenuto nella giornata di ieri del rinnovo del Circuit de Barcelona-Catalunya in calendario solamente a rotazione, proprio come Spa-Francorshamp, l’entusiasmo per le stagioni future cala sempre di più. Tanti cambiamenti della Federazione, insieme a Liberty Media, in una direzione che premia sempre meno la cruda passione per il motorsport.

Ferrari SF-26
Charles Leclerc durante i test di Barcellona

Le piste in rotazione ed escluse dalla stagione 2027

L’anno in corso sarà l’ultimo in cui si vedranno alcune piste storiche. Anche se Monaco ha rinnovato il contratto fino al 2035 per rimanere permanentemente ogni anno, molti altri circuiti si alterneranno o non saranno più presenti dal 2027. Luoghi sensazionali come il Montmeló o Spa ruoteranno tra di loro dal prossimo anno:  2027, 2029 e 2031 per la pista belga, 2028, 2030 e 2032 per il circuito spagnolo. Due pezzi di storia che si faranno da parte ciclicamente per dare spazio a circuiti cittadini insipidi come il nuovissimo Madring. 

Inoltre, il 2026 sarà anche l’ultimo anno della Formula 1 a Zandvoort, il circuito olandese tanto amato dai piloti e dagli appassionati nonostante non garantisca molti punti di sorpasso. In aggiunta, lo scorso anno è stato particolarmente triste proprio per gli italiani con l’addio di Imola dal calendario per la stagione che scatterà questo 6 marzo a Melbourne. Queste sono piste che raccontano storie e che sono degne al 100% di essere presenti nel calendario di F1, considerando, inoltre, la stessa felicità dei piloti nel correrci. Lo stesso Max Verstappen ha dichiarato lo scorso anno che l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari fosse tra i suoi preferiti nel calendario 2025. Insomma, tanti addii, tante rinunce prettamente legate a questioni economiche che sopravanzano la storicità.

I tentativi da parte della Federazione di mantenere tracciati emozionanti sono visibili in annunci come quello del dicembre scorso con il ritorno di Portimao nel biennio 2027 – 2028. Una pista definita come una “montagna russa” da parte di chiunque ci metta piede, piena di cambi di elevazione e con curve spettacolari che la Formula 1 ha visto per l’ultima volta nel 2021

Tuttavia, rimane un circuito privo di storia per l’apice del motorsport e molto più frequentato dal mondo delle due ruote. Sicuramente è una buona aggiunta nel calendario 2027, ma rimane un granello di sabbia nella spiaggia dei circuiti ora in rotazione insieme alla perdita di vecchie glorie come Imola e Zandvoort.

Lewis Hamilton sui sali e scendi del circuito di Portimao nel 2020

Il nuovo regolamento potrebbe tamponare le perdite, ma ricucirle sarà complicato

Le nuove vetture 2026 sono tra le più imprevedibili degli ultimi anni. Dopo lo shakedown nella stessa Barcellona e i primi tre giorni di test ufficiali in Bahrain, le forze in campo sono ancora difficilmente distinguibili. 

Le certezze sono poche, tuttavia alcuni punti oggettivi sono già stati delineati, tra cui la diversità nel sorpasso. La quota elettrica prende un’enorme importanza da questa stagione, permettendo di scaricare la potenza a terra in modo più immediato e raggiungendo velocità più elevate in rettilineo a discapito di una percorrenza di curva molto più lenta. 

Tutto ciò si distacca completamente dalla Formula 1 a effetto suolo degli ultimi anni tanto criticata per la difficoltà nell’effettuare sorpassi sfociando in gare apparentemente molto noiose. Questo cambiamento porterà sicuramente a vedere sorpassi in luoghi più insoliti e in parti del tracciato dove nessuno se lo sarebbe aspettato fino a qualche anno fa. Più azione in pista permetterebbe di aggiungere valore ai tracciati, soprattutto cittadini, meno amati del calendario con il quale bisogna convivere.

L’inizio del campionato sarà un punto fondamentale per capire se la strada intrapresa dalla F1 sia giusta o totalmente sbagliata. Una cosa è certa: senza i tracciati storici precedentemente citati nei calendari futuri, la passione per questo sport rischia di calare sempre di più. 


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