Williams FW48
La Williams FW48

La Williams del 2026 è un cantiere. Un progetto in corso di rifondazione profonda, dolorosa e, per certi versi, necessaria. James Vowles lo sa bene, e non lo nasconde. Da quando ha preso le redini della scuderia britannica, il team principal ha avviato un processo di ristrutturazione che va oltre il cambio di qualche ingegnere o l'aggiornamento di qualche componente tecnica. Si tratta di smontare e rimontare un'organizzazione che, nel corso degli anni, ha perso non solo competitività, ma anche cultura, metodo e identità.

L'ultimo tassello di questo mosaico porta il nome di Dan Milner. L'ingegnere britannico arriva da Mercedes, dove ha trascorso quattordici anni ricoprendo ruoli di crescente responsabilità: capo dell'ingegneria R&S, responsabile dell'integrazione tra power unit e telaio, responsabile del reparto trasmissioni. Una figura tecnica completa, con radici che affondano persino nelle ere Honda e Brawn Gp, prima che la casa della stella diventasse la dominatrice assoluta dell'era ibrida. 

A Grove assumerà il ruolo di responsabile dell'ingegneria tecnologica dei veicoli, con il compito di supervisionare i programmi di sviluppo dell'auto, lavorando sotto la guida del direttore tecnico Matt Harman e dell'executive technical director Pat Fry.

Il suo arrivo non è un episodio isolato. È parte di un piano più ampio che Vowles sta orchestrando personalmente, con l'obiettivo dichiarato di portare ordine, competenze e nuovi processi in un'area - quella produttiva e organizzativa - che per anni è stata il tallone d'Achille della scuderia di Grove, si legge su SoyMotor.

James Vowles team principal Williams
James Vowles team principal Williams

Williams - Le radici di un problema antico

Per capire dove vuole arrivare Williams, bisogna prima capire da dove viene. E la storia, purtroppo, è tutt'altro che edificante.

L'area produttiva della scuderia britannica è stata per due decenni uno dei suoi punti più fragili. Il simbolo più evidente resta il 2019, quando il team non riuscì nemmeno a presentarsi in tempo ai test pre-stagionali di Barcellona. Un episodio imbarazzante, che però rappresentava solo la punta di un iceberg molto più profondo. Paddy Lowe - uno degli artefici della supremazia Mercedes nell'era turbo-ibrida - lasciò il team a giugno di quell'anno, incapace di invertire una deriva che aveva radici strutturali.

Neanche Jost Capito, che aveva costruito una delle epoche più dominanti nella storia del WRC con Volkswagen, riuscì a portare i cambiamenti necessari. E quando Vowles arrivò, si trovò davanti a una realtà che lui stesso descrisse con sorpresa: un team che gestiva la costruzione delle proprie vetture attraverso un unico foglio Excel con circa ventimila celle. Una scoperta quasi incredibile per una scuderia che per decenni era stata la punta di diamante della tecnologia in Formula 1.

Il punto sportivo più basso arrivò in Australia, quando Logan Sargeant dovette cedere la propria vettura perché il team non aveva un telaio di riserva disponibile. Un episodio che racchiude, meglio di qualsiasi analisi, lo stato in cui versava l'organizzazione.

Paddy Lowe

Come spiegò lo stesso Paddy Lowe in una famosa intervista al podcast Beyond The Grid, Williams aveva vissuto a lungo "di una serie di altri vantaggi legacy che gradualmente si sono sgretolati". Tradizione, reputazione, storia: risorse preziose, ma che non sostituiscono gli investimenti, i processi e le decisioni giuste. "Quando un'organizzazione inizia a perdere la strada," aggiunse, "non produce auto scadenti all'istante". Il declino è lento, invisibile, e quando diventa evidente è già tardi.

Il 2026 sembra essere quel momento. La stagione in corso è stata un duro colpo: i due punti conquistati da Carlos Sainz in Cina sono stati accolti quasi come un miracolo. Il team non era presente ai primi test di Barcellona, si trova in fondo al gruppo di mezzo e ha già scelto di congelare lo sviluppo della FW47 per concentrare tutte le risorse sul progetto 2026. Una decisione coraggiosa, ma che accentua ulteriormente la sensazione di stagnazione nel presente.

Williams - Sainz, molto più che un pilota

In questo contesto difficile, la figura di Carlos Sainz assume un peso che valica quello sportivo. Lo spagnolo non è semplicemente il pilota titolare di una squadra in difficoltà: è diventato, a tutti gli effetti, parte attiva del processo di ricostruzione, come spiega SoyMotor.

Sainz trascorre molto più tempo del solito in fabbrica. Il suo coinvolgimento non nasce da una necessità contingente, ma da una scelta precisa e consapevole, coerente con il suo approccio in ogni team in cui ha militato nel corso della carriera. Dal suo punto di vista, l'arrivo a Grove ha significato quasi ripartire da zero, nonostante i due podi e mezzo conquistati nella stagione precedente.

GP Giappone Bearman
Carlos Sainz

La sua presenza quotidiana in fabbrica consente un contatto diretto con gli ingegneri, una maggiore coerenza tra il lavoro in pista, quello al simulatore e quello nei reparti tecnici. In una fase in cui Williams ha bisogno di coesione più che di tutto il resto, il contributo di Sainz rappresenta un valore aggiunto concreto.

Dall'esterno, una stagione priva di obiettivi immediati può sembrare un esercizio di resistenza. All'interno, invece, l'atmosfera raccontata è sorprendentemente diversa: entusiasmo, senso di appartenenza a qualcosa che si sta costruendo. Sainz ha scelto di essere parte di questo processo, non un semplice spettatore in attesa di tempi migliori.

Il messaggio che arriva da Grove è chiaro e coerente: non esistono scorciatoie. La ricostruzione richiede tempo, investimenti e decisioni scomode. L'arrivo di profili come Milner punta a correggere debolezze strutturali reali. La direzione di Vowles mantiene il focus su un cambiamento profondo, non su soluzioni tampone. 

Williams sa che il punto di partenza attuale non è sufficiente per competere. E sa anche che l'unico modo per cambiarlo è agire dall'interno, con metodo, pazienza e la consapevolezza che certi processi non si accelerano per decreto. Il cantiere è aperto. I lavori sono in corso.

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui