Ferrari, metodo e chilometri: la SF-26 costruisce la sua base tecnica
Leclerc, ieri, ha completato 142 giri: lavoro mirato su assetti e mescole per consolidare i dati della SF-26 senza inseguire il cronometro

Ieri Charles Leclerc ha chiuso il suo lavoro settimanale a Sahkir. Ferrari ha scelto una linea operativa chiara: continuità, chilometri e metodo. Cosa che proverà a replicare anche oggi con Lewis Hamilton. Sul tracciato ove si disputa il GP del Bahrain la SF-26 è stata affidata esclusivamente al monegasco, che ha completato 142 tornate per un totale di 769 chilometri. Un carico di lavoro importante, utile soprattutto a consolidare la base dati su cui costruire le prossime fasi di sviluppo.
Ferrari: programma di lavoro rispettato
La mattinata è stata impostata con un approccio conservativo ma funzionale. Ferrari ha limitato l’utilizzo alla sola mescola C3, la più morbida portata per l’occasione dalla Pirelli, concentrando l’attenzione su verifiche di assetto e correlazione tra pista e simulazioni. Non si è trattato di una semplice raccolta di tempi, bensì di un lavoro di mappatura: run di lunghezza variabile, condizioni di asfalto inizialmente critiche per temperatura e poi progressivamente più favorevoli, analisi del comportamento della vettura in configurazioni differenti. I 62 giri completati nella prima parte di giornata hanno consentito di definire un primo perimetro tecnico, con un riferimento cronometrico di 1’34”273, che resta indicativo e privo di reale valore comparativo.

Nel pomeriggio il programma si è evoluto. Accanto alla C3 sono entrate in scena anche le C2 e le C1, ampliando lo spettro di valutazione sulle coperture più dure. L’obiettivo non era la prestazione assoluta, ma la lettura incrociata dei dati: due long run hanno permesso di confrontare degrado, stabilità del bilanciamento e risposta della monoposto al variare del carico di carburante. Le ulteriori 80 tornate percorse - 433 chilometri - hanno rafforzato l’impianto analitico del team, con un miglior tempo pomeridiano di 1’35”107, coerente con una fase orientata alla simulazione e non alla ricerca del giro secco.
Il dato più rilevante non è quindi il cronometro, ma l’assenza di criticità. La SF-26 ha completato il programma previsto senza interruzioni, un elemento che nei test vale quanto - se non più - di una simulazione qualifica appariscente. La solidità operativa consente di lavorare in progressione, evitando deviazioni dalla tabella tecnica stabilita a Maranello.
Test Bahrain Ferrari, parla Charles Leclerc
Leclerc, al termine della giornata, ha confermato la natura preliminare del lavoro svolto. "Abbiamo completato il programma senza intoppi, il che è sempre un aspetto positivo. È piacevole guardare i tempi sul giro, ma nei test non significano molto: l’attenzione rimane su noi stessi e sul nostro lavoro". Una lettura lucida, coerente con l’approccio scelto dal team. "Le sensazioni in macchina sono state abbastanza buone, ma siamo ancora nelle fasi iniziali. L'obiettivo era percorrere il maggior numero possibile di giri e completare tutte le prove in programma", ha aggiunto il monegasco.

Il quadro che emerge è quello di una Ferrari concentrata sulla costruzione metodica del proprio pacchetto tecnico. I 769 chilometri accumulati sono un capitale di informazioni che sarà fondamentale nella seconda settimana di prove e, soprattutto, nel lavoro di correlazione con la galleria del vento e il simulatore che si farà a cavallo delle due sedute. In questa fase, come normale che sia, la priorità non è impressionare il paddock, ma ridurre le variabili. E sotto questo profilo, la seconda giornata in Bahrain ha fornito indicazioni coerenti con un percorso strutturato e privo di strappi.
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