Haas VF-26
La Haas VF-26 in Bahrain

Le parole hanno un peso diverso quando arrivano da chi la Formula 1 l’ha vissuta ai massimi livelli. E se a lanciare l’avvertimento è Juan Pablo Montoya, il messaggio non può essere archiviato come semplice suggestione da podcast. Nel mirino, questa volta, c’è Esteban Ocon, chiamato a un 2026 senza appello con la Haas.

Ocon rappresenta oggi uno dei profili più esperti della griglia, questo è un dato incontrovertibile. Il suo debutto nel 2016 (a stagione in corso) con la Manor al Gran Premio del Belgio ha segnato l’inizio di un percorso costruito tra solidità e momenti di frizione interna. Cresciuto nell’orbita Mercedes, il francese si è affermato prima in Force India al fianco di Sergio Perez, poi in Alpine accanto a Fernando Alonso. Un curriculum che lo colloca stabilmente nella fascia dei piloti affidabili, ma non ancora in quella dei leader tecnici in grado di spostare gli equilibri di un progetto.

Esteban Ocon in pista con la Haas VF26
Esteban Ocon in pista con la Haas VF26

Esteban Ocon: nuova vita in Haas e il paragone con Bearman

Il passaggio in Haas nel 2025 è stato letto come una scelta di rilancio, anche alla luce di rapporti ormai logori con Alpine. L’avvio è stato convincente: quinto posto in Cina, ottavo in Bahrain, gestione autorevole del confronto interno con il rookie Oliver Bearman. Nella prima fase della stagione, Ocon aveva costruito un margine netto sul compagno di squadra, dimostrando di saper capitalizzare ogni occasione in un contesto tecnico non sempre lineare.

Il quadro, tuttavia, si è progressivamente riequilibrato. A fine campionato, Bearman ha chiuso davanti a Ocon nella classifica piloti (41 punti a 39, ndr), invertendo la narrativa iniziale. Un dato che, in un team di seconda fascia ha un significato che valica la fredda sfera numerica. Perché Haas, con l’attuale ciclo regolamentare, ha bisogno di riferimenti chiari: non solo punti, ma direzione tecnica, capacità di sviluppo e leadership operativa nel lavoro con gli ingegneri.

Jack Doohan intento a fare selfie con i tifosi

Esteban Ocon: Jack Doohan è una minaccia concreta?

È in questo contesto che si inserisce la riflessione di  Montoya, espressa nel podcast AS Colombia. L’ex pilota Williams e McLaren ha sottolineato come le aspettative su Ocon fossero superiori e come, in caso di stagione 2026 sotto tono, il sedile possa diventare vulnerabile. L’innesco è rappresentato dall’arrivo di Jack Doohan come riserva. Una mossa che crea pressione interna.

Lo scenario delineato da Montoya si intreccia anche con le dinamiche di mercato legate alla Scuderia Ferrari e a Lewis Hamilton. Se Hamilton dovesse lasciare Maranello a fine 2026, si aprirebbe un effetto domino: Bearman è considerato un profilo naturale per un eventuale salto in rosso nel medio periodo. In quel caso, Haas potrebbe ritrovarsi con due sedili da ridefinire, o comunque con un assetto piloti da ristrutturare profondamente.

Doohan, liberato da Alpine dopo un’esperienza frammentata e mai realmente consolidata, sa di trovarsi in una finestra temporale delicata. Posizionarsi ora come alternativa credibile significa farsi trovare pronto in caso di riassetto. E questo aumenta la pressione su Ocon.

Il 2026, dunque, non sarà soltanto una stagione di risultati. Sarà un test di centralità tecnica e di peso politico interno. In una griglia sempre più giovane e orientata al potenziale di crescita, l’esperienza da sola non basta più. Servono continuità, impatto e superiorità netta nel confronto diretto. Ocon lo sa. E Haas, silenziosamente, osserva.


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