F1, McLaren-Red Bull: il GP di Monaco non è ancora finito
Il team inglese ha presentato ricorso alla Corte Internazionale d’Appello della FIA dopo la restituzione del podio a Pierre Gasly. E anche Milton Keynes potrebbe muoversi

Durante la gara del GP di Monaco, Pierre Gasly dell’Alpine ha ricevuto due penalità per aver superato il limite di velocità in pit lane. Queste sanzioni lo hanno inizialmente retrocesso in classifica, ma in seguito sono state annullate.
Il venerdì successivo alla gara di Monaco, i commissari hanno revocato le due penalità inflitte a Gasly a causa di un errore di misurazione riconosciuto dalla Formula One Management sul limite di velocità in pit lane. Questo cambiamento ha permesso a Gasly di risalire dal 7° al 3° posto nella classifica rivista, privando Isack Hadjar del primo podio in F1 con la Red Bull e retrocedendo di una posizione del pilota della McLaren Oscar Piastri insieme ai piloti della Racing Bulls.

La reazione immediata della McLaren
Oscar Piastri ha espresso sorpresa per la decisione, definendola sconcertante durante le attività del sabato a Barcellona. McLaren ha presentato tempestivamente una notifica di appello entro un’ora dalla comunicazione della revisione, come previsto dal regolamento, ottenendo così un periodo di 96 ore per decidere se procedere formalmente.
McLaren ha ora depositato l'appello presso la Corte Internazionale d'Appello della FIA contro il risultato modificato del Gran Premio di Monaco. La posizione del team si concentra sul fatto che tutte le squadre erano consapevoli di possibili discrepanze nel rilevamento della velocità in pit lane e alcune avevano adattato le proprie procedure di gara aumentando il margine di sicurezza per compensare errori di misurazione.

Le dichiarazioni di McLaren
Il team ha rilasciato una dichiarazione ufficiale: “Pur rispettando pienamente i processi giudiziari della FIA e il ruolo dei commissari, riteniamo che questo caso sollevi importanti questioni riguardanti l’equità sportiva, la coerenza regolamentare e l’integrità della competizione”.
Ha proseguito sottolineando che “durante tutto il weekend del GP di Monaco – e in ogni evento – tutte le squadre hanno operato secondo i regolamenti e le pratiche standard consolidate per quanto riguarda il limite di velocità in pit lane come applicati in quel momento. I concorrenti hanno adattato di conseguenza le loro procedure e, dove necessario, hanno accettato e scontato le penalità imposte ai sensi di quei regolamenti”.
McLaren ha aggiunto: “A nostro avviso, la successiva rimozione delle penalità crea una situazione in cui alcuni concorrenti risultano svantaggiati per aver agito in conformità con le regole e le decisioni dei commissari. Un tale esito rischia di creare disuguaglianza sportiva e di minare la fiducia nell’applicazione coerente dei Regolamenti Sportivi della FIA”.
Infine ha precisato: “La nostra decisione di appellarsi non è diretta contro alcun concorrente. Riflette piuttosto la nostra convinzione che il campionato tragga beneficio da regolamenti applicati in modo coerente, trasparente ed equo a tutti i partecipanti. McLaren rimane impegnata a collaborare costruttivamente con la FIA, F1 e gli altri team per proteggere l’integrità dello sport e mantenere la fiducia nel suo quadro regolamentare”.

Posizioni degli altri team coinvolti
La Red Bull ha seguito lo stesso percorso con un proprio appello e non ha restituito il trofeo del 3° posto a Gasly e all’Alpine, pur confermando di essere in procinto di organizzare la consegna. Mercedes, dal canto suo, ha coinvolto i propri avvocati nella questione. George Russell, penalizzato pesantemente e uscito dai punti, ha dichiarato di aver chiesto un diritto di revisione per poter partecipare alle discussioni: “Abbiamo chiesto un diritto di revisione perché si vuole semplicemente sedere al tavolo quando vengono prese le decisioni. Ma penso comunque che sia un’impresa difficile”.
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