Cadillac canada
Sergio Pérez, GP di Canada 2026

Le ultime indiscrezioni, seppur non siano certezze, vanno in una direzione: anche Cadillac è favorevole al cambiamento delle power unit per il 2027. La soluzione della FIA annunciata lo scorso 8 maggio raccoglie sempre più voti favorevoli con il passare dei giorni. Le uniche due squadre non favorevoli al momento sono Audi e Ferrari, con Honda indecisa ma più vicina al sì.

L'accordo tra F1, FIA e costruttori raccoglie così una firma in più verso il cambiamento che porterebbe a un passaggio dal rapporto 50/50 attuale a un rapporto 60/40 tra motore a combustione e motore elettrico. Cadillac dal 2028 avrà la sua power unit in griglia, motivo per cui anche il suo voto è necessario per l'accordo nonostante a oggi non sia un costruttore di motori. Il “sì” verso il cambiamento diventa così una pugnalata alle spalle della Rossa, motorista e fornitrice del proprio cambio per la squadra americana. 

Ferrari SF-26 Canada - Lewis Hamilton
Lewis Hamilton, GP di Canada 2026

Power unit 60/40: il dietrofront di Cadillac mette in difficoltà Ferrari

A Maranello sale la tensione. La SF-26 è un'ottima monoposto a livello aerodinamico e telaistico, ma le lacune di potenza del motore termico italiano sono ormai note. Motivo per cui l'ADUO potrebbe essere la salvezza per il team diretto da Fred Vasseur. Entro o durante il GP di Monaco saranno finalmente rilevate le tabelle relative alle misurazione fatte dalla FIA sulla gerarchia delle forze in campo. Se la power unit Ferrari dovesse rientrare nel 4% dalla migliore, quasi sicuramente Mercedes, la squadra avrebbe a disposizione due aggiornamenti aggiuntivi sul motore termico per questa stagione e due per la prossima. 

Questo è il motivo per cui il “sì” di Cadillac è una potenziale pugnalata alle spalle della Rossa. Ferrari vuole posticipare il cambio di rapporto a 60/40 per poter approfittare al meglio dei vantaggi ADUO. Nonostante la squadra americana debuttante in Formula 1 sia cliente, dal 2028 correrà con la propria power unit e quindi non è esonerata dall'accordo. La Scuderia di Maranello perde così ciò che poteva essere un piccolo aiuto verso il rimando del piano presentato dalla FIA

Nulla è ancora confermato, ma le voci nel paddock si fanno sempre più rumorose. Mercedes e Red Bull spingono molto sul cambiamento e più i giorni passano più il 60/40 si fa possibile già a partire dal prossimo anno. Incredibile come il team fanalino di coda di quest'anno possa essere l'ago della bilancia di una decisione che potrebbe impattare pesantemente il futuro del suo odierno fornitore di motore e cambio: Ferrari.

Ferrari SF-26
Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26

Power unit 60/40: motivazioni diverse per Audi e Ferrari

La squadra italiana non è l'unica fermamente convinta di voler posticipare questi cambiamenti. Anche il team dei Quattro Anelli è sfavorevole all'accordo ricercato dalla FIA in un tempo così breve. Il motivo principale di Audi sono i costi. La modifica presentata, con il flusso di carburante maggiorato, richiederebbe la produzione da parte di tutti di nuove scocche e, di conseguenza, un aumento delle spese di vari milioni di euro. Costi decisamente importanti, che peserebbero molto ad Audi soprattutto dopo un anno come il 2026, che ha visto il nuovo motorista aderire al nuovo dispendioso regolamento tecnico, con tutti i costi che ha comportato.

Il rapporto 50/50 è il motivo principale per cui Audi ha fatto il suo ingresso in Formula 1, perciò è scontato che la squadra sia contraria nell'apportare un cambiamento così importante dopo solamente un anno. Una cosa è certa: il cambiamento si farà prima o poi. Le nuove monoposto non hanno performato come sperato e la Federazione se ne è resa conto. Rimane imbarazzante il voler tornare indietro dopo aver preso una decisione che era oggettivamente sbagliata per il bene di questo sport. La decisione di Cadillac rischia di mettere in difficoltà la Rossa che può rimanere col cerino in mano.

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui