Bahrain, la mappa dei chilometri: chi ha costruito di più verso Melbourne
McLaren oltre 4.400 km, Ferrari sopra quota 4.000: l’analisi del chilometraggio dopo due settimane di test e il peso dei dati in vista della prima gara

Le due settimane di test al Bahrain International Circuit hanno fornito un primo dato oggettivo su cui impostare un’analisi tecnica: la distanza percorsa. In una fase in cui le mappature motore sono conservative (almeno fino agli ultimi minuti visto che Leclerc ci ha dato dentro), i carichi di benzina variabili e le simulazioni differenziate tra i team, il chilometraggio resta l’indicatore più concreto della solidità meccanica e della coerenza del progetto.
Test Bahrain F1: chilometraggio e giri percorsi in sei giorni di test
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Team |
Giri Totali |
Km Percorsi |
McLaren |
817 |
4.421,6 km |
Haas |
794 |
4.297,1 km |
Williams |
790 |
4.275,5 km |
Ferrari |
745 |
4.031,9 km |
Racing Bulls |
734 |
3.972,4 km |
Mercedes |
714 |
3.864,2 km |
Audi |
711 |
3.847,9 km |
Alpine |
677 |
3.663,9 km |
Red Bull |
672 |
3.636,9 km |
Cadillac |
586 |
3.171,4 km |
Aston Martin |
334 |
1.807,6 km |
Calcolo effettuato moltiplicando i giri per 5,412 km (lunghezza del Bahrain International Circuit). Possibile scarto di 3-4 giri. Per i dati si ringrazia Fulvio Vigilante.
La F1 2026, per ora, supera l'esame dell'affidabilità
Superare quota 800 giri significa coprire oltre 4.400 chilometri. La McLaren, con 817 tornate pari a 4.421,6 km, è il riferimento assoluto per continuità operativa. In termini pratici equivale a quasi sette distanze di gara complete accumulate in appena sei giornate effettive. Un dato che suggerisce una buona base d'affidabilità ma anche efficienza nelle procedure e un piano di lavoro eseguito senza interruzioni rilevanti. Non a caso si parla del team campione del mondo.

Alle sue spalle Haas e Williams si attestano rispettivamente oltre i 4.290 e 4.270 chilometri. Se per Haas era prevedibile data la solidità della power unit Ferrari, meno scontato era per Grove che ha saltato i test di Barcellona. Per realtà che non partono da favorite in termini prestazionali, accumulare questa quantità di dati è strategicamente determinante: significa ampliare la finestra di correlazione tra CFD, galleria del vento e pista, oltre a validare le mappe meccaniche su un ampio spettro di condizioni.
Ferrari: performance e solidità
La Ferrari si posiziona a 745 giri, equivalenti a 4.031,9 km. Il dato è consistente e colloca la Scuderia nella fascia alta della graduatoria. Superare i 4.000 chilometri in test consente di completare programmi estesi su assetto, bilanciamento aero-meccanico e comparazione di specifiche (cosa fatta ad esempio con l'ala posteriore inedita che ha fatto scalpore), riducendo il rischio di arrivare alla prima gara con incognite strutturali. Non è il valore più elevato del lotto, ma è un chilometraggio pienamente adeguato per presentarsi a Melbourne con una base dati robusta.

Racing Bulls, Mercedes e Audi restano racchiuse in un intervallo di circa 125 chilometri. Parliamo di differenze marginali, spesso riconducibili a una singola sessione meno produttiva. In questo contesto il dato Mercedes – 3.864 km – indica un test regolare ma non privo di pause tecniche. Audi, alla prima fase pienamente operativa del nuovo ciclo tecnico, mostra un chilometraggio coerente con una fase di consolidamento.
Più indietro Alpine e Red Bull, entrambe sotto i 3.700 chilometri. Per Red Bull il dato va interpretato con cautela: con un nuovo motore il dato raccolto è tutt'altro che negativo. Tuttavia, 3.636 km restano oltre 780 chilometri in meno rispetto alla McLaren. In termini puramente matematici significa quasi una gara e mezza di dati in meno da analizzare.
Cadillac raccoglie poco, Aston Martin-Honda è un disastro
Il divario diventa strutturale nel caso di Cadillac, ferma a 3.171 km, e soprattutto di Aston Martin, che ha coperto appena 1.807 km complessivi. È meno della metà rispetto ai leader del chilometraggio. Honda è in crisi, oggi con un comunicato ha annunciato di dover tornare ai banchi prova per rivedere profondamente la parte elettrica di un V6 nato male. C'è molto lavoro da fare per un team che, dato tra i principali candidati a fare cose rimarchevoli, sarà probabilmente in fondo alla griglia nelle prime gare. Il rischio stagione compromessa è fortissimo.
L’elemento chiave, in ottica Melbourne, non è tanto la posizione nella graduatoria dei chilometri quanto l’efficacia con cui quei chilometri sono stati convertiti in dati utilizzabili. Ogni giro rappresenta una matrice di parametri: carichi verticali, pressioni dinamiche, temperatura carcassa pneumatici, consumi, vibrazioni, risposta sospensiva. Più ampia è la base statistica, maggiore è la capacità di modellizzare il comportamento della monoposto su piste differenti.
In conclusione, la classifica dei giri percorsi non stabilisce gerarchie prestazionali definitive, ma fotografa il livello di solidità mostrato nelle due settimane in Bahrain. Il primo vero confronto sarà il cronometro in qualifica. Ma prima ancora della performance pura, in Formula 1 conta la capacità di accumulare conoscenza. E la conoscenza, a Sakhir, si misura in chilometri. Alla bandiera a scacchi di Melbourne avremo un quadro leggermente più definito.