Ferrari nel mirino di Gasly: Alpine cresce ma il gap resta un limite
Tra segnali positivi e limiti ancora evidenti, il confronto con Mercedes e il gap motoristico restano i nodi centrali in vista delle prossime gare.

Pierre Gasly ha fissato l’obiettivo per le prossime gare della stagione 2026 di Formula 1: raggiungere Ferrari in termini di prestazioni. Al termine di queste prime tre gare, tralasciando i top team che al momento sono rappresentati da Mercedes e dal Cavallino, chi è emerso a centro gruppo sono la Haas - in particolar modo con Ollie Bearman - e l’Alpine.
La classifica costruttori lo conferma, con il team francese che si posiziona al quinto posto. Dimostrazione di quanto il motore della casa di Stoccarda stia facendo la differenza in termini di performance. Tra i temi emersi, infatti, c’è proprio il gap motoristico tra Mercedes e Ferrari. Ne sono un esempio i tempi in qualifica: il distacco iniziale era di nove decimi, per scendere intorno ai sei sul layout di Shangai e per risalire a sette sul circuito nipponico.

Le parole di Pierre Gasly e l’obiettivo Alpine
A tal proposito, si inserisce Pierre Gasly con la sua Alpine, che pian piano, sta permettendo al team di lasciarsi alle spalle la disastrosa stagione 2025. Al momento, se poniamo l’attenzione solo sull’aspetto racing, c’è un unico punto debole, rappresentato da Franco Colapinto, che ancora non sembra aver trovato un agio totale con la monoposto.
La differenza tra i due è evidente anche in pista. Tre piazzamenti in top 10 per il francese, contro l’unica volta di Colapinto in Cina, per poi agguantare sempre posizioni oltre la P14. La scelta di abbandonare il motore Renault, quindi, sembra stia pagando ed il #10, è convinto che, sul lungo periodo, questa decisione possa portare benefici concreti.
Pierre Gasly, infatti, appare soddisfatto dei progressi della monoposto, sottolineando la crescente competitività del team: “Sono molto contento delle prestazioni della nostra vettura: il fatto che sia competitiva su tutti i tipi di circuito ci dà grande fiducia e rappresenta una spinta importante per continuare a migliorare”.
Il nativo di Rouen ha poi indicato con chiarezza il prossimo obiettivo: “A Suzuka il distacco da Lewis Hamilton era di circa tre o quattro decimi al giro. La Ferrari è il nostro riferimento e vogliamo avvicinarci il più possibile: dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per raggiungerli”.
Gasly ha infine mantenuto un approccio realistico, ma ambizioso, guardando al prosieguo della stagione: “Al momento il gap è ancora troppo ampio per poter lottare concretamente per il podio, ma dopo la pausa estiva mi piacerebbe vedere l’Alpine stabilmente nel gruppo di testa insieme a McLaren e Ferrari”.

Ferrari e Mercedes: il riferimento prestazionale
Il punto è proprio in tali dichiarazioni, ossia capire se Ferrari riuscirà a ridurre il gap motoristico da Mercedes, in base anche a quella che sarà la bravura degli uomini di Maranello nel portare aggiornamenti e lavorare sugli sviluppi. Ad oggi, tra i vantaggi del Cavallino è allo spegnimento dei semafori, un piccolo momento in cui Ferrari riesce a portarsi davanti, battagliare per qualche giro, per poi cedere il passo alle Frecce d’Argento.
Le nuove monoposto impongono la gestione della batteria e con sole tre gare andate in scena, con qualche problema per Russell ed Hamilton, è difficile dire chi tra i due team riesca a gestirla meglio. Mercedes sembra essere leggermente superiore, complici gli aspetti elettronici e meccanici.
C’è un altro fonte da considerare però, ossia la struttura dei circuiti presenti in calendario. La maggior parte di essi sono veloci, con la presenza di lunghi rettilinei e poche curve lente, medio/lente, punto a favore di Ferrari. È chiaro quindi, come sulla lunga distanza il vantaggio sarà sempre per il motore nato a Brixworth e non è impossibile che i team motorizzati Mercedes possano avvicinarsi.
L’esempio lo abbiamo visto a Suzuka, con McLaren che in condizioni ottimali, si è ritrovata a ricoprire il ruolo di seconda forza con Oscar Piastri. Un po’ come l’Alpine - e ponendo l’attenzione solo sull’aspetto racing - al momento pare poter contare solo su un pilota, in quanto Lando Norris, campione del mondo in carica, non sembra aver trovato una quadra con la MCL40.

Gasly guarda Ferrari: ambizione o realtà?
L’obiettivo da parte di Pierre Gasly è stato posto, a dimostrazione di quanto si senta fiducioso dei progressi del team e di come sia a suo agio con la monoposto. È difficile immaginare una Alpine davanti a Ferrari, ma se i progressi non dovessero essere efficienti, alla luce di quanto detto, non è da escludere che possa inserirsi nella lotta.
Se ad esempio, Lewis Hamilton dovesse nuovamente manifestare problemi in termini di feeling con la SF-26, Gasly potrebbe approfittarne. Come lui stesso ha sottolineato, a Suzuka era dietro di massimo quattro decimi e di circuiti veloci ce ne sono altri. Un esempio, è proprio quello di Miami, prossimo appuntamento stagionale.
Scenario complesso da immaginare, ripetiamo, ma che rappresenta comunque un campanello d’allarme per Ferrari. Il lavoro sul motore diventa cruciale per mantenere la competitività, difendere il secondo posto nel mondiale costruttori e continuare a lottare per posizioni di vertice.