Ferrari Mika Hakkinen
Charles Leclerc

Premessa: la Ferrari non c'entra nulla. Non ha resposabilità in certe narrazioni. La Formula 1 può essere considerata uno sport di squadra se si osserva la normale vita di un team, ma è anche e soprattutto uno sport individuale, una competizione nella quale il primo avversario è proprio quello che indossa gli stessi colori, la stessa tuta e guida la stessa macchina. Succede quindi abbastanza spesso che un pilota attraversi una fase particolarmente positiva a scapito proprio del compagno di box.

È un po' quello che sta accadendo in questo periodo in Ferrari. Nelle ultime tre gare Lewis Hamilton ha oggettivamente ben performato: arriva da tre podi: due secondi posti e una vittoria. In generale, il sette volte iridato giunge da una fase in cui ha sciorinato prestazioni molto convincenti in qualifica e in gara.

Lewis Hamilton e Carlo Santi, Ferrari
Lewis Hamilton e Carlo Santi festeggiano la vittoria del Gp di Barcellona

Hamilton in crescita, Leclerc in una fase complicata

Dall'altro lato del garage, nel box numero 16, si sta vivendo una situazione diametralmente opposta. I problemi di Charles Leclerc sono cominciati in Canada, una pista che gli è stata abbastanza indigesta e che invece Lewis  ha sempre interpretato alla grande. Successivamente è arrivata la gara di casa, un appuntamento che sempre stato particolarmente nelle sue corde. 

Tuttavia alcune problematiche si sono ripresentate anche lì: Charles ha commesso un errore in qualifica e ha poi chiuso la gara con un incidente le cui responsabilità non sono mai state del tutto chiarite. Problema tecnico? Questione legata alla finestra termica dei freni? Oppure una difficoltà del pilota nel portare la vettura nella corretta finestra operativa? Non si è mai capito fino in fondo e probabilmente questo mistero accompagnerà la Ferrari fino alla fine del mondiale.

Poi è arrivato il Gran Premio di Spagna, dove Hamilton ha trionfato, sfiorando prima la pole position e rendendosi protagonista di una gara da campione. Nello stesso momento Leclerc è stato autore dell'ennesimo errore in qualifica e, in gara, non si trovava in zona podio quando, negli ultimissimi giri, la sua SF-26 ha accusato un problema tecnico. In ogni caso non era stata una prestazione brillante, complice anche una strategia a due soste che, scelta insieme al team, non si è rivelata la migliore opzione.

Insomma, questa fase di appannamento di Leclerc, dopo che nel confronto interno con Hamilton nel 2025 aveva ampiamente primeggiato, sta contribuendo a modificare la narrazione attorno al duello interno alla Ferrari.

Hamilton - Leclerc, Ferrari
Lewis Hamilton e Charles Leclerc, GP Cina 2026

Le parole di Villeneuve e la necessità di mantenere equilibrio

Tra gli ex piloti e osservatori che hanno cominciato a cambiare radicalmente il proprio approccio nei confronti di Charles Leclerc c'è Jacques Villeneuve. Ai microfoni di Sky Sport UK, il canadese ha sostenuto che Lewis Hamilton sa come vincere e sa come fare la differenza, aggiungendo che la Ferrari dovrebbe concentrarsi su di lui se vuole conservare anche una minima possibilità di conquistare il titolo.

Secondo l'ex driver canadese, la decisione sarebbe semplice da prendere perché Leclerc si trova ormai piuttosto indietro. Un punto di vista che lascia perplessi e che non è l'unico emerso in queste settimane. Colpisce soprattutto perché arriva da un osservatore che negli anni precedenti era stato spesso critico nei confronti di Hamilton e che oggi, dopo appena tre gare particolarmente positive, sembra aver cambiato completamente prospettiva, elevando il britannico a riferimento assoluto del team e relegando Leclerc quasi al ruolo di spalla.

La critica del canadese prosegue anche su un altro fronte. Secondo Jacques, Leclerc non avrebbe avuto la capacità di costruirsi una squadra attorno. Avrebbe ottenuto un contratto molto importante troppo presto, senza riuscire a consolidare un'influenza politica sufficiente all'interno della Ferrari.

Hamilton, invece, pur attraversando una stagione difficile fino a poco tempo fa, avrebbe lavorato all'interno della squadra per costruire quella forza e quella compattezza che oggi stanno producendo risultati.

Sono osservazioni che possono apparire plausibili e, in parte, anche condivisibili. Tuttavia arrivare a sostenere che Charles non sia in grado di orientare il lavoro della Ferrari o di incidere sugli sviluppi del team appare prematuro.

Dopotutto stiamo commentando una fase negativa di appena tre Gran Premi, non il declino definitivo di un pilota in piena maturità agosnistica. Servirebbe maggiore pacatezza nei giudizi, sia da parte di Villeneuve sia da parte di molti altri osservatori che stanno contribuendo ad alimentare questa narrazione.

Charles Leclerc, Ferrari
Charles Leclerc nel retro box della Ferrari

Leclerc non è affatto un pilota finito, così come non lo era Hamilton quando attraversava momenti complicati. I campioni vivono spesso fasi alterne, cicli di crescita e di difficoltà. Oggi Lewis si trova chiaramente in una fase ascendente, mentre Leclerc sta attraversando un periodo più complicato della sua sinusoide operativa. Ma il motorsport insegna che gli equilibri possono cambiare rapidamente.

Forse già in Austria il monegasco potrebbe dare una risposta importante. Leclerc ha certamente bisogno di essere stimolato, ma non merita di essere trattato come una semplice spalla. Rappresenta uno degli asset più importanti della Ferrari e continua a essere una delle colonne del progetto di Maranello.

Per questo motivo sarebbe opportuno sospendere i giudizi più severi e attendere ciò che dirà la pista nelle prossime gare. Ci sarà eventualmente il tempo per prendere decisioni e fare quelle valutazioni a cui oggi allude Jacques Villeneuve. Per il momento, però, la prudenza dovrebbe prevalere sulle sentenze. 


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