F1 2026: l’Arabia Saudita contro la cancellazione del GP
Gli organizzatori del GP di Jeddah stanno tentando il tutto per tutto per tenere l’evento in calendario nel prossimo mese di aprile.

Il futuro dei Gran Premi di F1 del Bahrain e dell’Arabia Saudita appare ancora non certo a causa dell’escalation del conflitto in Medio Oriente. La situazione si è aggravata con attacchi aerei condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, seguiti da rappresaglie iraniane che hanno colpito obiettivi in diversi Paesi del Golfo, tra cui Bahrain, Qatar, e le principali città degli Emirati Arabi Uniti: Dubai e Abu Dhabi.
Tra gli episodi più rilevanti figurano lanci di missili contro la Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrain e attacchi che hanno interessato infrastrutture strategiche, compreso l’aeroporto internazionale di Dubai. Queste azioni hanno provocato gravi limitazioni al traffico aereo e un clima di instabilità che compromette seriamente la sicurezza e l’organizzazione logistica delle gare previste ad aprile.

Impatto sulle gare di Formula 1
Le due gare direttamente coinvolte sono il Gran Premio del Bahrain, in programma dal 10 al 12 aprile sul circuito di Sakhir, e il GP dell’Arabia Saudita, previsto dal 17 al 19 aprile sul tracciato di Jeddah sulle sponde del Mar Rosso. La crisi ha già avuto conseguenze concrete: è stato annullato il test Pirelli che avrebbe dovuto svolgersi in Bahrain tra il 28 febbraio e il 1° marzo.
Le interruzioni dei collegamenti aerei e le preoccupazioni legate alla sicurezza rendono estremamente complesso organizzare eventi di questa portata. La tendenza prevalente tra gli addetti ai lavori è quella di preferire una cancellazione netta piuttosto che un semplice rinvio, data l’assenza di finestre alternative praticabili nel calendario e la complessità logistica che ne deriverebbe.
Gli organizzatori del GP arabo stanno difendendo con grande convinzione la permanenza della gara nel calendario. Questa ferma determinazione sta di fatto prolungando l’incertezza e ritardando una scelta definitiva da parte di F1, FIA e Liberty Media. Esiste un legame molto stretto tra le due gare mediorientali: se il Bahrain dovesse essere cancellato per motivi di sicurezza e logistica, è praticamente certo che anche Jeddah seguirebbe la stessa sorte. Questa interdipendenza crea una situazione delicata per la Formula 1, che preferirebbe evitare di eliminare solo uno dei due appuntamenti piuttosto che affrontare la cancellazione di entrambi.

Stato attuale e possibili conseguenze
La Formula 1 sta seguendo costantemente l’evoluzione della situazione in stretto contatto con le autorità locali. Rimane ancora un margine di tempo prima di assumere una decisione finale, ma la scadenza è ormai vicinissima ed è principalmente dettata dalle esigenze di trasporto del materiale per il Gran Premio del Bahrain.
In assenza di un rapido miglioramento delle condizioni nella regione, la cancellazione delle due gare è ancora sul piatto, ma non è la prima opzione. Una comunicazione ufficiale definitiva è attesa entro la fine di marzo, con alcune indicazioni che puntano al 20 marzo come limite pratico per consentire le operazioni logistiche necessarie.
Qualora entrambe le gare venissero cancellate, il calendario del Campionto Mondiale di F1 2026 scenderebbe a 22 eventi, segnando la prima stagione dal 2023 con meno di 24 appuntamenti. Il mese di aprile risulterebbe completamente vuoto, senza sostituzioni già pianificate.
Tra le ipotesi circolate in passato figurano circuiti come Imola o Portimão, ma Imola presenta problemi di sovrapposizione con l’apertura del WEC prevista per il 19 aprile, rendendo impraticabile l’inserimento di una gara di Formula 1 nello stesso fine settimana. Al momento non sono previsti rimpiazzi diretti, proprio per evitare ulteriori complicazioni logistiche e climatiche in altre sedi possibili.
Crediti foto: Getty Images, Stinger, Reuters