Ferrari: l'ala rotante è il segno di una mentalità vincente
Mentre i test in Bahrain volgono al termine, la Ferrari ruba la scena con una soluzione aerodinamica che sfida le convenzioni. Attraverso l'analisi di James Vowles e le impressioni dei piloti, valutiamo la "lenta rinascita".

Nella giornata di ieri dei test di F1 in Bahrain, Ferrari ha mostrato qualcosa - se così possiamo definirlo - di rivoluzionario, nel senso che non si era mai visto prima e al quale nessuna squadra aveva mai realmente pensato di portare in pista.
Il team di Maranello, infatti, introduce un’innovazione sull’ala posteriore: l’apertura non è più a 90° come accadeva per il classico DRS, ma bensì di 180°. Praticamente l’ala si ribalta nell’apertura del flap posteriore (leggi qui l’analisi per approfondire il funzionamento di questa soluzione).
Ed è un qualcosa che ha attirato moltissima attenzione, da parte del pubblico e degli appassionati, da parte degli addetti ai lavori, ma soprattutto da parte degli altri team presenti in pista. Si tratta di un’innovazione dal punto di vista aerodinamico che è ancora da capire se rientri pienamente in quelli che sono i canoni del regolamento FIA per la nuova stagione.
È però una soluzione che ha fatto molto rumore, anche perché probabilmente - e si sottolinea probabilmente - potrebbe portare un incremento di velocità pari a 10 km/h. Naturalmente è tutto da verificare, ma il beneficio che si trarrebbe non è affatto marginale.
Non si esprimono a riguardo - come giusto che sia - i protagonisti Ferrari, anche perché siamo nella fase finale dei test, con gli ultimi upgrade e le ultime prove in vista delle prime gare stagionali, a cui seguiranno inevitabilmente ulteriori sviluppi.
Lo sguardo degli altri: James Vowles e l’enigma dell’ala Ferrari
Chi invece si è espresso a riguardo, è stato il team principal della Williams. Vowles ha dichiarato che si tratta di una soluzione a cui loro non avevano mai pensato e che, per capire se sia davvero geniale, bisognerà osservare cosa accadrà in pista nella giornata odierna.
“Un packaging intelligente all’interno delle paratie laterali”, ha dichiarato James Volwes ai microfoni di F1TV. “Nel complesso ci sono pro e contro”, ha aggiunto subito dopo. “Vale la pena dirlo: quando vedi qualcosa di interessante o rientra nella categoria del ci abbiamo già pensato tutti e questi sono i motivi per cui non l’abbiamo fatto, oppure in quella del non ci avevamo pensato”.
Nel senso che se altri team proveranno a replicare tale soluzione, allora ci troveremmo davanti a qualcosa di oggettivamente innovativo, capace di portare benefici concreti alla vettura. Vorrebbe dire che Ferrari, grazie a questa idea, è riuscita a recuperare velocità che, nel corso della stagione, potrebbe fare la differenza.
Se invece nessuno seguirà questa strada, significa che dai dati raccolti non emergono benefici tali da giustificare una replica. Sarà quindi interessante vedere, se in giornata Ferrari continuerà sulla linea intrapresa e se il regolamento FIA continuerà a consentirla. E da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi dato che Nicholas Tombazis ha messo il sigillo validante sulla soluzione.
“E praticamente dall’oggi al domani, entro 24 ore, mi aspetto dei risultati che ci indichino chiaramente se sia una soluzione buona o cattiva, così da poter eventualmente modificare la nostra direzione di sviluppo”. ha continuato il team principal Williams. E conclude: “L’ala posteriore della Ferrari è, diciamo così, una direzione di sviluppo interessante”.

Oltre l’innovazione: i segnali di una lenta e solida rinascita rossa
Le parole di James Vowles potrebbero sembrare banali, potrebbero risultare ovvie, ma in realtà vanno a rafforzare quello che è il pensiero comune che si sta sviluppando attorno alla Ferrari. Dallo shakedown di Barcellona, il Cavallino Rampante si porta dietro la "nomea" di essere una squadra solida.
Se poniamo l’attenzione sulla sessione in Bahrain, Leclerc ha confermato ancora una volta questa impressione, restando costantemente tra le prime posizioni nei tempi sul giro. Tempi che vanno presi con le pinze, non vi è dubbio, ma che danno in qualche modo un segnale di rottura rispetto al 2025.
Anche nel ripercorrere le dichiarazioni di Lewis Hamilton, al termine della sessione catalana, faceva riferimento ad una mentalità diversa, ad una mentalità vincente. Al termine della giornata di ieri, invece, le dichiarazioni rilasciate - al di là di quelle di facciata - raccontano di una gran prova di squadra, di un lavoro perfetto che gli hanno permesso di tornare in pista dopo i problemi della mattina.
Ferrari finalmente sa osare
Solidità, chiarezza, buon feeling tra piloti e vettura. Ferrari si porta dietro voci positive, che naturalmente solo la stagione potrà confermare. Ma assistere all’innovazione, vedere una squadra che lavora “nell’ombra”, studia, prova e sperimenta soluzioni alle quali nessuno aveva pensato, racconta di una squadra che ci crede, che osa, che non vuole inseguire ma essere un potenziale riferimento tecnico.
Una Ferrari che vuole costruire un progetto giusto e definitivo, capace di riportare i piloti a lottare per il campionato e, soprattutto, di ridare linfa sia a Leclerc che ad Hamilton, reduce da una stagione probabilmente tra le peggiori della sua carriera in Formula 1: senza podi, senza vittorie, senza pole position.
Sono voci - da confermare - ma che fanno bene. Fa bene assistere a questa “lenta rinascita”, sperando che le 24 gare stagionali confermino quanto visto nei test e che non si è campioni solo al venerdì. Sperando, che tutto questo lavoro, questa compattezza e questa crescita si traducano in prestazioni reali durante i weekend di gara.