Lewis e quell'elogio a Kimi che sa di ritorno al passato
I complimenti di Hamilton suonano quasi come un messaggio a Wolff

Sarà forse quell'aria da bambino che ancora lo accompagna che lo fa amare dalla squadra, sarà forse quella semplice spontaneità che lo fa esprimere senza troppi filtri, o sarà forse quel caratteristico modo italiano di sapere essere socievole e sorridente con tutti. Difficile dirlo, fatto sta però che Kimi è entrato prepotentemente nel cuore dei meccanici del suo team e anche in quello di diversi piloti (Max Verstappen e Lewis Hamilton su tutti) che non passano il tempo a guardarlo con sospetto per ogni buon risultato raggiunto ma piuttosto lo difendono o lo osannano, quasi sapessero già che scriverà la storia della Formula 1.
Per noi italiani la storia l'ha già scritta, e non solo con la prima pole position nel gp di Cina, ma anche solo entrando a far parte dei 20 (ora 22) piloti più veloci al mondo. Qualcuno ha già storto il naso perché Kimi non veste di rosso (colpa sua forse?), non dimentichiamo che c'è un'intera generazione che ha goduto nel tifare tedesco (Michael Schumacher, qualora servisse specificare).
Chi ama questo sport, è felice di vedere giovani talenti farsi spazio tra i colossi, se poi la lingua madre è l'italiano, allora c'è ancora più gusto. Ma Antonelli deve avere una marcia in più rispetto agli altri ex rookies, si perché quando un sette volte campione del mondo spende metà della sua conferenza stampa a tessere le tue lodi, deve esserci necessariamente dell'altro, invisibile o nascosto per chi sta da questa parte dello schermo, ma evidentemente lampante per chi ha la possibilità di osservarlo da vicino.

Lewis Hamilton e l'elogio a Kimi Antonelli, un sottile messaggio per Wolff?
Come detto, Hamilton ha speso parole importanti per Kimi al termine del gp di Cina “è stato fantastico ieri essere qui con lui (Kimi) mentre otteneva la sua prima pole, e ora (vederlo) ottenere la prima vittoria” ha affermato il campione inglese nella conferenza stampa dopo la gara. Lewis ha sottolineato come Antonelli sia "nato nel 2006", definendolo un talento puro che "merita davvero il top".
Esaltando Kimi, il pilota inglese sta validando la scommessa più rischiosa della carriera di Toto Wolff. Sembra quasi un modo per dire a Toto: "Avevi ragione tu su questo ragazzo, e io sono l'unico che può davvero capire e guidare questa transizione". Hamilton si pone non come un rivale, ma come il garante dell'eredità Mercedes, un ruolo che lo riavvicina emotivamente a Wolff.
Il richiamo alla "Famiglia" (e l'esclusione della Ferrari)
Nonostante il podio con la Ferrari, Lewis ha parlato della Mercedes come della sua "vera famiglia", citando il rapporto iniziato nel 1997. Definire il sedersi accanto a Kimi, George e Bono come "stare con tutta la mia famiglia" è uno schiaffo psicologico a Maranello e un invito a Brackley. Sembra quasi che Lewis stia dicendo a Toto: "Guarda come stiamo bene insieme noi tre”.
Del resto il primo a lanciare il famoso “sasso” era stato proprio Wolff quando, al sabato, commentando i risultati delle qualifiche, aveva detto di avere “tre piloti nelle prime tre posizioni”, un sottile messaggio per Hamilton che, a sua volta, aveva salutato con una affettuosa pacca sulla spalla uno dei suoi ex meccanici, ora impegnato con Antonelli per congratularsi del lavoro svolto.

La foto con Bono che sa di futuro
A completare questo quadretto idilliaco, arriva la foto sul podio. Ovvio che a fine gara si decida di immortalare lo storico risultato, appare però meno ovvio che Russell decida di defilarsi, lasciando la scena tutta per Antonelli, Bono (suo ingegnere di pista) e.. Hamilton. Perché lasciare il posto ad un ex Mercedes invece di fare prima la foto del team e poi la foto degli ex? Che George abbia intuito, in questo strano fine settimana, qualche ritorno al passato che ci sfugge?
A voler leggere tra le righe, sembra proprio che Wolff e Hamilton si siano scambiati messaggi di reciproca stima, cosa affatto nuova, e chissà se tutto questo potrebbe concretizzarsi in un futuro ritorno “in famiglia” del sette volte campione del mondo, magari con un semplice scambio dei due piloti inglesi. Ora la Mercedes è la squadra da battere e potrebbe assicurare al numero 44 quella “buona macchina” di cui Domenicali parlò nel corso dell'intervista di Sky Sports F1, a Silverstone nel luglio del 2023, quando Wolff, per tutta risposta, guardandolo negli occhi e riferendosi a Lewis, disse “gli dobbiamo ancora l'ottavo titolo”.