FIA: Mohammed Ben Sulayem punta al mandato a vita
Le prossime mosse dell’inquilino di Place de la Concorde prevedrebbero una sua presidenza stabile senza limiti.

Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA, ha avanzato una proposta per eliminare i limiti di mandato per la carica di presidente dell'organo di governo del motorsport. Questa modifica consentirebbe al 64enne emiratino, alla guida dal dicembre 2021, di rimanere in carica oltre i 12 anni attualmente previsti dalle regole, secondo la BBC.
Ben Sulayem è stato rieletto senza oppositori lo scorso dicembre a causa di una particolarità delle norme elettorali che ha impedito ad altri candidati di presentarsi. Attualmente ogni mandato presidenziale dura 4 anni e una persona può candidarsi per la rielezione due volte, per un massimo di tre mandati complessivi. La proposta di modifica dello statuto verrà discussa e votata nella prossima Assemblea Generale della FIA del mese prossimo, dove si prevede un'approvazione da parte dei membri.
Un portavoce della FIA ha spiegato: “Una proposta è stata avanzata per stabilire un approccio coerente alla durata degli incarichi in tutti gli organi FIA, simile a quanto esiste già per i consigli mondiali e per il senato. La proposta è soggetta all'approvazione dei Consigli Mondiali e dell'Assemblea Generale. Gli organi FIA mantengono piena autorità per eleggere democraticamente i loro titolari”.

Esempi a favore di Ben Sulayem
Altri ruoli all'interno della FIA, come la presidenza del comitato antidoping e la guida del comitato sul tetto di spesa in Formula 1, mantengono attualmente limiti di mandato. Il tetto di tre mandati era stato introdotto dal predecessore di Ben Sulayem, Jean Todt. Il francese ex Ferrari aveva sostituito Max Mosley, che aveva guidato la FIA dal 1993 fino a decidere di non ricandidarsi più dopo una disputa con le squadre di Formula 1 nel 2009.
Interpellato sul motivo per cui si sia scelto di abolire i limiti per tutti gli incarichi invece di introdurli dove non esistono, un portavoce della FIA non ha fornito una risposta specifica. Ha tuttavia citato l'esempio della NFL negli Stati Uniti, dove Roger Goodell ricopre la carica di commissioner dal 2006 e ha “trasformato lo sport in un marchio globale con un eccellente record di governance”.
Per contrasto, lo scorso anno il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach ha rifiutato l'opportunità di prolungare il proprio mandato oltre i 12 anni, affermando che “la nostra organizzazione è meglio servita da un cambio di leadership; nuovi tempi richiedono nuovi leader”.

Le critiche di Tim Mayer
Tim Mayer, che era stato bloccato dal candidarsi contro Ben Sulayem alle ultime elezioni a causa delle regole FIA modificate in corsa, ha dichiarato: “I limiti di mandato non sono un dettaglio burocratico. Sono una salvaguardia fondamentale della buona governance, riconosciuta come essenziale per prevenire la concentrazione di potere, assicurare il rinnovo della leadership e mantenere la responsabilità verso coloro che l'organizzazione deve servire”. Mayer ha aggiunto che il CIO ha trattato questo principio come un elemento centrale di governance.

Il periodo di controversie
Insieme alla rimozione dei limiti di mandato, sono state avanzate altre due modifiche che rendono più stringenti i requisiti per i candidati alla presidenza. Verrà introdotto l'obbligo per i candidati di “dimostrare una sufficiente esperienza all'interno di un membro FIA o di un organo FIA”. Inoltre, il termine per presentare la lista del team di vicepresidenti è stato più che raddoppiato, passando da 49 a 100 giorni prima della data delle elezioni. Entrambe le misure renderebbero più difficile per chiunque sfidare Ben Sulayem in future elezioni.
Questa proposta arriva dopo un periodo segnato da polemiche sulla governance della FIA e sulla figura di Mohammed Ben Sulayem. Mayer e altri due potenziali candidati erano stati esclusi dalle ultime elezioni a causa di una regola che richiedeva di indicare vicepresidenti per lo sport provenienti da ciascuna delle sei regioni globali della FIA.
Nella lista pubblicata figurava un'unica candidata sudamericana, Fabiana Ecclestone, già parte del team di Ben Sulayem, il che aveva impedito ad altri di competere. Questa norma esisteva già prima dell'elezione di Ben Sulayem. Una delle candidate escluse, Laura Villars, ha intentato causa contro la FIA nei tribunali francesi contestando l'intero processo elettorale.
Crediti foto: FIA, Getty Images, James Moy