Test F1 Barcellona, Day 3: Mercedes schiacciasassi, si vede McLaren
La W17 spaventa per chilometraggio e tempi. Audi non esce ancora dalle difficoltà. E Ferrari?

L’inizio dei test ha confermato le aspettative. Come in ogni cambio regolamentare, non sono i tempi a fare la differenza, ma l’affidabilità. Ci si avvicina progressivamente all’inizio della stagione e, durante la terza giornata di test, Ferrari e Red Bull hanno scelto di non scendere in pista, mentre la McLaren MCL40 ha fatto il suo debutto con Lando Norris al volante.
I team che devono ancora debuttare con le nuove vetture sono Aston Martin, programmata per le giornate di giovedì e venerdì, e Williams, che non sarà presente a Barcellona. La squadra guidata da James Vowles ha comunque confermato la propria partecipazione ai prossimi test in Bahrain.

Il sunto della terza giornata di test a Barcellona
Le Frecce d’Argento si confermano il team più solido sul piano dell’affidabilità. Sul circuito di Montmeló, George Russell ha completato 92 giri nella sessione mattutina senza alcun intoppo, prima di lasciare il volante a Kimi Antonelli. L’italiano, dopo la pausa pranzo, ha fatto segnare il miglior tempo assoluto di questi tre giorni di shakedown in 1'17''362, proseguendo poi il lavoro con alcune prove di long run su gomma dura, anche in questo caso senza problemi.
È stato poi il turno della McLaren. Il team papaya, con una livrea completamente nera riservata esclusivamente a questi test, è sceso in pista con il neocampione del mondo Lando Norris intorno alle 11 del mattino, completando circa una trentina di giri e riprendendo il lavoro nel pomeriggio senza alcuna difficoltà. Anche la terza squadra motorizzata Mercedes, Alpine, si è dimostrata solida e competitiva, con Franco Colapinto protagonista al mattino e Pierre Gasly nella sessione pomeridiana. In totale, 56 giri per il pilota argentino e 51 per il francese, senza conseguenze tecniche.
Proprio nella giornata odierna si sono verificate tre bandiere rosse, nessuna delle quali causata da incidenti, ma esclusivamente da problemi di affidabilità. La prima, al mattino, è stata provocata da Nico Hülkenberg a causa di un problema idraulico sulla sua R26, risolto dalla squadra solo a un’ora e mezza dalla fine della sessione. Non un avvio ideale per la ex Sauber, che colleziona così due bandiere rosse in altrettanti giorni di attività.
La seconda interruzione è stata causata da Oliver Bearman, fermo con la sua Haas in mezzo alla pista sempre nella sessione mattutina. Si tratta del primo vero problema di affidabilità per la power unit Ferrari, dopo oltre 340 giri completati complessivamente in tre giorni di shakedown tra Ferrari, Haas e Cadillac. L’ultima bandiera rossa, arrivata intorno alle 15, è stata invece dovuta a un piccolo problema meccanico sulla Racing Bulls di Arvid Lindblad, risolto in meno di un’ora.

I diversi team a confronto con le rispettive power unit
Al termine della terza giornata di shakedown a Barcellona, questi sono i dati più significativi in vista della nuova stagione, relativi al numero totale di giri completati da ciascuna power unit:
PU Ferrari: 382 giri (Haas 217, Ferrari 121, Cadillac 44)
PU Mercedes: 713 giri (Mercedes 433, Alpine 218, McLaren 62)
PU Red Bull Powertrains–Ford: 394 giri (Red Bull 195, Racing Bulls 219)
PU Audi: 92 giri
PU Honda: 0 giri (Aston Martin scenderà in pista giovedì e venerdì, salvo imprevisti)
Questi primi riscontri del nuovo regolamento stanno, seppur con cautela, confermando le aspettative elevate attorno a Mercedes. È tuttavia ancora presto per trarre conclusioni definitive: per un quadro più chiaro sarà necessario attendere almeno i prossimi test ufficiali in Bahrain, in programma l’11 febbraio.
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