La FIA è un bradipo: condizione giustificabile in una F1 che corre veloce?
Il Gran Premio del Canada, è cosa nota, si è concluso con l'inattesa vittoria di George Russell. La certezza del risultato è arrivata solo nelle prime ore del mattino seguente (complice anche il fuso orario), al termine di una lunga e contestata verifica da parte della FIA tramite la direzione gara. A sollevare il polverone è stata una protesta ufficiale presentata dalla Red Bull che ha accusato il pilota della Mercedes di comportamenti scorretti durante la fase di safety car.
Secondo quanto sostenuto dalla scuderia anglo-austriaca, George avrebbe adottato una condotta "antisportiva" con una frenata improvvisa mentre seguiva la safety car, potenzialmente in violazione del regolamento. I commissari, tuttavia, dopo un’esame del materiale fornito dal team di Brackley, hanno respinto l'istanza, ritenendola infondata. La decisione è stata comunicata solo diverse ore dopo la bandiera a scacchi, generando confusione e le solite polemiche.


FIA: la lentezza è un problema insuperabile?
La flemma con cui è stata certificata la classifica ha lasciato un senso di insoddisfazione diffusa. Non solo tra i protagonisti in pista, ma anche tra i tifosi e gli addetti ai lavori, che si sono trovati a commentare una gara dal risultato ancora sub iudice a diverse ore dalla sua conclusione. Una situazione che, in uno sport sempre più globale e seguito in tempo reale, è sempre meno accettabile. C'è ora chi invoca correttivi. Tra le ipotesi al vaglio c’è l’idea di aumentare i costi per presentare proteste, in modo da scoraggiare azioni strumentali. Ma anche sanzioni più severe per le richieste prive di fondamento. Altri suggeriscono di riorganizzare le competenze dei commissari, delegando decisioni minori a un livello operativo inferiore, così da snellire la gestione dei casi più gravi e delicati. La Federazione Internazionale dell'Automobile, consapevole delle criticità emerse, sta già valutando l’ampliamento della propria struttura di steward formati e certificati. Ma la domanda di fondo resta: l’attuale sistema di gestione delle controversie è adeguato alle esigenze della Formula 1 moderna? E soprattutto, può garantire trasparenza, velocità ed equità senza intaccare la credibilità del campionato. Il GP del Canada ha lasciato sul tavolo interrogativi di lunghissimo corso che non sono mai stati seriamente affrontati. Sarebbe anche giunto il tempo di invertire la rotta.Crediti foto: Mercedes-AMG Petronas F1 Team, Oracle Red Bull Racing, FIA Seguici sul nostro canale YouTube: clicca qui