FIA oscura il BoP nel WEC
FIA oscura il BoP nel WEC

La svolta è netta: FIA e ACO hanno deciso di non rendere più pubbliche le tabelle del Balance of Performance per il resto della stagione del FIA World Endurance Championship.

Una scelta che incide profondamente sulla comprensione del campionato. Senza i dati ufficiali, chi osserva le gare – dal pubblico agli addetti ai lavori – non potrà più conoscere i parametri con cui ogni Hypercar e LMGT3 scenderà in pista: peso, potenza, limiti energetici.

Bruno Famin 

A motivare la scelta sono direttamente i vertici tecnici. Bruno Famin, appena entrato in ACO, ha spiegato: “Vogliamo evitare ogni incomprensione, anche perché è difficile spiegare alla gente i dettagli e le differenze che vengono adottati per ogni vettura e le rispettive caratteristiche”.

Entrando nel merito del processo, Famin aggiunge: “Il primo bilanciamento viene fatto in fase di omologazione, dopo di che si va in pista e lì vediamo esattamente quali sono i reali valori della vettura, il consumo di carburante e gomme, la qualità dei piloti e così via. Ma i piloti sono anche bravi a gestire le situazioni, quindi le variabili si moltiplicano”.

“Il BoP è solamente una piccolissima parte del risultato finale che ottiene una vettura, dobbiamo prendere in considerazione anche assetti, strategie e momenti particolari in gara che si possono verificare”.

Il risultato di questa scelta è un contesto in cui diventa estremamente complesso interpretare le prestazioni. Una vettura in difficoltà sarà realmente in crisi tecnica o penalizzata da un BoP sfavorevole? Al contrario, una prestazione sopra le attese sarà frutto di meriti progettuali o di un equilibrio regolamentare favorevole?

Dal “livellare” al “parificare”: il nodo irrisolto

Negli ultimi anni il BoP è stato al centro del dibattito tecnico e politico del WEC. In teoria, il suo obiettivo è livellare le prestazioni tra vetture diverse per filosofia progettuale. In pratica, però, si è spesso assistito a un tentativo di parificazione quasi totale.

Proprio su questo punto si è generata una delle principali criticità. La dichiarata volontà di raggiungere una convergenza prossima al 100% tra le vetture – ribadita più volte nel 2025 – ha portato a interventi talvolta estremi.

Toyota GR010 Hybrid - Crediti Luca Cappelli

Episodi recenti lo dimostrano: dalla gestione penalizzante subita da Toyota Gazoo Racing nel corso della scorsa stagione, fino a un BoP più permissivo che ha consentito a realtà come Peugeot Sport e Aston Martin Racing di riavvicinarsi sensibilmente al vertice, soprattutto sul giro secco.

In questo contesto, la trasparenza delle tabelle rappresentava uno strumento fondamentale: permetteva di leggere, analizzare e persino anticipare le gerarchie di un weekend.

La promessa mancata per il 2026

La decisione attuale sorprende anche alla luce delle indicazioni fornite appena un anno fa. FIA e ACO avevano infatti annunciato l’intenzione di rendere il sistema BoP più semplice e comprensibile per il pubblico ed addetti ai lavori nel 2026.

L’eliminazione totale della pubblicazione va invece nella direzione opposta: meno accessibilità, meno chiarezza, meno possibilità di analisi.

Ferrari 296 LMGT3 #21

Inoltre è stata anche accantonata la possibilità di usare il Success Ballast in classe Hypercar, oggetto della revisione del regolamento sportivo a fine 2025. Lo strumento già presente in classe LMGT3 sarebbe dovuto essere presente nel 2026 ma dalle dichiarazioni di stamattina di FIA ed ACO si è scelto di accantonarlo per non mettere troppa carne al fuoco. 

La motivazione arriva da Marek Nawareck direttore FIA degli sport in circuito: “Abbiamo già parecchie variabili con il BoP e abbiamo scelto di non introdurne di ulteriori. Con sole 8 gare, si rischia che la gente cominci a nascondersi e vogliamo che tutti spingano al limite sempre”.

Una chiusura che appare come un tentativo di sottrarsi alle critiche, evitando di esporre pubblicamente scelte regolamentari spesso delicate.

Meno dati, più polemiche?

L’idea di fondo - ridurre le polemiche - rischia però di rivelarsi controproducente. Le discussioni, infatti, non scompariranno. Al contrario, potrebbero intensificarsi. Senza dati ufficiali, ogni prestazione anomala diventerà terreno fertile per sospetti e interpretazioni: favoritismi, penalizzazioni occulte, gestione “politica” del campionato.

Se prima il dibattito si basava su numeri concreti, ora si sposterà su percezioni e supposizioni. E in un contesto già sensibile come quello del BoP, l’assenza di trasparenza rischia di minare ulteriormente la credibilità del sistema.

Il paradosso è evidente: nel tentativo di spegnere le polemiche, si finisce per alimentarle. E senza uno strumento oggettivo di verifica, il confronto rischia di diventare ancora più acceso e meno controllabile.

Un passo indietro per il WEC

La scelta di FIA e ACO segna un cambio di paradigma nella gestione del campionato. Ma più che una semplificazione, appare come un arretramento sul piano della trasparenza. Il BoP resta un elemento centrale e inevitabilmente controverso del WEC. Proprio per questo, la sua comprensione pubblica rappresentava un valore aggiunto, non un problema da eliminare.

Privare il paddock e il pubblico di questo strumento significa rendere il campionato meno leggibile. E in uno scenario tecnico già complesso, l’incertezza rischia di diventare la vera protagonista della stagione.

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