Loic Serra - Ferrari
Il direttore tecnico della Ferrari, Loic Serra

Consentitemi due libertà in questo articolo. La prima: scrivere in prima persona. Non è cosa d'uso comune e non rappresenta né un atto di vanagloria né la volontà di mettersi al centro del ragionamento diventandone il protagonista. È soltanto la necessità di rivendicare qualcosa che il sottoscritto aveva anticipato, in qualche modo, oltre due anni fa.

E con questo si arriva al secondo punto. Formulacritica ha varie espressioni editoriali e tra queste possiede anche un canale YouTube. Proprio in uno dei primi video realizzati per quell'agorà virtuale, il primo che vedeva comparire chi sta scrivendo davanti alla telecamera, pubblicato il 22 maggio 2024, venivano tessute le lodi di Loïc Serra (qui il link). Un uomo che veniva definito come la possibile svolta per la Ferrari, il tecnico in grado di portare a Maranello ciò che mancava da tempo.

Ferrari - La mano di Loic Serra

Da allora è passato molto tempo. Serra, prima di arrivare, ha dovuto completare il proprio periodo di gardening. Successivamente c'è stato l'adattamento a stagione in corso e un 2025 nel quale non ha potuto incidere più di tanto proprio a causa delle limitazioni derivanti dal precedente incarico. Tuttavia era chiaro che, prima o poi, la presenza di un ingegnere del suo calibro avrebbe prodotto frutti maturi. Ebbene, quei frutti si stanno vedendo nel 2026 con la Ferrari SF-26.

Loic Serra, Direttore Tecnico della Scuderia Ferrari

Loïc Serra è un ingegnere esperto di sospensioni e pneumatici. Basta ripercorrerne la carriera per avvedersene. Si tratta di un tecnico formatosi in Michelin, cresciuto professionalmente nella comprensione del comportamento degli pneumatici e successivamente approdato in Mercedes, dove ha lavorato sui sistemi sospensivi e soprattutto sull'interazione tra sospensioni e gomme. Un'autorità in questa materia che oggi sta producendo effetti tangibili sulla Ferrari SF26.

Barcellona come manifesto tecnico della SF-26

La vittoria di ieri di Lewis Hamilton nel Gran Premio di Barcellona-Catalogna non deve essere considerata un punto d'arrivo. È piuttosto un punto di partenza. Se vogliamo, rappresenta anche la sintesi perfetta della carriera di Loïc Serra, che ricordiamo essere il responsabile del progetto tecnico Ferrari.

Naturalmente alle sue dipendenze operano il responsabile dell'aerodinamica, gli specialisti della power unit e tutte le altre figure chiave del progetto. Ma è lui a coordinare il lavoro dei vari reparti e a garantire la necessaria integrazione tra le diverse aree tecniche.

Nel trionfo di Barcellona si è vista soprattutto una cosa: la straordinaria gestione degli pneumatici da parte della SF-26 in un contesto estremamente critico. Il gran caldo e una temperatura dell'asfalto costantemente superiore ai 50 gradi centigradi hanno esaltato le qualità di una vettura che, nel frattempo, è stata evoluta già due volte.

Un primo pacchetto introdotto a Miami aveva funzionato, senza però entusiasmare. Il secondo, portato proprio al Montmelò, ha invece letteralmente messo le ali alla monoposto di Maranello.

Su una pista nella quale la potenza della power unit continua ad avere un peso rilevante, e dove sappiamo che Ferrari deve ancora recuperare qualcosa rispetto ai migliori riferimenti, la SF-26 si è improvvisamente trasformata nel punto di riferimento della Formula 1. Ha allontanato la McLaren, annichilito la Red Bull e superato anche la Mercedes W17, che da molte parti veniva indicata come la grande favorita del weekend. Cosa logica dopo sei vittorie in altrettante gare.

F1 GP Barcellona Lewis Hamilton
Lewis Hamilton con la SF-26 a Barcellona

Performare a questi livelli sul circuito di Barcellona significa avere una base tecnica molto solida. Lo ha detto anche Hamilton, parlando dei debriefing che verranno effettuati a Maranello e della necessità di continuare a spingere sullo sviluppo del telaio e dell'aerodinamica, senza dimenticare quello che resta il vero tallone d'Achille del progetto: la power unit.

Un aspetto che potrebbe comunque migliorare grazie ai meccanismi di riequilibrio regolamentare ADUO, che concederebbero alla Ferrari un margine di recupero già noto internamente ma ancora in attesa di formalizzazione pubblica da parte della Federazione Internazionale.

Serra ha lavorato con calma. Ha costruito il proprio gruppo, si è inserito gradualmente nella struttura e ha preso in mano le redini di un progetto che ha spezzato con la SF-25 che non portava ancora la sua firma. Oggi, invece, può incidere direttamente sul contesto tecnico della Ferrari.

L'operazione Serra va letta proprio in quest'ottica: una lunga attesa, una lunga fase di transizione prima di arrivare alla nuova Formula 1. Ed è qui che il tecnico francese sta mostrando tutte le proprie qualità.

Ovviamente non bisogna fermarsi. Non bisogna pensare che Maranello sia arrivata. Al contrario, questo è il momento in cui bisogna accelerare ulteriormente e continuare a spingere.

Il sogno iridato resta ancora tale. Dopo sei vittorie della Mercedes, però, Ferrari ha lanciato un segnale fortissimo, imponendosi con margine e autorevolezza sulla pista probabilmente più probante dal punto di vista tecnico dell'intero calendario. E questo ha un valore enorme, simbolico ma soprattutto tecnico.

Loic Serra e Lewis Hamilton, una coppia pronta a riformarsi in Ferrari dopo i successi in Mercedes

Il fattore Hamilton e la scelta di Vasseur

C'è poi un altro elemento che merita di essere evidenziato: il rapporto con Lewis Hamilton. Serra ha lavorato per anni con il sette volte campione del mondo in Mercedes. I due si conoscono profondamente e si fidano l'uno dell'altro. Serra conosce perfettamente lo stile di guida del britannico e questa intesa sembra aver favorito il ritorno di Lewis in una sorta di comfort zone tecnica.

Anche per questo la sua prestazione di ieri è stata semplicemente straordinaria, qualcosa che non vedevamo da molto tempo. Hamilton è apparso nuovamente al centro del progetto, capace di caricarsi il gruppo sulle spalle e di farlo sapendo di poter contare sulla guida di un tecnico di cui si fida completamente.

In Formula 1 non si vince soltanto con il pilota che abbassa la visiera e realizza prestazioni come quelle viste a Barcellona. Si vince anche grazie ai fuoriclasse della tecnica.

Per troppo tempo si è parlato di Adrian Newey. Ferrari ha scelto un'altra strada. Forse Newey non ha mai voluto realmente approdare a Maranello come qualcuno raccontava per alimentare narrazioni spesso strumentali. Ferrari, invece, è andata con decisione su Loïc Serra. E questo rappresenta un merito di Fred Vasseur, che ha contribuito a costruire questa struttura tecnica.

La Ferrari non ha vinto il Mondiale. Lo ha ricordato ieri lo stesso Vasseur. Tuttavia ha posato una prima, pesantissima pietra nel percorso che dovrà riportarla stabilmente ai vertici della Formula 1.

E in questo percorso il leader non si chiama Lewis Hamilton. Non si chiama Fred Vasseur. Non si chiama nemmeno Charles Leclerc, che certamente tornerà a recitare un ruolo centrale. Si chiama Loïc Serra. E noi lo avevamo detto già nel maggio del 2024.


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